Assisi città simbolo della Giornata della Memoria: cerimonia della prefettura a palazzo Vallemani

27/01/2016 - Oltre centocinquanta persone, di cui gran parte studenti, hanno fatto visita mercoledì 27 gennaio, Giorno della Memoria, al “Museo della Memoria, Assisi 1943-1944” dove si è tenuta la consegna delle medaglie d’onore da parte del Prefetto di Perugia, Raffaele Cannizzaro, ai familiari degli insigniti dell’alto riconoscimento Enrico Fiorucci e Marsilio Traversini.

Presenti all’incontro le massime autorità militari e civili, tra cui la presidente della Regione Catiuscia Marini e il presidente della Provincia Nando Mismetti.
Dopo i saluti e i ringraziamenti del sindaco Antonio Lunghi al Prefetto Cannizzaro “per aver scelto Assisi per la sua prima uscita dal ricevimento del suo nuovo prestigioso incarico ed aver ricordato che si tratta della prima volta che questo alto riconoscimento agli insigniti esce dalle mura del palazzo prefettizio per spostarsi nella città serafica”, è seguito l’intervento del vescovo della diocesi di Assisi, Nocera Umbra e Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino. Quest’ultimo, dopo aver ricordato la storia della sua famiglia e di suo padre, fatto prigioniero in un campo di concentramento, ha affermato che “ferite come queste si cicatrizzano solo con il balsamo del perdono che non significa dimenticanza. La memoria – ha aggiunto – serve a non fare gli stessi errori nel futuro. Abbiamo tanto da ricordare perché abbiamo tanto da cambiare”.
“Anche dall’Umbria, soprattutto all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre - ha ricordato la governatrice Catiuscia Marini -, centinaia di ebrei furono deportati nei campi di sterminio di Germania e Polonia. Fu proprio nella città di Assisi che operarono, molto spesso in silenzio ed in segreto, semplici cittadini, frati e suore dei diversi ordini religiosi, personalità come il vescovo della città Nicolini, don Aldo Brunacci, il tipografo Luigi Brizi e suo figlio Trento (noti per aver stampato centinaia di documenti falsi per gli ebrei perseguitati), per nascondere i cittadini ebrei umbri, italiani ma anche di altre nazioni, e salvarli dalla deportazione verso la morte sicura. Furono cittadini che non esitarono, a rischio della loro stessa vita, a stare dalla parte giusta della storia, quella appunto degli ebrei perseguitati. Vorrei, dunque, ancora una volta esprimere oggi tutta la mia vicinanza alle tante comunità ebraiche italiane ed anche a quella umbra”.
Marina Rosati, direttrice e curatrice del Museo della Memoria, durante il suo intervento ha voluto ricordare il primato di Assisi nell’avere avuto ben sette “Giusti tra le Nazioni” e che degli oltre trecento ebrei rifugiati nella città serafica non c’è stato nessun deportato né ucciso.
Sono seguite poi le parole del Prefetto Raffaele Cannizzaro, che si è rivolto soprattutto ai giovani invitandoli a riappropriarsi della storia per conoscerla e raccontarla con i loro termini e i loro toni. “Un saluto particolare – ha esordito il prefetto - rivolgo ai familiari di Enrico Fiorucci e Marsilio Traversini, insigniti oggi della Medaglia d’Onore, internati il primo a Torun, in Polonia, dal 1943 al 1945, il secondo nei campi di lavoro coatto per l’economia di guerra prima in Germania e poi ad Innsbruck, in Austria. La necessaria memoria dei loro patimenti e sacrifici sia di monito per tutti noi, e forse, alla luce di tanto dolore, sarebbe più opportuno parlare non di olocausto, ma piuttosto di sterminio”.
Per gli insigniti hanno ritirato il riconoscimento il figlio di Marsilio Traversini e la figlia di Enrico Fiorucci, accompagnati dal sindaco di Bastia e dall’assessore alla cultura di Gubbio. Ha concluso la cerimonia la lettura di una pagina del diario clandestino di Giovannino Guareschi, anch’egli deportato nel campo di concentramento in Polonia dal 1943 al ’45: “….Oggi è la voce del numero 6865 che parla …. la figura dell’internato militare era nuova, non contemplata dai trattati e neppure dalla Croce Rossa…. non chiedevamo sostegni materiali, ma solo una parola, nella nostra lingua, che non giunse mai….”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-01-2016 alle 14:51 sul giornale del 28 gennaio 2016 - 581 letture

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