Bastia: Zefiro 2011 riconcilia cacciatori e ambientalisti

Cacciatrici 3' di lettura 26/05/2011 -

Si è chiusa con successo “Zefiro 2011”, la kermesse su caccia e ambiente che si è svolta nell’ultimo fine settimana a Todi e a Bastia Umbra nell’ambito di CAPETAV, la mostra mercato della caccia, pesca e tiro a volo, giunta quest’anno alla sua seconda edizione.



Un successo superiore alle aspettative degli organizzatori che hanno così voluto raccogliere il testimone del compianto Antonio Pinotti, l’ideatore della manifestazione.

Le sette edizioni di Zefiro hanno dimostrato che il principale obiettivo è stato raggiunto: quello di una “riconciliazione” con chi non è cacciatore, congiunto ad una seria riflessione a carico di chi lo è, mediante l’apporto di quest’ultimo delle conoscenze scientifiche riferite ai problemi dell’ambiente ed a quelli legati alla biodiversità, all’etologia, alla fenologia ed alla biologia della fauna selvatica, agli Ogm, all’acqua, ecc.

La sessione di sabato ha visto la proiezione del film “Sospiri di terra” di Enrico Bellani, cui è seguita una tavola rotonda sul tema trattato dal filmato e cui hanno partecipato: il prof. Lucio Ubertini dell’Università La Sapienza di Roma, la dr.ssa Annalisa Romani dell’Università di Firenze, dr.ssa Maria Corgna medico esperto in medicina tradizionale, la giovane imprenditrice agricola Floriana Cutini e la giornalista venatoria Serena Donnini.
La tavola rotonda, coordinata da Susanna Tartari di Ferrara, esperta di tradizioni, folclore e cultura contadina, ha unanimemente evidenziato quanto sia urgente invertire la marcia sul modo di operare nel mondo agricolo ed in quello ambientalista e venatorio, poiché in meno di mezzo secolo l’uomo così detto “moderno” è riuscito a rompere una serie di equilibri nell’ecosistema da creare gravi problematiche per le future generazioni.

Così dopo essere riusciti a entrare, con Zefiro 2007-2008 e 2009 nel mondo della scuola che ha visto il coinvolgimento di quasi 3.000 studenti di ogni ordine e grado, con l’edizione di quest’anno dedicata alle donne cacciatrici, si può considerare concluso un primo percorso, prefissato dal Club della Palomba nel 2003 quando fu deciso di partire con questo tipo di manifestazione e cioè quella di una “riconciliazione” del cacciatore con tutti quei settori della società civile più restii ad ascoltare le istanze del mondo venatorio.

Il 1° Meeting nazionale delle donne cacciatrici ha dimostrato a pieni voti che la caccia non è assolutamente riservata agli uomini, anzi il gentil sesso ha dimostrato di essere molto preparato, di avere idee chiare e soprattutto di essere deciso a difendere le ragioni del mondo venatorio contro un certo tipo di ambientalismo demagogico, arrogante e spesso ignorante culturalmente.

Tutte le relazioni presentate al meeting hanno avuto questi denominatori comuni: la caccia non è uno sport, ma ricerca di sensazioni a contatto con la natura; sparare non è indispensabile per soddisfare un vero cacciatore, è forse l’ultimo atto di una serie di sensazioni che il mondo della caccia può dare; la caccia, se esercitata in modo corretto e responsabile, costituisce uno degli strumenti per il mantenimento di determinati equilibri ambientali e più n generale dell’intero ecosistema; è necessario però che tutti i cacciatori acquisiscano una determinata base culturale, per non consentire più che il comportamento “scorretto” di una minoranza di cacciatori venga strumentalizzato ed inquini l’intero mondo venatorio.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-05-2011 alle 06:52 sul giornale del 26 maggio 2011 - 768 letture

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