Bartolini: ''La piazza resti di uso pubblico''

Giorgio Bartolini 3' di lettura 14/04/2011 -

«Nel corso degli incontri tenuti con i cittadini e con le associazioni degli artigiani e commercianti - scrive in un comunicato il candidato sindaco per il Comune di Assisi Giorgio Bartolini - è stata oggetto di forte interesse e dibattito la questione del sagrato, di proprietà comunale, antistante la Basilica papale di S.M.degli Angeli.



La dichiarazione di intenti proposta da Lunghi e Ricci e approvata dal consiglio comunale a proposito della piazza di S. Maria degli Angeli è grave, perché, più o meno intenzionalmente, mira a togliere ai cittadini la possibilità di compartecipare responsabilmente alla gestione di spazi che da sempre sono pubblici e, in quanto tali aperti alla fruizione della collettività locale e di quanti vengono ad Assisi da tutto il mondo.

Nel caso specifico, in un recente intervento Lunghi ha affermato che "è giusto definire il problema della proprietà delle aree in un'ottica complessiva che superi le anguste logiche di proprietà", continuando a dire che "i frati non vogliono recintare la piazza, e se mai lo volessero, l'ente pubblico potrebbe sempre modificare i termini della convenzione".

Gli angelani senza la basilica e il convento nemmeno esisterebbero, ma allora, piuttosto che espellerli dalla gestione di questo spazio pubblico, occorre renderli sempre più corresponsabili attraverso il miglioramento delle apposite Basilica papale di Santa Maria degli Angeli, Assisiconvenzioni con il Comune che dovrebbero garantire la sicurezza e il decoro dei luoghi.
Ricci e Lunghi lascino perdere queste iniziative spericolate e demagogiche in piena campagna elettorale e si dedichino piuttosto al miglioramento ambientale.
Dico questo perché nel bilancio 2011, a differenza del biennio precedente, non è stato previsto un euro per la manutenzione dei giardini e sagrato.

Le affermazioni di Lunghi lasciano inoltre sconcertati perché contrastano con i fondamenti elementari del diritto. Una volta ceduta la proprietà della piazza, i nuovi eventuali proprietari difficilmente - oggi o tra cento anni - potrebbero essere condizionati dall'ente pubblico cambiando i termini di una fantomatica convenzione.
Sono convinto che il piazzale sagrato non debba essere ceduto, così che sarebbe con certezza preclusa per sempre la possibilità di recinzione, e quindi, di fatto, l'allontanamento degli angelani dal piazzale e giardini confinanti.

Il fatto che la collettività sia proprietaria di una porzione della piazza non deve essere interpretato necessariamente in termini negativi. Al contrario deve impegnare le istituzioni locali e tutti i cittadini in prima persona a garantire la piena e ordinata fruizione di spazi dall'altissimo valore simbolico.
La piazza, dal sagrato fino al parcheggio di via Los Angeles, in comproprietà tra i frati e gli angelani, è il segno della profonda compenetrazione che esiste da secoli con la basilica di S. Maria degli Angeli e la comunità religiosa, la quale da sempre sostiene e stimola efficacemente questo nostro territorio.

I luoghi sacri che danno alla nostra città la sua identità profonda non sono e non devono essere in futuro fortezze isolate dal loro contesto paesaggistico e umano, che ne rappresentano una cornice imprescindibile. Ridurre tutto al solo problema della proprietà delle piazze rischia di far dimenticare che nella nostra città la corresponsabilità nella gestione degli spazi sacri è sempre stato il segno di una più generale condivisione di grandi ideali, nel tentativo, riuscito, di far crescere la comunità civile, rispettando l'ambiente e l'identità storica dei luoghi francescani che abbiamo il compito di conservare e mettere a disposizione dell'umanità intera, tutti insieme».


da Giorgio Bartolini
Candidato sindaco di Assisi





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-04-2011 alle 17:21 sul giornale del 15 aprile 2011 - 796 letture

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