Osteopatia: funzioni e benefici

3' di lettura 10/10/2019 - Proseguono i nostri incontri con i protagonisti sportivi locali. Abbiamo incontrato l’osteopata Luigi Marchetti per capire come questa disciplina incide sulla pratica sportiva.

Edoardo Diamantini: Come e quando nasce la tua passione per l’osteopatia?

Luigi Marchetti: La mia passione per l’osteopatia nasce in conseguenza all’altra mia passione che è lo sport. Grazie a questa decisi di specializzarmi in Educazione Fisica e da subito ho iniziato ad interessarmi del benessere delle persone, sia come istruttore che come personal trainer in rieducazione motoria. Sempre più coinvolto dalla sfera terapeutica, successivamente mi iscrivo alla scuola per massofisioterapia e ne conseguo il diploma così da iniziare un percorso professionale attraverso la terapia manuale e strumentale. L’obiettivo che avevo da molti anni era proprio quello di poter diventare un osteopata ed ecco che arriva così, la decisione di intraprendere questa scuola lunga e impegnativa, ma alla fine appagante! Tutt’oggi si consolida sempre più la passione per l’osteopatia che mi apre occhi e mente e mi consente una visione molto più ampia e in continuo divenire delle funzioni e disfunzioni dell’essere umano.

Edoardo Diamantini: Quanto e come può influire una buona e solida composizione ossea per una qualunque persona che pratica sport?

Luigi Marchetti: L’osteopatia si basa sui principi dettati nel 1874 dal Dr. Still che negli Usa fu colui che iniziò e sviluppò la pratica osteopatica che prevede in assoluto una forte e sana relazione tra corpo, mente e spirito, affinché la persona possa vivere bene ispirandosi al concetto di “omeostasi”.

La funzione dell’osteopata è quella di applicare tutte le sue conoscenze in anatomia e fisiologia stimolando nel modo più preciso e adatto alla situazione i meccanismi di autoregolazione e di autoguarigione che il corpo possiede.

Lo sportivo è colui che per eccellenza necessita del miglior rapporto tra funzione ed efficienza tra corpo e mente; deve raggiungere la massima prestazione possibile a livello agonistico ma lo stesso principio vale anche per l’amante dello sport che vuol raggiungere il benessere, tutto ciò lo si potrà fare in assenza di disfunzioni, ecco dunque l’importanza dell’interrelazione tra “struttura e funzioni efficienti”. Il trattamento osteopatico applica tutti questi principi nella cura globale della persona e dunque anche dello sportivo con un’attenzione particolare ai sistemi psico-neuro-endocrino-muscolo-scheletrico.

Edoardo Diamantini: Dalla tua ormai continua esperienza nel trattamento in ambito sportivo, quali sono le conclusioni più importanti che hai potuto trarre?

Luigi Marchetti: Per star “bene”, a qualsiasi età, è ormai provato che è obbligatorio praticare dello sport che secondo me deve avere assolutamente alcune caratteristiche e cioè deve essere “adeguato alle condizioni ricettive attuali della persona”, il più possibile “piacevole e divertente”, “finalizzato” ad un obiettivo agonistico/ludico/riabilitativo, “costante”.

L’attività motoria/sportiva è una pratica che richiedo sempre a tutte le persone che intraprendono trattamenti osteopatici nel mio studio, sottolineando che tale attività esalta l’efficacia del trattamento manuale osteopatico accelerando i tempi per il ripristino della condizione psico-fisica ottimale.


di Edoardo Diamantini
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Questo è un MESSAGGIO PUBBLICITARIO - ARTICOLO A PAGAMENTO pubblicato il 10-10-2019 alle 16:20 sul giornale del 11 ottobre 2019 - 2310 letture

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