Inno di Mameli, emozioni e sensazioni: ad Assisi un bando di concorso rivolto alle scuole

Tricolore, bandiera italiana 09/01/2016 - La Città di Assisi - Assessorato alla Pubblica Istruzione - in collaborazione con l’Associazione Combattenti e Reduci di San Vitale, promotrice dell’iniziativa, con i Patrocini della Pro Loco di Viole, dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Assisi e della Compagnia dei Cavalieri del colle Paradiso, informa che è stata indetta la Seconda Edizione del Bando di Concorso “Emozioni e sensazioni”, rivolto agli Studenti delle Classi V (quinte) delle Scuole Primarie del territorio comunale.

Attraverso componimenti scritti che potranno essere corredati da elaborati grafici (tecnica e formato libero), i nostri giovani Cittadini, con l’edizione 2016 del Bando, saranno dunque chiamati a riflettere sul valore del Canto degli Italiani, composto da Goffredo Mameli nel 1847, meglio conosciuto appunto come “INNO DI MAMELI”.
Si tratta di una proposta di grande rilievo culturale e civico, nata l’anno passato dalla sensibilità di Paolo Sciamanna, prematuramente scomparso, e portata avanti con convinzione ed orgoglio dal figlio Giacomo, al quale rivolgo sincera gratitudine per l’impegno profuso nella trasmissione dei valori fondanti della nostra Nazione.
Ritengo che il vero federalismo stia nel rafforzamento del senso di unità nazionale e per farlo occorre credere in primis nelle potenzialità delle singole frazioni: per questo il coinvolgimento delle istituzioni nelle iniziative delle Associazioni locali è fondamentale.
In rappresentanza della Città di Assisi, anche per l’edizione 2016, ho dunque accolto l’invito con sincero entusiasmo.
Auspico un’ampia risposta e ringrazio fin da ora i Dirigenti Scolatici e il Rettore per la diffusione che vorranno dare all'iniziativa presso il Personale Docente e gli Studenti, leggendolo l’invito a partecipare come occasione di crescita per i nostri giovani cittadini.
La scadenza di consegna degli elaborati è fissata per il giorno sabato 19 Marzo 2016.
BANDO e REGOLAMENTO sulla home page del sito www.comuneassisi.gov.it.

da Serena Morosi
Giunta comunale di Assisi





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-01-2016 alle 03:45 sul giornale del 09 gennaio 2016 - 625 letture

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Enrico Sciamanna

10 gennaio, 15:14
Il precedente scritto è frutto di un errore di copia, quello che segue è quello giusto, per chi vorrà leggerlo. Anzi prego la redazione di rimuovere il testo soprastante e lasciare questo, grazie E. S.

Paolo Sciamanna era un mio parente, non stretto, lo conoscevo e lo stimavo, la sua fine precoce mi ha addolorato. Non conosco suo figlio, ma non dubito che sia una persona degna; l’assessore Serena Morosi è stata per un breve periodo mia alunna e figlia di cari amici. L’iniziativa mi trova assolutamente contrario sotto diverse angolazioni. Cominciamo dall’esortazione dell’assessore al controverso federalismo, che, intanto, non mi pare rispetti l’impostazione politica di Mameli, né, credo, di Novaro, autore del testo; per di più è corretto educare al federalismo i giovani della V elementare delle frazioni? Immagino che esistano punti di vista discordi sull’argomento, tanto da risultare delicato, quindi difficile da trattare in quanto comporta contributi ideologici a cui non sono tenuti a far fronte gli insegnanti e che potrebbero essere mal gestiti. Ma venendo all’”Inno” le clausole del concorso cosa prevedono che i fanciulli si esercitino sulle note e la melodia, o che riflettano sul testo? Nel secondo caso, più probabile, anche se dal bando non si evince alcunché, si dovrebbe parlare (ma non lo fa nessuno) dell’Inno di Novaro. In ogni caso si può andar dietro alla consuetudine e attribuire a Mameli, morto a 22 anni per tentare invano di liberare Roma dalla tirannia della chiesa e realizzare con Garibaldi un’Italia unita, tutto l’insieme. Mi immagino questi bambini alle prese con l’aquila austriaca spennata che, con esito di bruciature cardiache, bevé il sangue polacco e quello italiano, l’irrefrenabile empito stimolato dai Vespri e l’emulazione di Ferrucci, il “ martire di Gavinana”, ma i pargoli lo sanno o di Giovan Battista Perasso, noto ai genovesi con un nomignolo tutt’altro che lusinghiero, sono pane quotidiano e, se non lo fossero, un’iniziativa come questa farebbe sì che possa essere spezzato a loro beneficio? Insomma, dati anche i nuovi programmi della scuola elementare, che non prevedono lo studio della storia del periodo in oggetto, i nuovi linguaggi, avulsi da quello usato da chi frequentava elmi di Scipio e coorti, infine l’evocazione della morte e della guerra, paiono poco o nient’affatto congruenti con l’attuale pedagogia, specie in relazione con l’Europa e in scuole in cui sono presenti etnie diverse e diverse nazionalità