Elezioni europee: in Italia Lega primo partito, M5S superato dal PD

4' di lettura 26/05/2019 - Trionfo della Lega di Matteo Salvini, crollo del Movimento 5 Stelle: sono i dati più rilevanti che escono dai risultati delle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo che si sono tenute domenica 26 maggio.

La Lega ha ottenuto il 34,33% diventando il primo partito italiano davanti al Partito Democratico con il 22,69% e il M5S con il 17,08%. Poi Forza Italia all'8,78% e Fratelli d'Italia al 6,46%. Sotto la soglia di sbarramento tutti gli altri: +Europa al 3,09%, Europa Verde al 2,29%, La Sinistra all'1,74%; poi gli altri partiti minori sotto al punto percentuale. L'affluenza è stata del 56,06%, in calo rispetto alle precedenti europee del 2014 (58,69%).

In Germania, il paese che elegge più parlamentari, il blocco di centrodestra Cdu/Csu di Angela Merkel perde consensi ma rimane saldamente il primo partito con il 28%; crollano i socialdemocratici che si fermano al 15%, uno dei risultati peggiori della loro storia. Boom per i Verdi che ottengono il 20% diventando il secondo partito. Il partito di estrema destra Afd si attesta attorno al 10%, in crescita rispetto al 2014 ma in calo rispetto alle nazionali di due anni fa.

In Francia il Rassemblement National di Marine Le Pen è primo con il 25% davanti a Republique En Marche del presidente Emmanuel Macron attorno al 22%. Ottimo risultato anche per i Verdi in Francia, terzo partito con il 13%, davanti a Repubblicani, in netto calo all'8%, socialisti e sinistra radicale.

In Spagna netto successo dei socialisti di Pedro Sanchez con il 33%, davanti a Popolari (29%), al partito di centrodestra Ciudadanos (12%) e alla sinistra di Unidos Podemos (10%). Non bene il partito dell'estrema destra Vox, attorno al 6%.

Nel Regno Unito il neonato Brexit Party di Nigel Farage è di gran lunga il primo partito con il 31%, davanti ai Liberali democratici con il 20%, i Laburisti al 14%, i Verdi al 12,5%. Crollano i Conservatori della premier dimissionaria Theresa May che con l'8,8% ottengono uno dei peggiori risultati della loro storia.

In Grecia il partito di centrodestra Nea Dimokratia è primo con il 33% davanti a Syriza (sinistra) del primo ministro Alexis Tsipras con il 24%. Il premier ha riconosciuto la sconfitta e ha annunciato che si terranno elezioni anticipate, inizialmente previste per ottobre.

In Olanda i Laburisti sono il primo partito con il 19% davanti al partito centristra del premier Mark Rutte al 14%.

In Svezia in testa i Socialdemocratici con il 23,6% davanti al Partito Moderato di centrodestra con il 16,8% e i Democratici Svedesi, di estrema destra, con il 15,4%.

In Polonia il partito di destra Diritto e Giustizia è primo con il 43% davanti all'alleanza dei partiti di opposizione Coalizione Europea che si è fermata al 38%.

In Austria netta affermazione dei Popolari del cancelliere Sebastian Kurz che hanno ottenuto il 35%; secondi i socialdemocratici con il 23,4%, terzo, in calo, il partito FPO della destra radicale al 17%.

In Portogallo successo dei socialisti del primo ministro Antonio Costa che hanno ottenuto il 33,5%, davanti ai socialdemocratici (di centrodestra) al 22,2%.

Secondo le prime stime sulla distribuzione dei seggi il Parlamento europeo che uscirà da queste elezioni sarà più frammentato di prima, con i due gruppi più grandi, Popolari di centrodestra e Socialisti di centrosinistra, che per la prima volta non avranno la maggioranza, come succede dal 2009. Il Partito Popolare rimane il primo gruppo del'europarlamento con 180 seggi davanti ai Socialisti con 150. Entrambi però in calo rispetto alla passata legislatura, perdono circa 40 seggi ciascuno.

Diversi altri gruppi hanno aumentato il loro peso nell'europarlamento, a partire dai liberali dell’ALDE (in cui entra il nuovo partito del presidente francese Macron) che superano per la prima volta nella storia i 100 seggi, arrivando terzi con 107 seggi. Poi i Verdi, in netta crescita, che passano da 50 a 70 seggi, e i tre raggruppamenti euroscettici che ottengono complessivamente diversi seggi in più rispetto al 2014.

L'Europa delle Nazioni e della Libertà (ENF), il gruppo della Lega e di RN di Le Pen, raggiunge a 58 seggi i Conservatori e Riformisti (ECR), gruppo che raccoglie diversi partiti di destra, tra cui il polacco Diritto e Giustizia, i Conservatori britannici e Fratelli d'Italia. Potenzialmente con 56 seggi L'Europa della Libertà e della Democrazia Diretta (EFDD), il gruppo che accoglie il M5S, dal destino incerto: molti dei partiti alleati dei cinquestelle non hanno eletto parlamentari. Il gruppo si potrebbe costituire con l'ingresso dei britannici del Brexit Party. Con 38 il gruppo della sinistra GUE.

Con questi numeri, per avere una maggioranza stabile i Popolari molto probabilmente chiederanno ancora una volta di allearsi con i socialisti, ma dovranno ottenere il supporto anche di una terza forza, Liberali o Verdi. Una eventuale alleanza di destra con Popolari e i gruppi euroscettici non avrebbe i seggi necessari.






Questo è un articolo pubblicato il 26-05-2019 alle 22:59 sul giornale del 27 maggio 2019 - 1380 letture

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