Bastia Umbra: area Franchi, per il Pd ''è ora di fare finalmente chiarezza''

Progetto area Franchi 3' di lettura 26/01/2016 - Abbiamo appreso dalla stampa che il 21 gennaio è stata convocata una conferenza dei servizi che riguarda l'ennesima variante al piano attuativo dell'Area Franchi. A questo punto, per nostra conoscenza e anche per altri, vorremmo ripercorrere la storia di questa area.

Attorno agli anni '90, nell'adozione di una variante del PRG, si ipotizza di eliminare tutti i siti industriali a ridosso del centro storico prevedendo zone di ristrutturazione edilizia e prevedendo altresì aree per la loro ricollocazione. Al fine di favorire sia il recupero urbanistico che il mantenimento delle attività produttiva, viene fatta una previsione volumetrica cospicua. Si passa quindi alla fase del piano attuativo stabilendo con la proprietà dell'area un accordo di programma che disciplinava il recupero urbanistico del sito industriale e i passaggi per la realizzazione del mantenimento del sito produttivo Officine Franchi.
Con l'insediamento della Giunta Ansideri e l'aggravarsi della situazione economica, si verifica il primo grave arretramento: si annulla di fatto l'accordo di programma, rinunciando quindi a collocare il sito produttivo in altra sede, e si approva al contempo un piano attuativo che sfrutta tutti i volumi previsti sul sito produttivo e, in variante, anche i volumi previsti per attrezzature di uso pubblico.
Il tutto viene giustificato per raggiungere l'obiettivo di coinvolgere il privato nella realizzazione del sottopasso di via Firenze utilizzando tutti i contributi derivanti dalle opere di urbanizzazione dovute ed altro. Tralasciamo poi la superficialità nell'affrontare un tema così complesso non tenendo conto dei problemi di bonifica ambientale e di tutela e salvaguardia delle acque.
Ecco quindi che all'improvviso, quando l'amministrazione comunale in pompa magna firma la convenzione con il privato per la realizzazione di tale piano avvenuta nell'aprile 2013, dando quindi per scontato che si passasse alla fase operativa, in questi giorni, a distanza di quasi 3 anni, veniamo a sapere che utilizzando le nuove procedure della semplificazione, si procede ad un' ulteriore variante. A quali fini? Per quali obiettivi?
Il Partito Democratico si sta interrogando sul recupero di questa area strategica per la città e si rende disponibile a sostenere soluzioni che sblocchini finalmente opere ed interventi attesi da troppo tempo dalla cittadinanza; d'altro canto però vediamo venir meno tutti gli obiettivi che questa amministrazione si era data nel recupero di tale area.
Nei fatti: 1­ si fa un recupero volumetrico altissimo in un momento di massima crisi del settore edizio (il piano dell'area di Piazza del Mercato è stato prorogato proprio con questa motivazione); 2­ si rinuncia quasi del tutto alla realizzazione del nuovo sito produttivo; 3­ si costruisce l'ennesimo centro commerciale, per di più a ridosso di un centro storico che ha sofferto e soffre pesantemente la grave crisi economica. Sono queste le priorità di Bastia oggi? È giusto e doveroso effettuare un massiccio intervento della Cassa Depositi e Prestiti (soldi dei riparmiatori) per costruire circa 150 appartamenti di social housing quando nel nostro Comune vi è un'offerta attuale già sovradimensionata (oltre 300 appartamenti sfitti o invenduti) e al contempo non solo cala in maniera preoccupante il lavoro ma dopo circa mezzo secolo anche la popolazione? È giunto il momento di fare chiarezza e guardare con la lente questo insediamento.
Non vorremmo trovarci nel giro di poco tempo in percorsi poco trasparenti, fatti di cui ormai anche l'Umbria non è immune. Su questo il Partito Democratico si impegna ad aprire un dibattito pubblico e chiede altresì a tutti gli organi di controllo la massima attenzione su tali interventi.

dal Partito Democratico
Sezione di Bastia Umbra




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-01-2016 alle 02:58 sul giornale del 26 gennaio 2016 - 619 letture

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