Matarangolo: ''Dal letame nascono i fior''

Franco Matarangolo 4' di lettura 04/06/2011 -

Un’attenta analisi del voto è quella fatta dall’ex capogruppo della Mongolfiera ed esponente di Buongiorno Assisi, Franco Matarangolo, che alla luce della pesante sconfitta elettorale invita il centrosinistra a fare “tesoro degli errori del passato e ricominciare a tessere una tela politica”.



«Dopo la pacifica rivoluzione che è uscita dalle urne delle elezioni amministrative, che ha visto un cambio di colore politico in città che erano ritenute ineluttabilmente appannaggio di un voto moderato, occorre fare un seria riflessione sulle ragioni per cui ad Assisi questo non è stato possibile.

Non è mai un solo elemento a determinare una vittoria elettorale, le vittorie come le sconfitte sono frutto di molti fattori.

Tra le tante, a mio parere, quella che maggiormente ha determinato la sconfitta del centrosinistra ad Assisi, nel momento in cui il centrodestra si è presentato all’elettorato in uno stato di lacerazione astiosa, è stata l’incapacità a fare squadra tra tutte le forze ed i movimenti del centrosinistra.
Le vittorie di Milano, di Napoli, di Cagliari, ma anche di altre città minori, sono figlie delle capacità dei gruppi dirigenti di quelle realtà, dopo che erano stati individuati i programmi e i candidati anche attraverso lo strumento democratico delle primarie, di mettere insieme le forze e di mettersi al servizio di un’unica causa, quella di battere il centrodestra nelle urne.
Questo afflato comune ha valorizzato i buoni candidati ed i programmi innovativi messi in campo.

Anche la vittoria di Ricci al primo turno è figlia soprattutto della capacità di fare squadra, mettendo insieme tutti i partiti del centrodestra, ad eccezione del terzo polo, e quando si è dimostrato impossibile avere le sigle di alcuni partiti, stringendo accordi con le figure con maggior seguito elettorale di quelle forze.
A dire il vero, per fare squadra è stato utilizzato in qualche caso un metodo da calciomercato, con acquisti di questo o di quel candidato macchine di preferenze a mezzo di promesse mirabolanti per ingaggiarli, e che ora siamo curiosi di vedere come farà a mantenere, ma il risultato è stato raggiunto.

Nel nostro campo l’interesse di tutti non è stato anteposto a quello dei gruppi o dei singoli, commettendo per di più l’errore di pensare di poter ottenere il consenso della gente facendosi vedere impegnati solo a quaranta giorni dalle elezioni, con la predisposizione di liste all’ultimo momento, e con una battaglia solo apparentemente unitaria, o almeno percepita come tale dalla gente.
La percezione diventa realtà, nel momento in cui in consiglio comunale con tre eletti si vanno ad indicare gruppi consiliari distinti, invece di farne uno unico, con portavoce il già candidato sindaco.

L’altro insegnamento che bisogna trarre da questa tornata elettorale è che dai partiti, per quanto sofferenti, non si può prescindere.
Le liste civiche e le idee innovative di cui sono portatrici sono linfa vitale per i programmi e le coalizioni, ma se non si parte da uno zoccolo duro di consenso, dato dal radicamento sul territorio, non si può competere.

La differenza alle ultime elezioni del 15 e 16 maggio, se si va stringere, l’ha fatta la differenza tra i 3.272 (21,6%) voti del Pdl ed i 2.216 (14,6%) voti del Pd, nonostante il Pdl abbia subito un’emorragia di voti verso la lista civica Ricci sindaco.

Poiché non si può pontificare e non sporcarsi le mani, ritengo sia necessario ridare forza organizzativa, in termini di uomini e di idee, ai partiti esistenti, in primis a quello che è considerato l’erede della storia dei progressisti italiani, il Pd, per fare tesoro degli errori del passato e ricominciare a tessere una tela politica.

Un’opposizione credibile ed efficace non si fa solo in consiglio comunale o, almeno, non ha efficacia se non viene trasferita in mezzo alla gente.
Perciò rivolgo un caldo invito a tutti quelli che hanno a cuore il destino di questa città, che continua ad essere in mano ad una cricca di potere che se la mangerà poco a poco, di chiedere l’adesione ai partiti secondo le proprie sensibilità, ma principalmente al Pd, per dare umilmente, ma con determinazione, un contributo per far cambiare le cose.
Io, che pure mi ritengo monogamo e mi ero ripromesso di non avere altre tessere dopo quella del Partito Socialista, lo farò, e Voi?»


da Franco Matarangolo
Portavoce di “Buongiorno Assisi”




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-06-2011 alle 07:58 sul giornale del 04 giugno 2011 - 1024 letture

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