Aumento Irpef e tassa di soggiorno, il Prc dice no

Partito della Rifondazione Comunista 3' di lettura 17/09/2011 -

Attraverso un articolato ordine del giorno il circolo assisano di Rifondazione Comunista chiede al consiglio comunale di non procedere all’introduzione dell’Irpef e della tassa di soggiorno per bilanciare i pesanti tagli agli enti locali previsti dalla manovra, ritenuta, tra l’altro, “costituzionalmente illegittima in molti dei suoi articoli”.



«I tagli dei trasferimenti agli enti locali per un ammontare di 6 miliardi per il 2012 e di 2,5 per il 2013, che si aggiungono ai circa 6,4 miliardi di euro della manovra già approvata a luglio e che seguono tagli già operati nell’ultimo triennio dal governo Tremonti-Berlusconi per oltre 20 miliardi - si legge nell’ordine del giorno del Prc -, delineano con chiarezza la gravissima scelta di scaricare sui cittadini più deboli i costi della crisi mettendo in discussione la possibilità dei Comuni e degli altri enti locali di garantire diritti costituzionali fondamentali come il diritto all’inclusione sociale, alla casa alla scuola, alla mobilità, alla salute.
Ai suddetti tagli, inoltre, si aggiungono ulteriori tagli sulla sanità di 2,5 miliardi per il 2013 e di 5 miliardi nel 2014 i cui effetti saranno gli ingiusti e odiosi ticket, che rischiano di essere aggravati anche in quelle Regioni dove già esistono e che molto spesso sono una forte limitazione del diritto alla salute soprattutto dei ceti più deboli.

La manovra, destinata a compromettere la capacità degli enti locali di garantire servizi ai cittadini e di promuovere politiche di sostegno allo sviluppo, rappresenta altresì un pericoloso e forse definitivo attacco all’autonomia dei comuni e degli altri enti locali e alle condizioni di vita dei cittadini più deboli, che pagheranno i costi di questa sciagurata politica con tagli ai servizi sociali o con aumento di tasse e tariffe comunali.

In queste condizioni, è concreto il rischio che si reintroduca l’Irpef sulla prima casa attraverso un meccanismo di taglio di una serie di agevolazioni, detrazioni e deduzioni fiscali anche per i redditi bassi: scelta destinata ad accentuare una pressione fiscale locale che comprometterà la condizione sociale, oltreché favorire una spinta recessiva.

Alla luce di queste considerazioni, oltre a garantire il proprio appoggio alle iniziative di lotta delle autonomie locali contro gli effetti della manovra bis, si chiede di non procedere all’aumento dell'addizionale Irpef, in particolare sui redditi da lavoro dipendente - almeno fino a 40000 euro lordi - e all’introduzione indiscriminata della tassa di soggiorno che rischia di compromettere l’economia turistica, concordando con le Regioni e con gli operatori del settore possibili misure alternative.

Accanto alla mobilitazione territoriale, si chiede al consiglio comunale di sostenere il ricorso alla Corte Costituzionale contro la illegittimità costituzionale di molti articoli della manovra bis che violano l’articolo 119 della Costituzione e la stessa legge delega n.42, in considerazione del fatto che la riduzione delle risorse attraverso i tagli lineari, coniugata ai vincoli del federalismo, lede il principio di autonomia di entrata e di corrispondenza fra finanziamento integrale e funzioni pubbliche esercitate, il principio dell’universalità e dell’appropriatezza dei servizi, riconosciuti per legge come essenziali, nonché il rispetto delle indicazioni emerse dai referendum».






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-09-2011 alle 03:40 sul giornale del 17 settembre 2011 - 1011 letture

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