Calcio: il Tordandrea ritorna in seconda categoria

Partita Tordandrea Resina 2' di lettura 01/06/2011 -

L’ex presidente della Pro loco di Tordandrea, Paolo Brufani, racconta la partita Tordandrea - Resina, finita con la vittoria della prima che, così, torna in seconda categoria. Non sono mancati, tuttavia, spiacevoli episodi sugli spalti, quasi degenerati in un’invasione di campo.



«Il netto successo contro il Resina sul campo neutro di Colombella ha definitivamente riportato il Tordandrea in seconda categoria. La laboriosa frazione di Assisi era accorsa numerosa ad incitare i propri atleti a Colombella, dove ha trovato una organizzata tifoseria avversaria provvista di striscioni, trombe e mortaletti.

La vittoria del Tordandrea è apparsa netta (2 - 0), anche se nella prima fase ha un po’ sofferto, ma da quando l’appena entrato Brufani ha sbloccato il risultato la superiorità del Tordandrea è emersa netta ed implacabile.

Sportività sul campo fra i giocatori ha fatto da cornice alla bella giornata di sport e di sole. La stessa cosa non si può dire all’esterno, dove la tifoseria del Resina, che durante l’incontro non aveva risparmiato vari titoli “accademici” ai giocatori del Tordandrea, ha presidiato l’uscita sino a tardo pomeriggio, effettuato anche tentativi di invasione di campo (foto in allegato).

Materia del contendere è stato il gesto liberatorio di un paio di giocatori del Tordandrea che, dopo aver subito insulti (anche di tipo razzista) per tutta la partita, hanno esultato ai gol della vittoria con gesti poco appropriati secondo i tifosi del Resina, che hanno ritenuto di aspettare all’uscita i due giocatori.
La presenza dei carabinieri della stazione di Colombella ha scoraggiato i tifosi dal proseguire nelle intemperanze e, dopo alcuni battibecchi con i tifosi del Tordandrea (che non avevano abbandonato il campo, controllando che la situazione non degenerasse), tutto è finito nel nulla.

C’è da augurarsi che nel prossimo incontro tutta la partita si disputi nel terreno di gioco e non sugli spalti, fra i tifosi. Soprattutto c’è da augurarsi che chi non ha offeso i giocatori in campo non si senta destinatario di eventuali gesti di rivalsa, ma li ritenga destinati a chi invece ha messo in atto comportamenti non sportivi con offese, insulti e minacce, isolando così chi, al di fuori di una rete, si ritiene autorizzato a ledere la dignità di arbitri, mamme, padri e, sempre più spesso, “razze”.»








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-06-2011 alle 00:12 sul giornale del 01 giugno 2011 - 2123 letture

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