Domani l'inaugurazione del Museo della memoria di Assisi

Materiale dal Museo della Memoria di Assisi 3' di lettura 23/03/2011 -

Un Museo della Memoria per non dimenticare quello che Assisi fece per salvare gli ebrei dalle deportazioni naziste negli anni tra il 1943 e il '44, sarà inaugurato giovedì prossimo 24 marzo presso la Pinacoteca comunale della città francescana dove il museo stesso avrà sede.



La cerimonia ufficiale si svolgerà alle 16,30 alla presenza di mons. Sergio Goretti, vescovo emerito di Assisi e direttore della Casa Papa Giovanni, di mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi, del sindaco Claudio Ricci, dell'assessore regionale alla cultura Fabrizio Bracco e del presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi.
Sarà presente il vicembasciatore dello stato di Israele in Italia, Lironni Bar Sadeh.

Il museo nasce per iniziativa dell'Opera Casa Papa Giovanni in collaborazione con il Comune di Assisi, la Regione dell'Umbria e la Provincia di Perugia, il patrocinio dell'Isuc, dell'Associazione Italia-Israele (sezione di Perugia) e del Franciscan Pilgrimage Programs.

Il Museo della Memoria raccoglie scritti, documenti inediti, foto e testi relativi a quel periodo storico e soprattutto ai personaggi che si prodigarono in prima persona per salvare circa 300 ebrei.Fotografia dal Museo della memoria - Assisi
La mostra parlerà di Don Aldo Brunacci, già fondatore dell'Opera Casa Giovanni che negli anni ha mantenuto viva la memoria, dell'allora vescovo monsignor Giuseppe Placido Nicolini che tirò le fila dell'organizzazione clandestina che, spontaneamente, si era venuta a creare, di padre Rufino Niccacci, padre guardiano del convento di San Damiano, del podestà di Assisi Arnaldo Fortini, del colonnello tedesco Müller, degli ordini religiosi, del frate minore conventuale padre Michele Todde e tutti gli altri che si prodigarono per salvare la vita a tante persone, destinate altrimenti alla deportazione.

Uno spazio sarà ovviamente dedicato anche a Luigi e Trento Brizi, i tipografici assisani che stamparono i documenti falsi per gli ebrei ed insieme ad immagini e riconoscimenti sarà esposta anche l'antica macchina tipografica con cassettiere, taglierina e timbri.

"La Giunta regionale dell'Umbria ha incoraggiato e partecipato volentieri alla realizzazione del museo - ha detto l'assessore Fabrizio Bracco -, nella consapevolezza del suo valore storico culturale che ne farà un importante centro di documentazione e ricerca su una drammatica pagina della storia di Assisi e sulla tragica vicenda delle persecuzioni antiebraiche e delle deportazioni nei lager nazisti. Dal Museo verrà un insegnamento e un messaggio perenne, in particolare rivolto alle giovani generazioni, contro ogni forma di barbarie umana, contro la guerra e a sostegno dei valori dell'umanesimo, della non violenza, della comprensione umana. Questi valori hanno costituito e continueranno a costituire - ha detto Bracco - la indelebile 'carta di identità' della regione dell'Umbria".

"Questa iniziativa - spiega monsignor Sergio Goretti - vuole ricordare il passato, ma soprattutto essere un segno per il presente e per il futuro, per i giovani che, conoscendo così la storia, possono comprendere che da una situazione di disperazione e disgrazia possono venire esempi di bene e fraterna accoglienza".

La mostra, tutta in doppia lingua (italiano-inglese) si sviluppa su quattro stanze e, oltre agli scritti, prevede anche una parte video con le interviste ad alcuni dei protagonisti, raccolte prima della loro scomparsa, che raccontano direttamente cosa fecero per salvare gli ebrei, oltre a degli approfondimenti sul periodo storico.

"La città di Assisi - aggiungono il sindaco Claudio Ricci e l'assessore alla cultura Leonardo Paoletti - con questa grande iniziativa storico-culturale onora il gonfalone su cui è appuntata la medaglia d'oro al merito civile conferita per i gesti di altruismo compiuti da tutti i cittadini e religiosi nei bui anni della guerra".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-03-2011 alle 03:16 sul giornale del 23 marzo 2011 - 3200 letture

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