Assisi: Lunghi, ''I diktat di Paola Binetti distruggono l'Udc assisiate''

Antonio Lunghi 4' di lettura 14/02/2011 -

«L'onorevole Paola Binetti - si legge in un comunicato di Antonio Lunghi - non conosce affatto la storia del nostro partito ad Assisi, altrimenti non avrebbe affermato che la mia decisione, insieme a quella di Francesco Mignani, è una scelta tattica e non politica maturata in queste due ultime settimane.



Il sottoscritto con estrema determinazione sostiene da circa due anni la necessità di riaprire un dialogo costruttivo con il Pdl della città, che si era interrotto per motivi politici nel 2006. Tanto è vero che il segretario dell'Udc Francesco Mignani, sostenuto dalla stragrande maggioranza degli iscritti, ha sottoscritto dall'estate del 2009 un protocollo di intesa con Annibale Vescovi per ricostruire un rapporto privilegiato dei due partiti in vista delle amministrative del prossimo maggio.

E per essere più precisi il sottoscritto, insieme a tanti amici dell'Udc della nostra regione, ritiene di dover privilegiare questo rapporto anche negli altri Comuni dove si voterà alle amministrative di primavera. Questo non per il venir meno dei nostri principi e programmi che devono essere il metro con cui costruire future alleanze, ma perché riteniamo che in questa Regione debba esserci una sterzata, una sana aria nuova.

Paola BinettiL'onorevole Binetti, già dal primo giorno del suo arrivo come commissario in Umbria, a Terni precisamente, ha incontrato una ampia delegazione di iscritti di Assisi che le avevano ampiamente spiegato queste posizioni.

D'altra parte il sottoscritto non ha compiuto nessuno passo senza preventivamente informarla; affermando sempre che le mie posizioni erano prese a titolo personale (ma chi mi conosce sa bene che non avrei preso alcuna decisione senza essermi confrontato e deciso insieme a chi ha portato avanti l'Udc in questi anni, chi ci ha messo passione ricostruendo un partito modello per l'intera regione, insieme a chi ha dato vita al Circolo dell'Amicizia, a chi ha fatto il partito dal 2006 ad oggi mettendoci la faccia) ma che dovevano essere ricondotte all'interno del partito come decisioni politiche strategiche di cui chiedevo un consenso.

Il 31 gennaio si è chiuso il tesseramento del nuovo Partito della Nazione. Il sottoscritto ha preso la tessera in quanto condivide la linea nazionale di un partito di cui crede di aver sostenuto in maniera seria le ragioni nel nostro territorio come la stragrande maggioranza dei nostri simpatizzanti sostiene.

Io ritengo che le giuste scelte del Partito a livello nazionale non possono calarsi tout court a livello locale e ritengo anche che un Partito che crede fermamente nella libertà degli iscritti di poter scegliere la linea politica più appropriata per difendere i propri valori non debba vedersi calare dall'alto diktat che non comprende (troppo facile dirci dovete fare così comodamente seduti nei salotti romani, senza conoscere nemmeno una via della nostra amata città).

Io sono anche Commissario del Partito: ad oggi nessuno mi ha formalmente chiesto le dimissioni; ma ahimè, le mie, e non solo, pressanti richieste di verifica della linea del Partito a livello locale con un chiaro pronunciamento degli iscritti sono finite nel vuoto. Nelle due uniche volte che ci siamo incontrati, la maggioranza assoluta dei presenti si è espressa per la linea che io personalmente ho sostenuto assumendomene anche le responsabilità: ricostruire un rapporto politico serio con il Sindaco Ricci che credo è universalmente riconosciuto per le sue alte qualità umane.

Paola Binetti sa bene come si è espresso il partito lo scorso 14 gennaio ovvero per un accordo a livello locale con il Pdl di Assisi, era presente anche lei e aveva promesso che avrebbe ascoltato quell'assemblea.
Io avevo promesso di non parlare, perché mi era stato promesso che le mie giuste osservazioni avrebbero avuto un risultato positivo. Paola Binetti prima di parlare sulla stampa avrebbe dovuto convocare gli iscritti, che ci sono, e vedere qual è la strada più giusta da intraprendere.

Non si può pretendere di costruire un partito che si dice Nuovo senza sentire gli iscritti, questa è una presunzione che è contraria ad ogni principio democratico. Ricevere tali diktat è la peggior cosa che può accadere ad un partito come il nostro radicato sul territorio e che ha sempre creduto che la base assuma un valore assoluto. In questo modo Paola Binetti si assume una responsabilità gravissima, ovvero distruggere un partito che ha ben lavorato. Tra l'altro il mondo cattolico vicino a noi non capirebbe affatto.

Rimango fermamente convinto che la gente pretende da chi si impegna in politica chiarezza che significa dire che cosa si vuol fare, con quali risorse e con chi si vuole portare avanti un progetto. Credo che questo è quello che con testardaggine, commettendo anche molti errori, in questi anni abbiamo sostenuto.»


da Antonio Lunghi
Vicesindaco del Comune di Assisi




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-02-2011 alle 18:40 sul giornale del 15 febbraio 2011 - 909 letture

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