Uniti per Assisi: ''Per una politica del bello e del buono''

Uniti per Assisi 3' di lettura 09/05/2011 -

Ecco il resoconto dell’incontro organizzato dalla segreteria della lista Uniti per Assisi in sostegno di Claudio Ricci, che si è tenuto venerdì 6 maggio presso l’Hotel Nun di Assisi.



«È un incontro particolare, di quelli cui non ci si aspetterebbe di assistere in una campagna elettorale, quello organizzato nel tardo pomeriggio di venerdì dal vicesindaco e leader della lista civica ‘Uniti per Assisi’ Antonio Lunghi.
Singolare è stata la familiarità che si è respirata nell’appuntamento che Tonino Lunghi ha concepito come “serata in amicizia”, da trascorrere con i compagni più cari della sua storia politica e personale. E ancora, singolare è stata la quantità massiccia delle persone intervenute che hanno risposto al suo invito; singolare, infine, è la qualità delle riflessioni che si sono succedute.

In un momento in cui la competizione elettorale è spesso divenuta tanto aspra da ridursi a polemica e da perdere di vista gli obiettivi ed i principi generali della condotta politica, l’appuntamento di venerdì ha offerto una pacata meditazione sul valore del “bello” e del “buono” come fini ultimi dell’impegno politico.

“La politica del bello è quella che valorizza la ricchezza del patrimonio culturale di Assisi e alla politica del bello è necessario associare la politica del buono”, afferma Tonino Lunghi che ripercorre a ritroso le principali tappe della sua esperienza politica, per ritrovare e riproporre i principi che fin dalla gioventù hanno ispirato e orientato il suo impegno per la collettività.
La solidarietà e la sussidiarietà tra pubblico e privato, sono “concetti semplici, ma antichi” e rappresentano per lui, oggi, come allora, gli strumenti essenziali per perseguire una “politica del buono”. “La politica degli schieramenti è vecchia, senza alcuna logica ormai. L’unico modo per ridare senso alla politica è spendersi”.

Anche l’intervento del candidato sindaco Claudio Ricci è orientato tutto sul binomio politica/cultura. La storia di frate Elia, che col suo cavallo bianco compiva continui spostamenti tra Assisi e Roma per reperire risorse per la costruzione della basilica papale di San Francesco campeggia sullo sfondo di tutto il suo discorso, come immagine della necessità per Assisi di mettere la sua forza civica al servizio di quella serafica e viceversa.
Le “buone relazioni con tutti”, il dialogo, la forza di squadra, così come l’esempio personale sono gli strumenti attraverso cui realizzare sempre nuovi esempi di “cultura vivente”, ossia di beni culturali fruibili nella quotidianità, senza pagamento di un biglietto.
E anticipa: “Il nuovo stemma di Assisi sarà emblema della necessità di collaborazione dei due poteri, quello civico e quello religioso/culturale”. Sullo stemma compariranno, infatti, entrambe le parole “civitas” e “serafica”. “Si può andare contro il sindaco, ma non contro la storia” conclude Ricci ricordando che i due poteri, nati a pochi anni di distanza l’uno dall’altro (1198: ribellione della popolazione e fine del dominio imperiale ad Assisi; 1209: nascita dell’ordine francescano) hanno operato congiuntamente alla genesi e allo sviluppo di Assisi.
Nell’elenco degli obiettivi già perseguiti e di quelli ancora da raggiungere, si conclude un incontro tutto orientato a consacrare la storia e la cultura come mezzi potenti di una politica indirizzata al bello e al bene della comunità”».






Questo è un articolo pubblicato il 09-05-2011 alle 08:58 sul giornale del 09 maggio 2011 - 570 letture

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