Sanità, Prc: ''Occorre una rivoluzione. Ospedale diventi casa della salute''

Ospedale Assisi 5' di lettura 15/07/2011 -

Il segretario e il responsabile del circolo assisano di Rifondazione comunista contribuiscono al dibattito sulla vicenda dell’ospedale di Assisi proponendo una rivoluzione socio-sanitaria che trasformi la struttura in un bacino di specializzazioni rivolto, soprattutto, all’assistenza verso disabili e anziani, attualmente carente.



«Il dibattito che si è innescato nella nostra città sul futuro del suo nosocomio ha i caratteri di una gigantesca finzione ed è fuorviante nei confronti dei cittadini. La verità è che, di fatto, l’ospedale di Assisi non funziona più da tempo come tale nelle sue divisioni fondamentali ed è destinato a non esistere più così come l’hanno conosciuto gli assisiati fino a 10 anni fa, in quanto nella riorganizzazione della rete ospedaliera umbra (definita nei piani sanitari regionali) anche per esso si prevede una trasformazione.

La domanda che osiamo con coraggio porci e porre anche alla cittadinanza è se, pertanto, valga la pena difendere un’organizzazione ospedaliera che nei fatti non svolge più neanche compiti di base o se invece non sia meglio puntare tutto su una seria riqualificazione e uno strategico potenziamento dei servizi socio-sanitari e territoriali, prevalentemente nel campo della riabilitazione e della prevenzione, per i servizi rivolti ad anziani disabili adulti e minori e sulla specialistica poliambulatoriale.

La difesa ad oltranza di un esistente misero è una perfetta perdita di tempo, di energie e di risorse: ad Assisi occorre invece una grande rivoluzione nell’organizzazione sanitaria che possa intervenire su quelli che sono i bisogni effettivi di salute della popolazione assumendo come prioritaria la prospettiva dell’invecchiamento demografico e la contemporanea incidenza che in esso ha la non autosufficienza.

La proposta che intendiamo avanzare per salvare il patrimonio sanitario di Assisi, in caso contrario destinato comunque ad un progressivo ridimensionamento, punta sull’aumento di almeno 30 posti letto di residenza protetta per anziani attualmente erogati in quanto insufficiente a soddisfare la domanda dalla casa di riposo Andrea Rossi e l’attivazione di almeno 30 posti di residenza sanitaria assistita per la riabilitazione, essendo la nostra città in ogni caso punto di riferimento dell’intero bacino territoriale di utenza che fa capo al ditretto socio-sanitario n.2.
Anche per quanto riguarda una malattia di cui si conoscono i dati che sono in progressivo, sensibile e costante aumento come l’alzheimer, occorre intervenire attivando un centro diurno con un modulo di almeno 12 posti con lo scopo di sollevare le famiglie dal carico assistenziale e di cura (in questo caso molto gravoso ed impegnativo) e di garantire ai pazienti una vita sociale ed una dignità personale altrimenti compromessa dalla malattia.

Sul fronte della disabilità occorre definitivamente fuoriuscire da una condizione in cui i servizi esistenti hanno assunto carattere eccessivamente produttivistici, custodialistici e ghettizzanti.
La proposta che avanziamo, ispirata ad una più moderna concezione dei servizi e dell’assistenza, prevede l’attivazione di tre nuovi servizi così modulati: una comunità alloggio per soggetti disabili adulti gravi con 12 posti letto, un centro diurno per disabili minori con almeno 12 utenze e la rimodulazione del centro socio riabilitativo di Castelnuovo.

Per quanto riguarda i servizi ascrivibili direttamente alla Asl 2 proponiamo di realizzare una grande casa della salute in cui possano essere mantenuti, riqualificati e potenziati tutti i servizi della specialistica ambulatoriale a partire da quelli che, come la diabetologia e la ginecologia, possano garantire una valorizzazione delle storiche eccellenze della nostra sanità cittadina, in un contesto di maggiore integrazione con i medici di base.
Vanno ovviamente salvaguardati e rafforzati, viste anche le dinamiche epidemiologiche, i servizi per la maternità, la genitorialità, l’infanzia e le dipendenze. Servono poi molte più risorse per l’assistenza domiciliare ed occorre che anche le problematiche inerenti la salute mentale possano ritrovare una attenzione degna, riorganizzando il dipartimento di salute mentale su scala distrettuale e attivando un’unità di convivenza per soggetti psichiatrici.
Diamo per scontato il mantenimento e l’ulteriore potenziamento anche nell’ottica distrettuale del punto prelievi e di tutti gli altri servizi in capo al distretto socio sanitario che ha sede nella nostra città.
Chiediamo infine che possa essere mantenuto in città un presidio di 118 attivo con medico attivo 24 ore e un presidio medico-chirurgico che possa svolgere funzioni di piccole prestazioni essendo la nostra città notoriamente meta turistica di rilevanza internazionale.

La riconversione del nostro ospedale in una casa della salute con le caratteristiche che abbiamo proposto garantirebbe in ogni caso la compensazione in termini quantitativi dei posti letto e produrrebbe un valore aggiunto all’offerta dei servizi sanitari e socio-sanitari del nostro territorio, assolvendo in maniera ottimale e più efficace alla domanda delle prestazioni effettivamente richieste dalla popolazione.
Su questa proposta che garantisce meglio e di più un futuro alla sanità della nostra comunità e che prevede la realizzazione di un importante polo sanitario e socio-sanitario complesso e funzionale, articolato ed integrato, chiamiamo le forze politiche e sociali ad aprire un confronto e chiediamo un incontro al sindaco ed alla giunta comunale.»


Foto di testata: il pronto soccorso dell’ospedale di Assisi






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-07-2011 alle 08:48 sul giornale del 15 luglio 2011 - 897 letture

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