Prc: ''Prove di dialogo fallite''

Partito della Rifondazione Comunista 2' di lettura 06/07/2011 -

Il circolo di Rifondazione Comunista - Federazione della sinistra espone le proprie considerazioni in merito al mancato accoglimento, da parte dell’amministrazione, delle recenti proposte lanciate dall’opposizione su varie tematiche attraverso mozioni e interpellanze.



«La proposta lanciata da Carlo Cianetti di usare l’ex mattatoio come un centro di aggregazione sociale dove poter ricreare un rapporto e un incontro fra le varie generazioni del territorio ci sembrava un’idea eccellente per rilanciare la socialità ad Assisi, una città che ormai da anni non può vantare nessun vero e proprio spazio pubblico di relazione.
Poteva essere l’occasione giusta per l’amministrazione di Assisi di interessarsi alle necessità della gente anziché di realizzare sempre e solo scelte secondarie rispetto all’ordine delle priorità che vedano la qualità della vita dei cittadini come fattore principale.
Poteva essere l’inizio di un dialogo costruttivo con l’opposizione, dialogo che Ricci ha sempre sventolato e mai attuato.
Sarebbe altresì stato un segnale importante recedere da decisioni già prese e non renderle, magari strumentalmente, dogmi.

Così si svilisce, oltre una costruttiva discussione fra fazioni opposte, anche il consiglio comunale e le sue funzioni, già da tempo mero esecutore delle decisioni prese in altre sedi; accogliere questa istanza del tutto sentita (e non fatta per sparigliare) magari avrebbe potuto voler dire semplicemente ascoltare quello che la gente desidera o spera per la sua comunità.

A noi di Rifondazione Comunista, proprio per quanto detto più volte dal sindaco Ricci, ci sembrava di aver capito che si potesse avere un rapporto sulle scelte da fare, quando esse fossero palesemente giuste e condivise perché non si può dire sempre no alle altrui proposte.

Ad esempio: cosa si risponde alla nostra proposta di ordine del giorno sull’acqua lanciata il 29 giugno scorso, considerando il fatto che Assisi ha espresso, a maggioranza assoluta, la sua contrarietà alla privatizzazione dell’acqua?
Che ne dice la giunta di centrodestra sull’opportunità di inserire nello statuto comunale l’idea che l’acqua sia un bene comune non soggetto a privatizzazione e a sfruttamento?
Una scelta a nostro avviso dovuta ai tanti e alle tante che ai referendum del 12 e 13 giugno hanno scelto nettamente da che parte stare.

Per non riempirsi la bocca di dialoghi solo presunti






Questo è un articolo pubblicato il 06-07-2011 alle 01:33 sul giornale del 06 luglio 2011 - 865 letture

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