Al via la raccolta fondi di Enel e Legambiente per l'Azienda "Dolci Giuseppina" di Monteleone di Spoleto e il Centro Educazione Ambientale di Poggiodomo

7' di lettura 02/12/2020 - Hanno in comune l’amore per la loro terra e la volontà di realizzare un progetto, nonostante le avversità; la resilienza è la loro forza. Domenico Angelini lavora nella sua azienda agricola Dolci Giuseppina a Monteleone di Spoleto (Pg); Brigida Stanziola coordina le attività educative del Centro di educazione ambientale Il Sentiero di Poggiodomo (Pg).

Per loro, come per molte delle imprese che risiedono nelle zone del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e del 2017 e ora rese ancora più fragili dalla pandemia da Covid-19, continua una lunga, difficilissima stagione. In tutto sono 4 i nuovi beneficiari (gli altri due progetti riguardano Marche e Abruzzo, vedi sotto “Gli altri progetti”) della grande campagna di crowfunding lanciata da Enel e Legambiente nel 2018, che prosegue ora con una novità: Alleva la speranza diventa Alleva la speranza +.

Si chiude, infatti, la terza fase della raccolta fondi Alleva la speranza, che attraverso la piattaforma PlanBee, ha interessato dodici allevatori di Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo e i loro progetti: un bilancio di 187.237 euro, frutto di 511 donazioni (di cui diverse “collettive”, cioè fatte da una sola persona in rappresentanza di un gruppo più o meno ampio) a sostegno di Teresa Piccioni, Alessia Brandimarte, Amelia Nibi, Silvia Bonomi, Arianna Veneri, Fabio Fantusi, Alba Alessandri e Pietropaolo Martinelli, Valentina Capone, Simone Vagni, Angela Catalucci e Massimo Pierascenzi. La terza parte del crowdfunding chiude con 12.477 euro destinati al progetto di Massimo Pierascenzi, 16.356 euro a quello di Valentina Capone, 12.876 euro per Simone Vagni e 12.024 euro per Angela Catalucci.

E la campagna di Legambiente ed Enel assume una nuova veste, con la partnership di Fondazione Symbola, Federtrek, Turismo verde e associazione Host Italia, per essere più vicini alle imprese, più attenti ai crescenti bisogni connessi all'emergenza Covid-19 e più uniti che mai: oltre agli allevatori, anche molti gestori di strutture impegnate nell’ospitalità extralberghiera sono stati colpiti dal sisma e dalla crisi ma, nonostante tutto, continuano a gestire con tenacia e passione le loro attività. Alleva la speranza + è stata presentata oggi con un evento online, in cui sono intervenuti, introdotti da Nicoletta Novi, responsabile CSV e progetti di sostenibilità di Enel e da Enrico Fontana, segreteria nazionale di Legambiente, i quattro beneficiari della campagna Stefano Cappelli, Eleonora Saggioro, Domenico Angelini, Brigida Stanziola, insieme a Paolo Piacentini, presidente di Federtrek, Fabio Renzi, segretario generale della Fondazione Symbola, Giulio Sparascio, presidente di Turismo verde, Lucia Simioni, presidentessa di Abruzzo B&B, affiliata ad Host Italia.

“La pandemia che ci ha colpito rende ancora più fragili i territori fiaccati dal sisma, aggravando situazioni già precarie - ha dichiarato Stefano Ciafani, presidente di Legambiente - In quelle aree, spesso di straordinaria bellezza, tanti piccoli imprenditori garantiscono, produzioni sostenibili e di qualità, grazie alle quali tengono letteralmente in vita intere comunità, altrimenti destinate a scomparire a causa dello spopolamento. Queste persone sono oggi una speranza concreta, perché la ricostruzione delle aree devastate dal sisma sia fondata sulle comunità. A guidarle è una straordinaria volontà di continuare a vivere dove sono nate e dove hanno deciso di investire tutte le proprie energie. Un amore profondo per la loro terra, il loro lavoro. Che ha bisogno, per essere alimentato ogni giorno, del sostegno di tutto il Paese”.

“L’emergenza legata al COVID 19 ha messo a dura prova un territorio già colpito negli anni passati dai violenti eventi sismici. Sostenendo anche le strutture extralberghiere con la campagna Alleva la Speranza + intendiamo - ha detto Nicoletta Novi, responsabile CSV and Sustainability Projects di Enel Italia - contribuire al rilancio dell’ospitalità e del turismo nelle aree del Centro Italia: risorse irrinunciabili per la ripresa dell’economia locale attraverso la valorizzazione della ricchezza del patrimonio naturale e della qualità dei prodotti agroalimentari di questi straordinari territori”.

Brigida Stanziola coordina le attività educative del Centro di educazione ambientale Il Sentiero di Poggiodomo (Pg), che è il comune più piccolo dell’Umbria; il contributo di Alleva la speranza + serve ad aumentare l’efficienza energetica della struttura, migliorare la gestione dei rifiuti e sviluppare un progetto di ospitalità diffusa. Il Cea si trova a circa 1.000 metri nel cuore della Valnerina, a pochi chilometri dal Parco nazionale dei Monti sibillini. “Organizziamo - racconta Brigida Stanziola - centri estivi, campi di volontariato e tante attività ambientali. La nostra è una struttura che è sempre stata a disposizione degli abitanti di Poggiodomo. Nel 2016 con il primo terremoto è stato un rifugio e anche adesso, con la pandemia, le riunioni possono essere fatte nell’ampia sala areata e sanificata: qui sono stati organizzati i consigli comunali. La grande cucina è a disposizione dell’associazione che organizza le feste del paese. Purtroppo con il terremoto 2016-2017 è stato impossibile continuare le nostre attività; poi sono arrivati anche pandemia e lockdown”.

Domenico Angelini nella sua azienda agricola Dolci Giuseppina, a conduzione familiare, a Monteleone di Spoleto, in alta Valnerina (Pg), coltiva legumi e cereali biologici, zafferano e produce miele. Con il sostegno di Alleva la speranza + vuole realizzare un punto di degustazione sulla sua terrazza panoramica e acquistare altre arnie per le api. “Lenticchie, ceci, cicerchia, fagioli e roveja sono la nostra specialità. Tra i cereali coltiviamo l’unico farro con marchio Dop in tutta Europa - dice Domenico Angelini - e, inoltre, aderiamo all’associazione produttori zafferano di Cascia. I miei genitori sperano di poter presto passare la conduzione alla nuova generazione. Io ho scelto di rimanere sul territorio per il forte attaccamento che sento nei confronti di questi luoghi e per dare un futuro a questa impresa. Il nostro sogno è ampliare l’offerta investendo nella trasformazione delle materie prime. Intanto, vorremmo una struttura in legno antisismica da sistemare sulla nostra terrazza, che permetta ai clienti di assaporare i nostri prodotti e il panorama”.

Alle donazioni, che arriveranno attraverso la piattaforma PlanBee, si sommeranno quelle di Enel e di Legambiente, perché i loro progetti di rinascita possano diventare realtà.

Qui tutti i dettagli in merito al progetto umbro di Brigida Stanziola: https://www.planbee.bz/it/progetti/dettaglio/139-brigida-stanziola

Qui tutti i dettagli in merito al progetto umbro di Domenico Angelini: https://www.planbee.bz/it/progetti/dettaglio/138-domenico-angelini

In allegato foto di Brigida e di Domenico.

I progetti delle altre regioni:

Stefano ed Elena, con la loro associazione Monte Vector, gestiscono il rifugio Mezzi Litri ad Arquata del Tronto; sognano un Appennino inclusivo, senza barriere, e con l’aiuto di Alleva la Speranza + vogliono realizzare una rampa per disabili e strutture di accoglienza mobili e accessibili. “Abbiamo adeguato il casale a rifugio - racconta Stefano Cappelli -, abbattendo tutte le barriere possibili e dotandolo di servizi per disabili. Per noi è un avamposto di sensibilizzazione alla sostenibilità e una possibilità tangibile per il ritorno in uno dei territori più colpiti dal sisma del 2016. Con lo spopolamento e poi il sisma i produttori rimasti ad Arquata sono pochissimi, ma la valorizzazione di questi luoghi deve partire dalla promozione dei loro prodotti. Uno dei nostri obiettivi principali è far incontrare le persone con questi straordinari sapori che offriamo nelle nostre degustazioni al rifugio, senza però venderli, invitando ad andare a comprarli dal produttore. Purtroppo il Covid-19 ha rallentato le nostre attività”.

Eleonora Saggioro gestisce, nel comune di Rocca di Mezzo (Aq), con la cooperativa Equorifugio, il rifugio Vincenzo Sebastiani, costretto a chiudere a marzo; il sostegno di Alleva la speranza + serve a ristrutturare gli spazi interni per garantire il necessario distanziamento tra gli escursionisti. “Nel rifugio di proprietà del Cai di Roma, da 20 anni sempre aperto - spiega Eleonora Saggioro - abbiamo creato un luogo che attira turismo nel parco Sirente Velino, tessendo una rete e organizzando tanti eventi culturali. I rifugi nascono per accogliere le persone, purtroppo siamo luoghi piccoli e con il Covid siamo in estrema difficoltà. Abbiamo dovuto chiudere prima per le ordinanze, poi per lavori di ristrutturazione. Per le parti nuove, l’obiettivo è creare delle mini camerette in modo che le persone siano autonome, mentre bisogna riorganizzare la camerata vecchia. Vorremmo creare più spazi all’esterno, per fare mangiare le persone distanziate su una terrazza”.

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-12-2020 alle 10:48 sul giornale del 03 dicembre 2020 - 197 letture

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