Bastia: procede il piano Franchi, ma sorge il 'problema lavoro'

Piano Franchi 3' di lettura 27/05/2011 -

Esaminate dal consiglio comunale nella seduta di giovedì 27 maggio le osservazioni al piano Franchi. Al centro della discussione non solo il sottopasso ferroviario di via Firenze, ma anche il problema occupazionale, sollevato dalla minoranza con un apposito ordine del giorno.



Tredici osservazioni per altrettante obiezioni al piano urbanistico di iniziativa mista “R2 Franchi”, adottato lo scorso 30 agosto 2010, che andrà a riqualificare tutta la relativa area. Un piano «che crea un’ottima area di lancio e che innescherà un’importante reazione economica», ha sottolineato l’assessore all’Urbanistica Luca Livieri, che confida di intascare l’approvazione definitiva entro l’estate.

Il consiglio comunale è iniziato in salita con la presentazione di un odg del gruppo di minoranza del Partito Democratico, che, ancor prima di procedere all’esame urbanistico, ha sollevato il problema occupazionale, rilevando come intervento prioritario lo spostamento a Ospedalicchio del compendio industriale (per garantire la continuità dell’attività lavorativa) e chiedendo alla giunta e al sindaco “il rispetto degli accordi previsti nella convenzione tesi a garantire il mantenimento dell’unità produttiva e solo dopo l’avvio del recupero urbanistico”.

Un’attenzione ritenuta «encomiabile ma strumentale» dal consigliere Adriano Brozzetti (lista Aristei) e «superflua» da parte di Livieri, che ha sottolineato come il piano sia stato «elaborato con la concertazione di cittadini, lavoratori e sindacati in garanzia del mantenimento dell’attività lavorativa». Aspetto, quest’ultimo, regolato peraltro da una convenzione firmata nel 2005 dall’amministrazione e dalla famiglia Franchi: «Intendiamo procedere nel rigoroso rispetto della convenzione – ha assicurato Livieri –, che prevede un impegno preciso a cui non ci sottrarremo. D’altro canto chiediamo un segnale di disponibilità a “fare impresa” alla famiglia Franchi, invitandola ad inoltrare fin da subito la richiesta dei permessi di costruzione nella nuova area destinata ad ospitare le industrie meccaniche».

Respinto l’ordine del giorno del Pd, il consiglio è proseguito con l’analisi e successiva votazione di ciascuna delle osservazioni.
Delle tredici, l’amministrazione ha accolto parzialmente le prime tre osservazioni (presentate da alcuni residenti in via Firenze e dal monastero delle Benedettine) “nelle parti coincidenti – spiega una nota del Comune – con le modifiche già apportate al piano relative agli accessi e al verde pubblico, traslando l’attuale sede stradale verso l’area Franchi e prevedendo a lato di via Firenze, nel tratto considerato, una superficie carrabile della larghezza di 3,5 m”.

Respinte integralmente le altre dieci (presentate da privati, attività commerciali, Confcommercio, Confesercenti e Partito Democratico), perlopiù afferenti al sottopasso ferroviario. “Le modifiche apportate al piano adottato – si legge in merito nella nota dell’amministrazione – hanno riguardato la definizione del nuovo progetto di sottovia ferroviario elevato ad un altezza di luce libera fino a 5mt; l’eliminazione del tratto di strada a nord della ferrovia e quindi del secondo sottovia ferroviario, e alcune modifiche al nuovo assetto stradale per la stazione ferroviaria”.

Dopo le singole votazioni su ciascuna osservazione, il consiglio ha infine proceduto al voto finale, nel quale il Pd si è astenuto: «Finora – ha motivato la scelta il consigliere Erigo Pecci – il Partito Democratico si è dimostrato costruttivo votando a favore; tuttavia il rigetto dell’ordine del giorno presentato dal capogruppo Criscuolo, nonché di tutte le nostre osservazioni al piano, rappresenta un “muro contro muro” che denota la totale chiusura da parte della maggioranza».


Il plastico che mostra come apparirà in futuro l’area Franchi








Questo è un articolo pubblicato il 27-05-2011 alle 22:49 sul giornale del 28 maggio 2011 - 1984 letture

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