Assisi: Roscini, ''Ecco le proposte concrete dell'Udc per salvare l'ospedale''

Ospedale di Assisi 4' di lettura 18/03/2011 -

Stefano Roscini, rappresentante dell'Udc di Assisi, espone alcune considerazioni a seguito dell'incontro pubblico, svoltosi lo scorso venerdì 11 marzo a S. Maria degli Angeli, sul tema "Quale futuro per l'ospedale di Assisi?" per scongiurare il rischio di chiusura dell'ospedale stesso.



«Tra i temi di rilevanza pubblica - scrive Roscini - che hanno caratterizzato la discussione sulla sanità negli ultimi anni, un posto di primo piano è stato sicuramente occupato dal problema degli ospedali periferici. Alcuni fatti di cronaca, accaduti anche nella nostra città, di sollevazioni popolari per la paventata chiusura di ospedali, hanno acceso i riflettori dei media sui due bracci di un problema, per altro ampiamente noto agli specialisti di economia sanitaria: da un lato il desiderio della popolazione di mantenere intatte e di sviluppare in loco le strutture ospedaliere e dall'altro la necessità per le amministrazioni sanitarie di operare una razionalizzazione dell'offerta ospedaliera.

Parlando dell'ospedale di Assisi, abbiamo tutti constatato l'assenza di qualsiasi politica sanitaria da parte delle forze di sinistra che in Assisi e in Umbria governano la Sanità e, soprattutto, è da biasimare la disattenzione del sindaco e dell'amministrazione nei confronti del problema su cui ha fissato i riflettori solo in questi giorni che precedono la campagna elettorale, dando la netta impressione di farne una strumentazione al fine di riceverne consensi.

Prima ancora di incatenarsi, il sindaco avrebbe dovuto sentire il dovere di individuare e proporre Stefano Roscinisoluzioni capaci di trasformarle in "motore" non solo di salute, ma anche di ricchezza per Assisi e il suo territorio in una logica di propulsione delle attività economiche locali.

L'Udc di Assisi è impegnata a costruire un progetto di riconversione che sappia coniugare l'esigenza della riduzione dei costi sanitari della Regione con quella di conservare l'attuale struttura ospedaliera.

Per tale obiettivo è al lavoro una commissione di esperti che nel giro di poco tempo definirà un'ipotesi di riconversione dell'ospedale secondo tale logica.
Riconfermo quindi la netta volontà mia personale e del gruppo di amici ed amiche che con me lavorano nell'Udc di Assisi di batterci perché l'ospedale di Assisi resti al suo posto e, in via indicativa e preliminare, esprimo l'avviso che debbano restare alcuni indispensabili servizi che richiedono un'assistenza dei pazienti su base periodica ad alta frequenza, quelli tipicamente connessi alle attività di day hospital e legati a esigenze di monitoraggio permanente dei pazienti, in altre parole tutte le cure conseguenti a interventi chirurgici, il follow-up farmacologico di pazienti cronici e così via.

Oltre a queste attività di assistenza continua devono proseguire le attività di pronto intervento per garantire un primo soccorso di alta qualità.
Per quanto riguarda, invece, i nuovi servizi, quelli che dovranno realizzare la finalità della salute come motore per il progresso economico locale, il modello che si propone è quello dei centri di eccellenza per il trattamento di patologie specifiche, in particolare di quelle che possono avvalersi di terapie che integrano le cure ospedaliere - anche in questo caso prevalentemente su base di day hospital - con i benefici che vengono dalla specifica localizzazione dell'unità di cura.

Si pensi, ad esempio, a un'unità di cura di specifiche forme di stati depressivi o di altre patologie di natura nervosa nell'ameno ambiente montano in cui è collocata la nostra struttura ospedaliera.
La possibilità per l'ospedale periferico di specializzarsi in questo tipo di servizi, oltre a costituire un valore per sé, potrebbe diventare un attrattore di turismo e, quindi, innescare un processo virtuoso di crescita economica.

L'amministrazione comunale dovrebbe favorire simile progetto provvedendo all'implementazione di strumenti di comunicazione quale "collante" del sistema. Ci si riferisce all'applicazione della cosiddetta telemedicina, ossia alla realizzazione di una rete telematica di interconnessioni che farebbero diventare l'ospedale un unico grande dipartimento virtuale.

L'Udc comunica che, nel volgere di brevissimo tempo, farà conoscere alla presidente della Giunta Regionale Catiuscia Marini le proposte che saranno elaborate dalla citata commissione.»






Questo è un articolo pubblicato il 18-03-2011 alle 16:38 sul giornale del 19 marzo 2011 - 2040 letture

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