Sottopasso imbrattato, giovani angelani al lavoro per ripulire scritte e graffiti

Movimento dello sconforto generale 18/01/2016 - C'è qualcosa che credo sia sfuggito ai più. Siccome penso che valga la pena sapere, vorrei rivangare, e sottolineare, perciò torno indietro. Consentitemi di tornare al pomeriggio del 31 dicembre 2015. Dovremmo tornare tutti indietro, a recuperare un po' di sano e tradizionale buon senso.

Lo dico senza pensare alle conseguenze, per il momento ho la sola pretesa di educare attraverso un esempio. Quello di giovani del territorio assisano che dimostrano di essere particolarmente attenti al recupero di questo sano buon senso. Succede da tempo, è un po' che li seguo tramite social network o per passaparola. Si sono organizzati e si sono dati un nome che la dice lunga: Movimento dello sconforto generale. Ho deciso di andare a conoscerli, perché sono attivi e operativi.
Si incontrano spesso, e per lo più indignati per il modo in cui cittadini e amministrazione trattano l'ambiente, si ritrovano a raccogliere quello che i cittadini buttano per le strade. Cittadini senza senso civico e molto maleducati, che lasciano cartacce, buste, ruote di scorta, pannolini per bimbi incontinenti, insomma di tutto un po', come se la civiltà qui, non fosse arrivata, o se ne fosse andata ad alloggiare altrove, che so, in nord Europa per esempio.
Il 31 dicembre scorso, mentre i più correvano per il consueto cenone, loro si sono ritrovati nel sotto passo di Santa Maria degli Angeli. Uno strano, inconsueto posto per un appuntamento tra amici. E insieme hanno fatto una cosa ancora più strana: hanno pulito le scritte che imbrattavano le mattonelle a copertura dei muri. Scritte brutte. Lavoro bello. La loro iniziativa va di sicuro valorizzata, non solo per la cosa in sé, ma perché è il segno di un grande senso civico, di amorevole attenzione alla realtà che ci circonda. Vorrei tanto seguirne l'esempio. Bravi ragazzi.

E guai a chi ha voglia di dire che i giovani non vedono, non agiscono, non contribuiscono. Loro sono l'esempio da imitare, perché vedono, agiscono, contribuiscono a rendere più bella questa realtà. Fuori dallo sconforto.







Questo è un articolo pubblicato il 18-01-2016 alle 03:29 sul giornale del 18 gennaio 2016 - 1323 letture

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Bravi, bravi e bravi ancora