Quote rosa, sul ricorso al Tar le donne del Pd si spaccano

Quote rosa 3' di lettura 13/09/2011 -

L’una plaude al ricorso presentato da opposizione, associazioni e cittadini, mentre per l’altra esso rappresenta “un affronto”. Si tratta di Carla Collesi e Cristina Farnesi, due donne democratiche assisane, entrambe membri del precedente coordinamento del Pd di Assisi guidato dalla coppia Borgognoni-Romoli.



Carla Collesi, in qualità di consigliera del Centro pari opportunità, plaude al ricorso al Tar motivato dall’assenza di donne nella rosa degli assessori, in quanto denoterebbe “un’assoluta mancanza di sensibilità per quanto riguarda la parità di genere” prevista anche dallo statuto comunale, dove è scritto che “il sindaco nomina la giunta assicurando di norma la presenza di ambo i sessi”. Un’indicazione che, secondo Collesi, “non significa che il sindaco può fare ciò che vuole, ma che normalmente deve nominare una giunta di uomini e di donne, non certo di soli uomini”.
Un invito ad “assumere l’impegno per un’equa rappresentanza di genere nella formazione delle giunte”, ricorda Collesi, è giunto lo scorso luglio anche dall’attuale ministro per le pari opportunità; invito che forse in parte è stato accolto, sostiene la consigliera, visto l’incremento di assessori donne dal 18% al 30% dopo le ultime amministrative (raccolta dati Anci). Ciò dimostrerebbe come “si sia compiuto un nuovo importante passo lungo la strada verso la parità tra i generi - scrive Collesi -, indice tutto ciò di maggiore attenzione e consapevolezza nel concedere adeguata rappresentanza alle donne in politica”, impegnate, “come in molti altri campi tradizionalmente dominati dagli uomini”, a “lavorare molto di più per sperare di essere riconosciute come pari”.
Quanto al contesto assisano, il consigliere Collesi sostiene infine che sia “poca cosa considerare parità di genere l’avere una presidente del consiglio donna - come affermato dal sindaco Ricci -, anzi ciò rafforza ancora di più la solita logica in base alla quale i posti in cui si decide veramente vanno agli uomini, quelli più istituzionali e di rappresentanza alle donne”.

Di tono ben diverso sono le parole di Cristina Farnesi, coordinatrice delle donne Pd di Assisi, che nella sua breve nota affidata alla stampa chiede a gran voce “spazio e rispetto” per le donne ma non vede di buon occhio il ricorso al Tar, ritenuto dalla stessa tardivo e farsesco.
“Cari compagni - scrive Farnesi - quanto scalpore hanno suscitato le quote rosa nel nostro comune! Ce ne siamo accorti solo adesso? Cosa vi serve? Sbanderiamo queste povere donne che hanno subito questo affronto, siete tutti solidali con le donne, ora. Ma quando ce n’era veramente bisogno? Non avete creduto in noi - afferma con tono rammaricato e deluso la coordinatrice - e lo avete dimostrato: lo dimostrano i vostri silenzi. Non abbiamo bisogno di una campagna mediatica - conclude Farnesi -, di titoloni sui giornali, abbiamo bisogno di spazio e rispetto!”.

Sulla vicenda non è invece ancora intervenuto il consigliere comunale indipendente e presidente della terza commissione consiliare Claudia Travicelli, che prima dello strappo con il Partito democratico, in cui militava attivamente per i lavori del coordinamento comunale e provinciale delle piddine, ha sempre dimostrato particolare attenzione e sensibilità verso l’universo delle donne, spendendosi in prima persona nella promozione di iniziative volte da una parte a contrastare il drammatico fenomeno della violenza sulle donne e dall’altra a promuovere i diritti delle donne nel senso dell’equità e parità (vedi l’adesione al “Documento delle democratiche umbre per la conferenza permanente delle donne”, sottoscritto anche da Carla Collesi e Cristina Farnesi lo scorso 10 ottobre 2010 in occasione del congresso comunale delle donne democratiche di Assisi).






Questo è un articolo pubblicato il 13-09-2011 alle 16:54 sul giornale del 14 settembre 2011 - 1611 letture

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