''La privatizzazione dell'acqua è sempre dietro l'angolo''

Partito della Rifondazione Comunista 2' di lettura 17/06/2011 -

Alla luce del risultato referendario, il circolo assisano di Rifondazione Comunista - Federazione della sinistra chiama a raccolta gli altri partiti di sinistra per la fondazione di una costituente a tutela dei beni comuni, che vigili sul rispetto della volontà popolare.



«I referendum - spiega la nota del Prc - hanno dimostrato che in Italia esiste una nuova partecipazione dei cittadini alle decisioni della politica. Questo nuovo virtuoso atteggiamento segna una chiara svolta a favore di principi cardine che non devono essere assolutamente toccati: l’acqua come bene comune, l’uso delle fonti rinnovabili, la legge che deve essere uguale per tutti, il rifiuto delle politiche liberiste.

Ora però come movimenti e partiti non dobbiamo abbassare la guardia perché se è vero che il legittimo impedimento e il nucleare sono pericoli cancellati fin da subito, la privatizzazione strisciante dell’acqua pubblica è sempre dietro l’angolo e noi dovremmo vigilare affinché nessuno abbia la tentazione di approfittare di cali di attenzione dell’opinione pubblica per poter riproporre questo abominio sulle nostre spalle.

Anche per questo e in considerazione del fatto che ad Assisi, dopo la pesante vittoria della destra alle comunali, c’è stata un’ottima affluenza alle urne in linea con quella umbra e nazionale e anche del fatto che tutta la sinistra insieme vale comunque un 10% circa dei consensi elettorali, proponiamo alle forze politiche dell’Italia dei Valori, di Sinistra Ecologia Libertà, ai movimenti civici e a Sinistra Critica di creare fin da subito una “Costituente dei beni comuni” che abbia come motivo fondante una serie di atti politici unitari che coinvolgano le associazioni, i comitati e la gente in modo da realizzare proposte per modificare regolamenti locali e statuti che confermino l’esito dei referendum.

Gli italiani si sono espressi affinché non solo l’acqua ma anche l’energia e i servizi pubblici siano sottratti alla cupidigia dei privati e gestiti dal settore pubblico, rilanciato ed efficiente.

Noi e tutte le forze politiche sopra citate, che da sempre abbiamo avuto questa visione comune della gestione della società, abbiamo da oggi il dovere civile e politico di tutelare e vigilare affinché la battaglia referendaria abbia seguito e non sia stata vana.»






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-06-2011 alle 19:58 sul giornale del 18 giugno 2011 - 677 letture

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