Arredo urbano, la Soprintendenza boccia le richieste di bar e ristoranti del centro storico

Assisi centro storico, piazza del Comune 18/01/2016 - E’ giunta al Comune di Assisi una lettera, da parte della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria di Perugia, con oggetto: “Centro storico – Comunicazioni in merito alle istanze di occupazione del suolo pubblico per le attività di ristoro e allestimenti relativi”, in pratica l’argomento sono gli arredi urbani delle attività di bar e ristorante.

Si cita testualmente che gli stessi arredi esterni: “...costituiscono comunque elementi di trasformazione degli spazi storici e/o storicizzati spesso in grado di incidere significativamente e/o negativamente sui valori paesaggistici e culturali degli ambiti interessati….” e ancora: “...A riguardo si evidenzia che il Regolamento di Attuazione del nuovo Piano dell’Arredo Urbano non prende in considerazione le possibili casistiche di inattuabilità degli interventi sulla base di valutazioni a scala prettamente paesaggistica e/o urbana...” ma implicitamente ne sancisce la fattibilità indifferenziata.
In buona sostanza nei fatti la Soprintendenza tendenzialmente respinge gran parte delle istanze proposte dai cittadini attraverso gli uffici competenti (ufficio Urbanistica) del Comune di Assisi, negando di fatto l’installazione degli arredi urbani su suolo pubblico, pur gli stessi in piena conformità con le vigenti norme in materia di arredo urbano, con la semplice motivazione di un eccessivo impatto ambientale.
Pur condividendo la volontà da parte della Soprintendenza di voler salvaguardare e valorizzare al meglio la nostra città, volontà pienamente condivisa, credo che i primi a rendersi conto dell’importanza del valore architettonico e paesaggistico che Assisi esprime, siamo proprio noi cittadini che da sempre viviamo e amiamo i nostri luoghi d’origine.
È necessario però tenere in debito conto che in questa città vivono e lavorano persone che debbono necessariamente confrontarsi con la realtà e con le tante difficoltà che la vita lavorativa ci presenta.
Spesso per una attività commerciale l’occupazione del suolo pubblico rappresenta una vera e propria risorsa, ed in alcuni casi è la vera sopravvivenza del locale. Il tutto è ancora più incomprensibile se si pensa che la stessa soprintendenza ha partecipato alla costruzione del piano di arredo urbano, infatti alle riunioni che si sono succedute per la redazione dello stesso regolamento è stato sempre presente un delegato della Soprintendenza, di fatto condividendo implicitamente le scelte fatte nella scelta dei materiali e degli arredi esterni.

da Leonardo Paoletti
Consigliere comunale Assisi




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-01-2016 alle 16:52 sul giornale del 19 gennaio 2016 - 1766 letture

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Gabriela Masciolini

19 gennaio, 10:46
Sono pienamente d'accordo con il parere della soprintendenza perchè la mia città (e sottilineo MIA CITTA')non può e non deve rappresentare "SPACCANAPOLI".rnSe al consigliere Paoletti non aggrada.....si trasferiscarnrnUna cittadina NAUSEATA