Lunghi: ''La piazza di S. Maria appartiene perlopiù ai frati''

antonio lunghi 5' di lettura 12/04/2011 -

Il vicesindaco di Assisi Antonio Lunghi espone le sue argomentazioni sulla questione delle nuove convenzioni con le basiliche, alla luce dell'assemblea pubblica convocata dal candidato sindaco Giorgio Bartolini a cui lo stesso Lunghi ha partecipato.



«Alcuni giorni fa - scrive Lunghi - è stato distribuito un manifestino a firma "La voce sinistra" in cui si affermava "Lunghi ha promesso di regalare ai frati la piazza davanti alla basilica di S. Maria degli Angeli".
Presumo che gli argomenti riportati nel volantino erano identici a quelli discussi nell'assemblea e dato che il sottoscritto è stato chiamato in causa da entrambi mi permetto di esprimere il mio personale parere sull'argomento.

Nell'ultimo consiglio comunale del 30 marzo è stato approvato un ordine del giorno, votato all'unanimità, in cui si da mandato alla giunta di definire delle nuove convenzioni inerenti le Basiliche Papali di Assisi.
Abbiamo portato questo punto all'attenzione del Consiglio Comunale perché, insieme a Claudio Ricci, riteniamo di dover risolvere, prima della fine del suo primo mandato, tutti i problemi di contenzioso legale che esistono tra il Comune di Assisi ed Enti pubblici, Enti Privati e privati cittadini. Le cause non creano sviluppo anzi lo rallentano.

Al centro del Cantico delle Creature è la strofa del perdono: "Laudato si', mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore et sostengono infirmitate et tribulatione."
Il metodo del perdono costituisce una grande occasione di sviluppo anche in campo economico.
Vorrei far rilevare che il piazzale antistante la Basilica Patriarcale di S. Maria degli Angeli è per la gran parte di proprietà della Provincia Serafica di S. Francesco.

Il piazzale è stato realizzato con la legge speciale di Assisi, realizzato dal Provveditorato alle Opere Pubbliche e fortemente voluto dai frati di S. Maria degli Angeli, in special modo dai fratelli Nazzareno e Andrea Matteucci.
Ma con la legge speciale "Ermini-Iervolino" sono stati realizzati decine di interventi di restauro e miglioramento funzionale in Assisi in quegli anni.
Se questo volesse giustificare la proprietà pubblica del bene sarebbe come affermare: a seguito degli interventi post sisma gli edifici di Assisi sono passati di proprietà dello Stato o del Comune!
Il Comune possiede di certo una striscia di 14 m di larghezza per la lunghezza del fronte del Pronao della Basilica che ammonta a circa 800 mq.

L'oggetto del contendere è l'area di sedime del vecchio monumento ai caduti, individuata nei catastali da una lettera "C" di cui non è stato trovato alcune documento che attesti che dopo "le leggi di soppressione" tale area fosse passata di proprietà pubblica.Basilica papale di Santa Maria degli Angeli
Di contro la Provincia Serafica possiede un'area nella parte terminale del piazzale che ammonta a complessivi 1050 mq.
Credo che sia giusto definire il problema della proprietà delle aree in un'ottica complessiva che superi le anguste logiche di proprietà.

Questo non significa che i frati debbano recintare il piazzale, cosa che attualmente non vogliono. Ma se in futuro venissero a cambiare le decisioni, l'Ente Pubblico potrebbe sempre modificare i termini della convenzione.
Il piazzale deve essere un luogo pubblico che corona la Basilica Patriarcale. Lo stesso disegno della piazza è concepito per valorizzare la facciata novecentesca della Basilica.
Quando furono presentati alcuni anni fa i lavori di ristrutturazione della piazza di fronte al Palazzo del Capitano del Perdono dissi chiaramente che la realizzazione della piazza consentiva la valorizzazione dello spazio religioso del piazzale antistante la basilica.

Il piazzale deve rimanere aperto al pubblico godimento degli angelani e di tutte le persone che vengono a visitare il Santuario del Perdono. Anzi l'amministrazione comunale deve impegnarsi maggiormente per la manutenzione dello stesso rendendo lo spazio sempre più all'altezza.
Occorre che il prato sia ben presentabile nella stagione estiva quando c'è il maggior afflusso dei turisti e gli Angelani escono voltentieri a prendere il fresco la sera. Ma vorrei ricordare che prima di stipulare la convenzione il Piazzale era ridotto in uno stato di semiabbandono e passò più di un anno prima che si riuscisse a definire i termini.
L'impossibilità di utilizzare i bagni pubblici interrati, interamente ristrutturati dal Comune ma inutilizzabili fu una delle cause scatenanti che portarono alla firma del provvisorio accordo.

La valorizzazione turistica della nostra cittadina passa inderogabilmente per la valorizzazione del piazzale come spazio religioso.
Il fatto che la Basilica, nei mesi estivi sia aperta anche la sera, le processioni del sabato sera, altri momenti liturgici e di spettacolo a sfondo religioso esterni, rafforza il fatto che questo sacro contenitore è l'elemento "attrattore" del nostro sistema turistico, cioè la ragione che spinge migliaia di persone a venire a S. Maria degli Angeli.

Allora il problema dello sviluppo ritorna agli angelani e al potere politico. I turisti e/o pellegrini devono trovare, oltre uno spazio religioso che li accolga, una città.

Pensiamo per esempio al Palazzetto del Capitano del Perdono che è stato espropriato al pubblico godimento. Credo che prima di parlare della chiusura della Piazza dobbiamo interrogarci sul fatto che questo edificio pubblico sia totalmente precluso al godimento degli Angelani. Pensiamo al fatto che i bar siano chiusi nello stesso giorno la sera e vedere turisti vagare nella piazza alla ricerca di un punto di ristoro.
Creare steccati in un momento di grande difficoltà non giova a nessuno. Per costruire un nuovo progetto di sviluppo occorre che tutte le forze presenti nel nostro territorio siano chiamate a partecipare. Siamo però oggettivi non possiamo costruire senza l'apporto fondamentale dei frati della Porziuncola su cui ha ruotato la storia della nostra cara "Iangioli".»


da Antonio Lunghi
Vicesindaco del Comune di Assisi




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-04-2011 alle 06:02 sul giornale del 12 aprile 2011 - 2033 letture

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