Pantò: ''Genovesi ha offeso e leso la mia persona''

Marco Panto' 3' di lettura 30/03/2011 -

L'alterco tra lista civica Uniti per Assisi e il Nuovo Polo per Assisi si sposta dal piano politico a quello personale: Marco Pantò, tirato in ballo da Annalisa Tardioli, si difende dalle accuse di ingiuria. E puntando a sua volta il dito contro Gaspare Genovesi, chiama in causa anche il movimento della Rosa Bianca, sterminato perché si oppose al regime nazista.



«Alcuni tra i più noti dizionari della lingua italiana - afferma Pantò - come lo Zingarelli, il Devoto e l'Utet hanno censito alcune espressioni come "faccia da culo", che significa sfrontato, perché divenute parole di uso comune atte a ben rappresentare lo spirito con il quale si compie una determinata azione: nessuna offesa quindi se si utilizza un termine corrente della lingua italiana per qualificare l'atteggiamento interiore di chi confonde il sacro con il profano.

Cosa ben diversa è l'utilizzo di aggettivi che invece hanno implicazioni di carattere morale. Per l'UTET (pag. 871 Vol X) la morale è l'insieme di norme, di precetti, di regole di comportamento che indirizzano la condotta umana al bene, al giusto e all'onesto.

L'utilizzo della parola "bugiardo", che per l'UTET è colui che ha il vizio di mentire, è offensivo eLa leader del movimento della Rosa Bianca, Sophie Scholl, insieme ai soldati tedeschi diffamante allo stesso tempo perché inerente la sfera della morale, cioè dei comportamenti e delle relazioni. Il sig. Gaspare Genovesi, utilizzando pubblicamente tale dispregiativo nei miei confronti, ha offeso e leso la mia persona e la mia onorabilità.

Sono fermamente convinto che ci sia bisogno di un rinnovamento radicale della politica e dei suoi uomini, che sia necessario impegnarci a fondo perché verità, onestà e libertà possano realmente affermarsi nel nostro Paese contro ogni forma di tirannia che, in nome dell'interesse privato, lede il bene pubblico.

I partiti commissariati sono un chiaro esempio di come sia possibile imporre dall'alto dei diktat senza curarsi della volontà degli iscritti, degli eletti e degli elettori.
Essi rappresentano una moderna forma di tirannia accettata solo dai servi del padrone.
Condivido in pieno il motto di Sophie Scholl, leader del gruppo studentesco della Weisse Rose, sterminato dai nazisti per essersi opposto al regime imposto da Berlino: con spirito forte e cuore tenero è possibile affrontare una sentenza che condanna alla ghigliottina chi ha lottato in nome della democrazia e della libertà contro la corruzione, la dittatura e ogni forma di sopruso.

Mi batterò contro tutti coloro che, travestiti da agnelli, utilizzano la politica per perseguire esclusivamente degli interessi privati con lo stesso spirito di verità e di giustizia del gruppo della Rosa Bianca, condannato a morte per aver diffamato il Fuhrer in modo assai volgare, prestando così aiuto al nemico del Reich e indebolendo la sicurezza armata della nazione.»



(Foto di testata: Marco Panto; a lato la leader del movimento della Rosa Bianca, Sophie Scholl, insieme ad alcuni soldati tedeschi)






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-03-2011 alle 04:16 sul giornale del 30 marzo 2011 - 4376 letture

In questo articolo si parla di politica, Rosa Bianca, nazismo, marco pantò, insulto

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