Crisi economica, Cgil: ''Nell'assisano meno macerie che altrove''

Ivano Fumanti 21/01/2016 - Nel territorio che interessa i comuni di Assisi, Bastia umbra Cannara, Bettona, Valfabbrica il terremoto della crisi ha prodotto, fortunatamente, meno macerie che altrove. Questo non significa che gli effetti della crisi stessa siano stati indolore.

Anche qui, purtroppo, in questi ultimi anni, si sono persi centinaia di posti di lavoro, alcuni di questi riferiti ad aziende medio grandi sia dell’edilizia che alimentari, molti nel turismo e nel commercio a seguito della chiusura di alcuni centri della grande distribuzione come il Brico o la Despar i cui punti vendita sono stati solo parzialmente riaperti in Umbria con il marchio Todis ma con meno occupati.
La perdita di manodopera più significativa (circa un 40%) è stata in edilizia dovuta al termine dei lavori per la ricostruzione post terremoto e alle dinamiche generali che interessano tutto questo settore in maniera diffusa.
Attualmente possiamo definire la situazione economica del nostro comprensorio "normale". Al di là delle questioni di carattere nazionale (rinnovo dei contratti) o legate alla routine quotidiana, non esistono particolari situazioni di difficoltà o vertenze importanti ancora aperte.
Questo soprattutto per l’impegno del nostro sindacato che con la partecipazione dei lavoratori interessati ha saputo gestire alcune crisi aziendali con la sottoscrizione di accordi che hanno di fatto salvato, per quanto possibile, posti di lavoro, tutelato i salari - da ultimo la SABA Parcheggi di Assisi - e recepito programmi di rilancio aziendali come ad esempio alla Colussi, dove superate le prime difficoltà attraverso il ricorso al contratto di solidarietà, si è passati alla seconda fase fatta di riorganizzazione del Gruppo e di investimenti per nuovi prodotti e per mantenere la produzione a Petrignano.
La situazione che più ci preoccupa in questo momento, è quella relativa alla Ducops società di servizi, dove attualmente i soci lavoratori sono interessati dalla cassa integrazione in deroga e per i quali, alla scadenza della stessa, non esistono ancora alcune certezze per il futuro.
Una vertenza analoga riguarda una azienda metalmeccanica di Santa Maria degli Angeli, la Iron Spa, dove recentemente ci sono stati scioperi per cercare di evitare 20 licenziamenti annunciati dalla proprietà.
Ci sono inoltre tantissime piccole attività legate al commercio, all'artigianato e in particolare al turismo che non essendo sindacalizzate sfuggono ad una indagine più dettagliata: la percezione della Cgil è che in questi anni di crisi il mondo delle partite Iva abbia pagato prezzi altissimi e che ancora molte attività siano in uno stato di forte sofferenza.
Anche nel comprensorio Valle Umbra Nord come in tutta Italia, la Cgil, a partire dai prossimi giorni, sarà impegnata in assemblee per presentare la “Carta dei diritti universali del Lavoro – Nuovo Statuto delle Lavoratrici e dei Lavoratori”, una raccolta di norme destinate a tutto il mondo del lavoro, subordinato e autonomo,
Il nuovo Statuto vuole innovare gli strumenti contrattuali preservando quei diritti fondamentali che devono essere riconosciuti ed estesi a tutti, senza distinzione, indipendentemente dalla tipologia lavorativa o contrattuale, perché inderogabili e universali. Diritti che vanno dal compenso equo e proporzionato alla libertà di espressione, dal diritto alla sicurezza al diritto al riposo, ma anche alle pari opportunità e alla formazione permanente, un aggiornamento costante di saperi e competenze. L’obiettivo è ambizioso: far diventare la Carta una legge d’iniziativa popolare per ridare dignità a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici.
Nel corso delle assemblee, insieme a Cisl e Uil, verrà presentata anche una piattaforma comune per apportare radicali modifiche alla legge Fornero sulle pensioni.


da Ivano Fumanti
Cgil Assisi/Bastia Umbra





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-01-2016 alle 18:01 sul giornale del 22 gennaio 2016 - 530 letture

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