Brunacci invoca il commissariamento del Pd

Carlo Brunacci 3' di lettura 08/06/2011 -

Candidato nelle recenti elezioni comunali nelle fila del Partito Democratico, Carlo Brunacci fa il punto sullo stato di salute del Pd assisiate e del suo gruppo dirigente, invocando a gran voce il commissariamento del partito (richiesta già inoltrata formalmente da altri ma a tutt’oggi inascoltata).



«Alquanto singolare può definirsi quanto sta accadendo nel Partito Democratico di Assisi, reduce dal pesante ridimensionamento elettorale ottenuto alle scorse elezioni comunali.

Dopo aver più che dimezzato i consensi ottenuti solo un anno fa alle elezioni regionali, l’incapacità di prendere decisioni e i durissimi scontri personali consumatisi all’interno del gruppo dirigente hanno portato all’azzeramento totale dei valori fondanti del partito stesso, quali il principio di democrazia e quello di partecipazione diretta degli iscritti alle decisioni politiche da assumere in ambito locale.

Lo stesso gruppo dirigente che ha gestito in maniera autonoma il partito portandolo alla situazione attuale, nonostante la formale diffida della maggioranza dei membri del direttivo e degli iscritti, che hanno firmato la loro richiesta di commissariamento, continua, con l’avallo del partito a livello provinciale e regionale, a imporre le proprie scelte scellerate, facendo il vuoto intorno a sé.

Dopo aver perso quattro dei cinque consiglieri uscenti (non ricandidatisi) e aver visto il consigliere più votato dell’intero territorio comunale presentare richiesta di dimissioni al partito, l’ex segretario comunale Mariano Borgognoni, già dimissionario, ha continuato ad imporre la propria volontà.
Ha parlato sui giornali di un “necessario rinnovamento della classe dirigente” salvo poi nominare personalmente cinque coordinatori per promuovere il congresso del partito, scegliendoli tutti fra i membri dell’ex direttivo.
Nonostante due di loro (Bugiantelli e Suvieri) siano concordi nel richiedere un commissariamento super partes, il suo progetto va avanti, e se nulla dovesse cambiare, si arriverebbe probabilmente al congresso meno partecipato della storia del Partito Democratico di Assisi; un ulteriore primato che si aggiungerebbe a quello recente dell’auto-proclamazione dell’ultimo direttivo, avvenuta con il voto di quarantadue elettori e la nomina di quarantatre membri e l’elezione dei due ultimi segretari (...su due candidati!).

Forse la situazione di Assisi a Perugia non interessa più di tanto, oppure è vero il contrario: un partito così debole non può avere pretese nella nomina di assessori provinciali e regionali, permettendo che le posizioni che spetterebbero di diritto al settimo comune dell’Umbria vadano distribuite in altri territori.
E questa privazione (che va a discapito dell’intero territorio comunale, danneggiando cittadini di qualunque schieramento politico cui mancano interlocutori ai livelli superiori) non fa altro che alimentare il dubbio che una scelta di tale tipo agevoli magari singoli percorsi professionali individuali.

Come candidato più giovane della lista presentata dal Partito Democratico di Assisi alle scorse elezioni comunali, dovendo rispondere con azioni concrete a quanti, dandomi fiducia col loro voto, mi hanno chiesto di riportare istanze democratiche in un partito nel quale a livello locale non si riconoscono più, chiedo un commissariamento che promuova norme trasparenti e garantisca un congresso in cui si possa dare voce agli iscritti vecchi e nuovi ed eleggere un nuovo segretario ed un nuovo direttivo comunale.»


da Carlo Brunacci
Segreteria Pd Assisi





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-06-2011 alle 06:27 sul giornale del 08 giugno 2011 - 1901 letture

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