Questione rifiuti, respinto il ricorso del Comune di Assisi

raccolta differenziata 2' di lettura 18/07/2010 -

Il Tar mette fine all'annosa controversia sulla questione rifiuti respingendo il ricorso del Comune di Assisi. Il Tar non ritiene abbastanza fondate le motivazioni addotte dal ricorrente, e definisce essenziale la collaborazione e la cogestione unitaria delle fasi di raccolta e smaltimento dei rifiuti.



La decisione del Tar pone finalmente termine alla querelle rifiuti che va avanti da anni e che vede protagonista il Comune di Assisi, la ATO 2 ed il raggruppamento delle imprese di gestione rifiuti.
Il Comune di Assisi aveva avanzato da una parte la richiesta di annullamento della concessione del servizio pubblico di gestione dei rifiuti (Gesenu, Ecocave, etc.), e dall'altra la richiesta di risarcimento per mezzo milione di euro dei danni derivanti dai provvedimenti contestati per mezzo del ricorso.
Non condivisa dai giudici né la presunta capacità di autonomia da parte del Comune nel decidere l'organizzazione del servizio pubblico per la propria area di competenza, né l'esosità della gestione unificata rispetto a quella autonoma.
Senza contare che provvedere in maniera indipendente alla gestione dei rifiuti significherebbe dover realizzare una nuova discarica relativa al proprio territorio.

Il Tar giustifica la sua decisione con una lunga sentenza, che ripercorre le varie fasi della contesa.
Il Comune di Assisi sostiene la propria autonomia gestionale in virtù di due aspetti.
Il primo riguarda la specificità turistica della città serafica, motivo per cui, in seguito ad una prima adesione condizionata all'Ato da parte del Comune di Assisi, quest'ultimo decise di recedere, visto che l'Ato si era reso indisponibile ad una gestione diversificata fra i comuni aderenti.
Il secondo motivo per cui Assisi rivendica la sua indipendenza riguarda l'aspetto economico: l'amministrazione comunale sostiene infatti che "da soli si paga meno", a fronte di un aumento secco del 60% in caso di entrata nell'Ato.
Più dettagliatamente, nel 2007 il vicesindaco Bartolini spiegava che la gestione autonoma era costata nel 2006 un totale di 3.300.000 euro annuali, mentre entrando nell'Ato sarebbe costato almeno 4.500.000 euro.
Il Tar su questo punto non avverte differenze significative per quanto concerne i costi: nel 2009 infatti il costo del servizio pubblico assisano sarebbe stato (Iva e tasse escluse) pari a 3.600.000 euro, mentre il servizio offerto dagli aggiudicatari 3.700.000 euro.






Questo è un articolo pubblicato il 18-07-2010 alle 15:39 sul giornale del 19 luglio 2010 - 861 letture

In questo articolo si parla di economia, rifiuti, raccolta differenziata, assisi, claudio ricci, giorgio bartolini, gesenu

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/alo





logoEV
logoEV