Assisi: scolaresca abbandona la Basilica perché i custodi zittiscono la prof

basilica san francesco assisi 3' di lettura 07/12/2010 -

Il quotidiano nazionale Il Giornale fa eco alla denuncia che arriva da Tuttoscuola: negata alla professoressa la possibilità di dare spiegazioni alla scolaresca in visita alla Basilica: intransigenti i custodi, che hanno impedito di proseguire senza l’ausilio di guide specializzate o delle audioguide a pagamento.



Protagonista dell’episodio una classe di alunni di una scuola media della Capitale. “Quando l’insegnante, all’interno della Basilica quasi deserta, ha cominciato ad illustrare ai propri alunni gli affreschi di Giotto e altri aspetti artistici del luogo sacro – si legge sul sito web di Tuttoscuola – è stata avvicinata dai custodi e invitata a sospendere la sua spiegazione. Alle proteste dell’insegnante che precisava di parlare ai propri alunni, continuando le informazioni già fornite in classe, i custodi sono stati fermi e irremovibili, invitando l’insegnante a sospendere qualsiasi spiegazione non consentita e, se credeva, di avvalersi soltanto delle guide autorizzate oppure delle audio guide fornite, a pagamento, all’ingresso della Basilica. Ovviamente l’insegnante ha rifiutato”.

Il sito web invita, inoltre, i ministri dei beni culturali e dell’istruzione, Sandro Bondi e Mariastella Gelmini, a dare un’opinione su quanto accaduto, visto che essi “spesso esortano a una maggiore attenzione e impegno della scuola e dei docenti per i viaggi di istruzione.


Basilica Superiore di san Francesco di AssisiLe motivazioni alla base di tale fiscalità ad oggi sono ignote, poiché il Sacro Convento, messo a conoscenza dell’episodio e degli articoli di stampa inerenti, non ha ancora fornito spiegazioni in merito all’accaduto.

L’auspicio è che non si tratti di un nocivo espediente, da parte dei custodi della Basilica del Poverello, per lucrare sulle tasche dei visitatori, poiché la crisi del settore turistico suggerirebbe di evitare quei comportamenti che potrebbero arrecare un potenziale danno all’immagine della città serafica, scoraggiando turisti e visitatori con cadute di ospitalità e accoglienza.

Se si accantona questa ipotesi resta tuttavia inspiegabile che dentro la Basilica, simbolo e cuore pulsante del francescanesimo, che è religione della parola, della comunicazione e del dialogo, si neghi con tale inflessibilità la costruttiva, necessaria e feconda comunicazione tra insegnante e alunni.

La negazione della comunicazione nel luogo di culto dedicato al Santo che, pur di comunicare, parlava anche agli animali, è forse una contraddizione in termini anche in considerazione del festival culturale tenutosi recentemente ad Assisi, “Comunicazione e linguaggi. Da Giotto a Facebook”, il quale ha fatto della rivoluzione comunicativa francescana la base storica su cui intavolare interessanti convegni e dibattiti con illustri personaggi del mondo culturale, letterario e filosofico del calibro di Philippe Daverio, Massimo Cacciari, Emanuele Severino e Alessandro Baricco.

Posto, in conclusione, che l’episodio corrisponda a verità e che non ometta illuminanti retroscena, tale severa e inappellabile intransigenza fa sì che Assisi, città serafica e città della pace, della fratellanza francescana, nonché del dialogo fra i popoli, non ci faccia una bella figura.



(Foto di testata: rete.comuni-italiani.it)








Questo è un articolo pubblicato il 07-12-2010 alle 19:31 sul giornale del 09 dicembre 2010 - 3238 letture

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