Assisi: una cava nell'area dei castelli e case coloniche, i cittadini insorgono

rocca sant'angelo 2' di lettura 30/11/2010 -

Alcuni cittadini proprietari e residenti nel comune di Assisi, in località Rocca S.Angelo, espongono le loro perplessità nei riguardi del nuovo PRG e in particolare di un’area agricola di pregio paesaggistico e ambientale, che è stata trasformata in area edificabile, con molteplici destinazioni possibili, tra cui anche quella estrattiva.



I suddetti cittadini sono mossi da un forte interesse per la tutela dell’ambiente in cui vivono e delle caratteristiche morfologiche del territorio.
Tale trasformazione da area agricola ad area edificabile appare priva di qualsiasi giustificazione sotto il profilo dell’interesse pubblico urbanistico e ambientale, oltre che in violazione della normativa regionale di settore.

Si può anche affermare che nella bozza di PRG presentata al Comune nel gennaio 2008 dall’urbanista all’epoca incaricato, illustre prof. Veneziano, l’area interessata era confermata come zona agricola, mentre i nuovi progettisti di PRG, subentrati al precedente, hanno presentato una nuova bozza nella quale appare la stessa area con le ambigue destinazioni sopra indicate.

Ciò che preoccupa fortemente gli abitanti di Rocca S. Angelo e che li sta spingendo a costituire un comitato sono due fatti accertati.

I proprietari della cava limitrofa hanno acquistato il terreno interessato e hanno ottenuto il rinnovo della concessione estrattiva dalla Provincia per ulteriori dieci anni. L’area interessata potrà essere utilizzata anche come ampliamento della cava esistente.
Salvo che il Comune, in sede di approvazione definitiva, non escluda espressamente una tale destinazione correggendo quella attuale, ciò che si legge nelle tavole esecutive e sulle NTA.
La nuova destinazione non ha alcuna giustificazione sotto profili culturali, paesaggistici, urbanistici e storico-architettonici di pubblico interesse.

Inoltre non dobbiamo dimenticare che tale area è inclusa tra le aree di massimo rispetto ambientale dell’Unesco e non a caso nella rivista “Urbanistica” del 24-25 Settembre 1958, pubblicata da Giovanni Astengo in relazione al Piano di Assisi, l’area è menzionata per la vocazione agricola e per la tutela dei manufatti storici (Castelli e case coloniche).

L’unica spiegazione ipotizzabile è che si tratti di una scelta destinata a soddisfare interessi esclusivamente privati, una scelta quindi gravemente illegittima.

I cittadini sono convinti che il solo modo per restituire chiarezza e trasparenza all’operato dell’amministrazione comunale sia quella di restituire all’area interessata la preesistente destinazione agricola.

In caso contrario il comitato si riserva di promuovere tutte le azioni utili e necessarie a tutela del territorio che appartiene alla loro città, avanti alle autorità giudiziarie e amministrative competenti.


Il costituendo Comitato per la tutela
dell’area dei castelli e delle case coloniche
nella valle del Chiascio


dal Comitato per la tutela dell’area dei castelli
Rocca S. Angelo, Sterpeto e S. Gregorio di Assisi






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-11-2010 alle 17:35 sul giornale del 01 dicembre 2010 - 748 letture

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