Bastia: convegno sulle new slot, indignati i distributori

new slot 4' di lettura 20/12/2010 -

Il convegno promosso dall’amministrazione, incentrato sui rischi derivanti dall’abuso dei giochi in denaro, si è trasformato in un acceso scontro fra gli esperti, sostenitori della pericolosità delle new slot e i distributori, difensori della loro liceità.



Al convegno, dal titolo “Quando il gioco diventa rischio sociale: uso e abuso dei giochi in denaro”, svoltosi giovedì 16 dicembre nella sala del consiglio del Comune di Bastia Umbra, erano presenti il sindaco Stefano Ansideri, che ha coordinato l’incontro, alcuni assessori e consiglieri di maggioranza e di minoranza.
Tra gli spettatori pochi cittadini, qualche gestore preoccupato e una rappresentanza del comparto della distribuzione di new slot, giunta anche da Lazio e Toscana.

Ad aprire l’incontro la dott.ssa Immacolata Tomay, presidente dell’Ordine degli psicologi della Regione Umbria, che ha esposto dati e numeri relativi ai giochi in denaro, definiti come “la terza industria in Italia con 64 miliardi di euro di fatturato”.
Secondo la dottoressa in Italia sarebbero 800mila, di cui 1/3 donne, gli individui affetti dalla cosiddetta ”ludopatia” (malattia del gioco), inserita nei manuali di psicologia come “malattia psicologica grave e mortale” a causa dell’alto tasso di suicidi, perlopiù correlati alle perdite di denaro.

Concorde nel definire “piaga sociale” il gioco d’azzardo anche il dott. Alberto Bellocchi, presidente della Fondazione umbra contro l’usura. Secondo Bellocchi lo “Stato biscazziere” alimenterebbe la ripetitività da una parte e l’illusione del “colpo gobbo” dall’altra, influenzando negativamente i giovani nella costruzione di un futuro effimero basato sulla fortuna.
Bellocchi ha spiegato, infine, come la perdita di soldi possa portare ad entrare in contatto con l’ambiente delle organizzazioni criminali (spaccio di droga e prostituzione in primis).

Contestando i dati forniti dalla Tomay e a difesa dei gestori e della sicurezza delle new slot è intervenuto il presidente di Asso Trattenimento (As.Tro), l’avvocato Massimiliano Pucci, il quale ha sottolineato come, nel 2003, l’ingresso di 320mila new slot legali abbia messo in sicurezza il gioco e tagliato le gambe alla criminalità connessa a più di 800mila videopoker illegali e fuori controllo.
Il consigliere di As.Tro Riccardo Maestrelli ha aggiunto che la ludopatia costituisce un problema da combattere anche per i distributori, poiché “mina il futuro delle imprese stesse”.

Filippo Torrigiani, assessore del Comune di Empoli, ha infine illustrato la situazione nel comune toscano, dove un’ordinanza simile a quella emanata da Ansideri è già operativa da tempo: “Manca una politica seria in materia e al proliferare del gioco, seppur lecito, aumenta la criminalità organizzata correlata”.

Concorde il sindaco Stefano Ansideri, che ha definito la situazione come “allarmante”. Nel caso specifico di Bastia Umbra Ansideri ha chiarito che da una parte c’era la richiesta di ‘repulisti’ perché un centro sociale si era “riempito di avvoltoi”, e dall’altra la preoccupazione per quelle mamme solite a metter soldi nelle macchinette dopo aver lasciato i propri figli a scuola.
Ansideri si è detto convinto che la limitazione dell’orario può “contenere il dilagare della piaga sociale connessa al gioco in denaro”.
In merito ai Comuni limitrofi, a cui è stato chiesto di agire nella stessa direzione per contrastare il “turismo da gioco”, il sindaco ha affermato con soddisfazione la corale risposta positiva.

I rappresentanti della distribuzione di new slot non hanno celato delusione e rabbia, dando vita a un acceso e colorito scontro con gli esperti e gli amministratori seduti al tavolo e presenti in sala.
Respingendo fermamente le “fantasiose teorie” che connettono slot e criminalità, data l’esigua posta in gioco, i distributori hanno sostenuto che “limitare gli orari è la castrazione di un settore e una soluzione illusoria” poiché, in mancanza di new slot, il giocatore compulsivo ludopatico può ripiegare su altri giochi in denaro, spesso ben più onerosi, come ad esempio Gratta e Vinci e Win for Life, su cui il primo cittadino non ha alcun potere di controllo.

Nonostante l’apertura manifestata da Ansideri rispetto ad “aspetti e argomentazioni finora ignoti”, l’incontro si è chiuso in polemica.








Questo è un articolo pubblicato il 20-12-2010 alle 04:25 sul giornale del 20 dicembre 2010 - 1269 letture

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