Tenta truffa milionaria fingendosi amico dell'emiro di Dubai

Carabinieri di Jesi 2' di lettura 30/05/2011 -

Millantava di essere amministratore delegato di un fondo monetario del Dubai e di essere amico del figlio dell’emiro: i carabinieri di Assisi hanno denunciato un perugino 50enne per truffa aggravata, sostituzione di persona, false dichiarazioni sull’identità personale e detenzione di materiale pedopornografico.



Tutto è partito circa un anno fa, quando un uomo distinto ha preso contatti con i proprietari di una importante struttura alberghiera della zona di Assisi facendo offerte di acquisto a sette zeri, millantando amicizie e importanti incarichi a Dubai. Il suo mandato sarebbe stato quello di comprare un importante hotel ad Assisi senza limiti di spesa.

Grazie ai modi cortesi, l’uomo era riuscito a conquistare la fiducia dei diversi proprietari dell’hotel addirittura convincendoli a porre in essere una vera e propria scissione societaria con tanto di accordi davanti ad un notaio, al quale erano stati consegnati, per il solo compromesso, assegni - guarda caso in busta chiusa - per un milione e mezzo di euro.
Ma al momento di firmare l’accordo, l’uomo aveva cominciato a manifestare dubbi su uno dei soci asserendo che lo stesso non poteva vendere le quote societarie in quanto vincolate e pertanto aveva messo uno contro l’altro i proprietari dell’hotel: il suo obiettivo era quello di innescare un clima di sospetto tra gli stessi soci al chiaro scopo di non giungere a conclusione dell’affare, volendone attribuire alla parte venditrice le responsabilità in modo così da ottenere un risarcimento milionario.

Con le stesse modalità il 50enne aveva architettato altre truffe, sempre in danno di persone facoltose della zona, per l’acquisto di importanti ville e casali, fino addirittura a contrattare per un famoso parco divertimenti umbro.

Nel corso delle perquisizioni delegate dalla magistratura, i carabinieri di Assisi hanno sequestrato diversi documenti contraffatti per le truffe e anche del materiale pedopornografico rinvenuto nell’hard-disk del computer dell’indagato.






Questo è un articolo pubblicato il 30-05-2011 alle 04:05 sul giornale del 03 giugno 2011 - 741 letture

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