Bettona commissariata, lo sfogo di Frascarelli: ''Tradito il mandato degli elettori''

Stefano Frascarelli 07/01/2016 - “Chi, rassegnando le proprie dimissioni, ha portato allo scioglimento del consiglio comunale, non ha sfiduciato noi, ma ha tradito il mandato degli elettori. Quanto alle accuse di immobilismo, non accettiamo nessuna lezione da chi invece dovrebbe imparare da noi come si amministra un Comune”.

Riconsegnata la fascia tricolore e le chiavi del municipio, dopo le dimissioni in blocco di quattro su sette consiglieri comunali (Lamberto Marcantonini e Andrea Castellini della minoranza, Gianni Pippi e Lucio Bambini della maggioranza) che hanno sancito la prematura conclusione del mandato elettorale, l'ormai ex sindaco di Bettona Stefano Frascarelli non fa sconti e in un'intervista-fiume difende il proprio operato fornendo la propria versione dei fatti sulle circostanze che hanno portato al commissariamento del Comune.

Da dove si è originata la crisi all'interno della maggioranza che ha portato a questo epilogo?
“Da un paio di mesi si era aperto un animato confronto con il Pd, il quale rivendicava un diverso riassetto politico in giunta anche alla luce del risultato elettorale. Nella fattispecie, il Pd ci aveva chiesto un altro assessorato. Richiesta di fronte alla quale Gian Luca Schippa si è mostrato disponibile a fare un passo indietro, consegnandomi le sue dimissioni firmate e rimettendo il suo mandato nelle mani del sindaco. Alla richiesta di un nome a cui passare il testimone, però, il Pd non è stato in grado di fornire un nome che mettesse tutti d'accordo; motivo per cui non ha avuto luogo quell'avvicendamento in giunta che eravamo comunque pronti a concedere, nonostante il Pd avesse già una discreta rappresentanza in giunta e consiglio con un vicesindaco (Stefano Ciuffini) e due consiglieri con deleghe, Gianni Pippi e Lucio Bambini.

E la questione biomasse?
Fra le richieste del Pd, oltre a un riassetto di alcuni uffici (che abbiamo fatto), c'era anche la sospensiva di sessanta giorni dell'autorizzazione per un impianto a biomasse rilasciata dall'ufficio tecnico comunale dopo la conclusione della relativa conferenza dei servizi, la quale aveva raccolto i pareri favorevoli di tutti gli enti preposti. A questo punto, come amministrazione, abbiamo chiesto il parere al legale del Comune, il quale ha vivamente sconsigliato di procedere con la sospensiva, la quale avrebbe esposto il Comune a rischi concreti di un risarcimento dei danni al proprietario dell'impianto. Alla luce di ciò, non abbiamo potuto procedere con la sospensiva, ma abbiamo comunque proposto di chiedere all'ufficio tecnico un'ulteriore verifica per controllare la presenza o meno di eventuali carenze dal punto di vista progettuale.
Accordo raggiunto, dunque. O forse no?
Alle richieste del Pd io ho risposto nero su bianco nella mattinata del 29 dicembre, dando garanzie che erano state ritenute soddisfacenti. Lo stesso giorno, tuttavia, i due consiglieri del Pd Pippi e Bambini non si sono presentati al consiglio comunale convocato per il pomeriggio, che è andato deserto. Pochi giorni dopo i due si sono dimessi insieme alla minoranza chiudendo così la nostra esperienza amministrativa. Un gesto che reputo grave non nei miei confronti, ma nei confronti dei cittadini che hanno eletto questa amministrazione. In caso di disaccordo rispetto al nostro operato, sarebbe stato più corretto fare un passo indietro e presentare le proprie dimissioni consentendo la surroga, rimettendo l'operato di questa amministrazione al giudizio dei cittadini allo scadere del mandato affidatoci con il voto.
Chi si è dimesso sostiene che non abbiamo rispettato il programma elettorale. Io penso invece che aver portato il commissario a Bettona per due volte, solo perché si chiedeva il rispetto della legge, è un fatto grave: evidentemente chi vuole rispettare la legge ed essere trasparente non è gradito. In queste dimissioni ci vedo un Pd la cui gestione negli ultimi anni è stata personale e faziosa, facendo epurazioni ed esclusioni a piacimento. Ci vedo il naufragio della legge 1 per la riapertura delle stalle, su cui qualche “chiacchierone” voleva rimettere mano. E invece, opponendoci all'applicabilità della legge 1, noi abbiamo difeso il territorio come nessuno prima.
Parlando di "blocco amministrativo", l'opposizione ha lanciato dure accuse di immobilismo nei confronti della vostra amministrazione.
Alle accuse del Quadrifoglio rispondo che non accettiamo lezioni da chi in cinque anni ha fatto ben poco. Noi in tre anni e mezzo abbiamo finanziato due milioni di opere pubbliche, appaltato 8 gare e consegnato i relativi lavori; siamo stati premiati come primo Comune in Umbria per la raccolta differenziata; proprio in questi giorni sono arrivati dal Ministero 1 milione e 360mila euro per il completamento della Villa del Boccaglione; abbiamo messo mano a tutti i lavori pubblici e al personale della macchina municipale. Le casse comunali sono in condizioni ottime e abbiamo pagamenti a 60 giorni. I risultati del nostro operato sono sotto gli occhi di tutti, quindi non accettiamo lezioni da chi dovrebbe invece imparare da noi su come si amministra.

Tutti a casa, ma per il futuro?
Per me l'esperienza da sindaco si conclude qui, ma sono sereno per quello che abbiamo fatto. Voglio ringraziare gli assessori e tutti coloro che sono stati corretti lavorando con abnegazione e nel rispetto delle leggi, e al Comune di Bettona faccio un grande in bocca al lupo, perché gli sciacalli sono sempre in agguato”.





Questo è un articolo pubblicato il 07-01-2016 alle 03:54 sul giornale del 07 gennaio 2016 - 754 letture

In questo articolo si parla di politica, redazione, sara caponi, bettona, stefano frascarelli, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/asfs