SEI IN > VIVERE ASSISI > CRONACA
articolo

E' il giorno del Papa: oggi atei e religiosi ad Assisi nel nome della pace

4' di lettura
1364

Papa Benedetto XVI

“Vogliamo solennemente rinnovare l’impegno per la verità e la pace con i membri delle diverse religioni e uomini non credenti ma impegnati nella ricerca della verità e nella costruzione della pace”. Queste le parole pronunciate da papa Benedetto XVI alla vigilia della ‘Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la giustizia e la pace nel mondo’ in programma per oggi, giovedì 27 ottobre, nella città di San Francesco.

“Chi è in cammino verso Dio - ha aggiunto il pontefice - non può non trasmettere pace, e chi costruisce pace non può non avvicinarsi a Dio”. Parole che anticipano il significativo tema dell’incontro, “Pellegrini di verità, pellegrini di pace”, che si celebra nel 25esimo anniversario del primo incontro interreligioso per la pace, intensamente voluto da Giovanni Paolo II e svoltosi ad Assisi il 27 ottobre 1986.

Oggi, come allora, i delegati di tutte le religioni del mondo, insieme ad atei e rappresentanti del mondo scientifico, raggiungeranno la città serafica per una giornata all’insegna della riflessione e del dialogo, intraprendendo un cammino di pellegrinaggio che, ancor prima che materiale, è innanzitutto intimo e spirituale.
Il convoglio speciale Frecciargento, messo a disposizione da Trenitalia, accoglierà il Papa e gli oltre trecento delegati, che partiranno dalla stazione privata del Vaticano per giungere alla stazione di Assisi, rallentando per un saluto ai fedeli in corrispondenza di Orte, Terni, Spoleto e Foligno.


Tante preghiere silenziose per la pace

Il carattere ecumenico dell’incontro non deve indurre in confusione e suggerire un tentativo di sincretismo (ovvero di fusione di differenti forme di religione), spauracchio che Benedetto XVI ha voluto tenere ben lontano evitando accuratamente qualsiasi forma di preghiera collettiva. Questa accompagnerà tutta la giornata ma sarà silenziosa, intima e personale, a differenza di quella pubblica (seppur praticata distintamente) invocata da Wojtyla venticinque anni fa.
Tale scelta, tuttavia, non intende delegittimare il primato della preghiera, ribadito ieri dal cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso. “Gli incontri di Assisi - ha spiegato il cardinale Tauran - vogliono dimostrare che per rivendicare i propri diritti esiste un’altra dimensione, diversa dalla lotta armata: la preghiera. Oltrepassando la diversità delle religioni, la preghiera esprime una relazione con una potenza suprema, una relazione che supera le nostre capacità umane”.
In buona sostanza, ciò che conta non è l’oggetto della preghiera, ma piuttosto l’atto in sé: potente, unificante e trascendente, una forma di “lotta non armata” globale e collettiva per la pace, valore universale senza colore perché in sé ha tutti i colori, e senza differenze perché in sé contiene tutte le differenze.


Il programma della giornata

L’arrivo del treno papale a Santa Maria degli Angeli è previsto per le undici e trenta circa. La prima tappa è la basilica di Santa Maria degli Angeli, presso la quale si terrà un momento di commemorazione e riflessione sul tema della Giornata, seguito dal primo intervento del Pontefice.
Dopo un pranzo “frugale”, sobrio e fraterno, i delegati si raccoglieranno nella propria solinga preghiera, per poi incamminarsi come pellegrini lungo viale Patrono d’Italia, nel silenzio e nella meditazione, fino alla basilica di San Francesco in Assisi, all’ombra della quale si terrà il momento finale della giornata, con la rinnovazione solenne del comune impegno per la pace.
Quello da Santa Maria degli Angeli ad Assisi, spiega la sala stampa vaticana, sarà “un vero e proprio pellegrinaggio - al quale prenderanno parte anche i delegati nell’ultimo tratto - che simboleggia il cammino di ogni essere umano nella ricerca assidua della verità e nella costruzione fattiva della giustizia e della pace”.
Un pellegrinaggio ispirato alla storia recente ma rivolto anche a quella più antica, teso a ricercare e ripercorrere le orme del Poverello, facendo memoria del passato per volgere lo sguardo in avanti auspicando un futuro di pace fra i popoli di tutta la Terra.



Papa Benedetto XVI

Questo è un articolo pubblicato il 27-10-2011 alle 00:36 sul giornale del 27 ottobre 2011 - 1364 letture