Al teatro Metastasio un tuffo negli abissi del Mar Mediterraneo

4' di lettura 16/12/2011 -

Venerdì scorso, 9 dicembre, il teatro Metastasio di Assisi ha ospitato la proiezione del primo documentario-film italiano di “edutainment” dal titolo “Mediterraneo mare di vita”, docu-film prodotto, diretto e co-scritto da Caterina Ponti, spettacolare e magnetica opera di carattere didattico, culturale & mass mediologico carica di emozioni, colma di meraviglie visuali&audiofoniche e stimolante sensazioni e sentimenti.



Dopo essere stata presentato con enorme successo in Sardegna, “MMDV” approda ad Assisi, città umbra che si presta come luogo ideale ed occasione d’eccellenza particolarmente emozionante ed evocativa, visto che nei primi secondi di proiezione, l’opera propone un estratto dal poetico e toccante “Cantico delle Creature” di San Francesco.

Ideato e scritto con il produttore esecutivo e co-autore Gianluca Nardulli, il docu-film firmato dalla Ponti offre uno spaccato di ottanta minuti del Mare Nostrum, con immagini commentate dalla soave voce dell’attrice/showgirl Rita Carlini (attualmente sul grande schermo con “Il cuore grande delle ragazze”, ultimo film di Pupi Avati) e dalla magnetica colonna sonora del prolifico compositore laureato al Conservatorio Al Festa.
Prodotto dalla Paradise Entertainment SrL di Roma, è stato realizzato dalla poliedrica Caterina Ponti, nel cui lungo ed articolato curriculum, spiccano la regia del cortometraggio di animation “Tobia, il nostromo del tempo” (primo corto italiano in “Multi-visione”) che ha ottenuto larghi consensi di pubblico e critica in diversi Festival e Rassegne cinematografiche (nazionali ed internazionali), e il premio speciale del “Premio Internazionale Pasquale Rotondi ai Salvatori dell’Arte”, attribuitole nel 2002 in qualità di “produttore e distributore multimediale di successo dedita alla divulgazione della cultura e dei sentimenti”. Gianluca Nardulli, giornalista, publicist di fama internazionale ed autore cinematografico, è tra l’altro componente delle Giurie del Premio David di Donatello e del Nastro d’Argento.

Ci sono voluti complessivamente tre anni per realizzare questo ‘primo docu-film di edutainment’ (educational-entertainment / divertimento educativo), genere - come già ampliamente rimarcato dai mass media - ufficialmente inaugurato e ‘lanciato’ nel nostro Paese da questa produzione connotata da spirito divulgativo e di intrattenimento, rivolta ad un pubblico variegato, vasto e di tutte le età.

“Attori protagonisti” (‘non professionisti’) sono le innumerevoli specie acquatiche incontrate in questo lungo viaggio in immersione subacquea nel Mediterraneo, zoomate, seguite e particolareggiate giù nelle profondità, con un rispettoso e non invadente sguardo a 360° volto a molteplici bacini ed aree di questo magnifico mare che è per tutti un incommensurabile tesoro da salvaguardare.
Per scelta registica, in questo inedito melange di immagini, musiche e parole, non c’è traccia dell’uomo né è stato aggiunto alcun effetto speciale. Un docu-film d’effetto e non di effetti: il sempiterno ciclo della vita in ambiente acquatico è ripreso e mostrato esattamente come “natura crea”.

Citazioni autoriali e scienza, arte e qualità nella confezione audio-visiva, poesia e divertimento, amore e rispetto per l’ambiente marino - che è, appunto, vita - sono gli elementi chiave di questa produzione indipendente, realizzata da un’equipe tutta italiana. Gli interpreti sono anemoni, gorgonie e cerianti tutti coloratissimi che vivono a 40 metri di profondità; sono state riprese, ravvicinate, anche diverse specie di molluschi nudibranchi (assai singolari e luminosi); poi gronghi e murene (rintanati vicini), nutriti branchi di barracuda e di aragoste; e poi, via via, una fluttuante vespa di mare, un danzante pesce ago cavallino ed uno strisciante orecchio di mare; poi l’eremitico Paguro Bernardo, che col suo gesticolare (da ‘direttore d’orchestra’) è divenuto negli ultimi mesi - a livello iconografico - una gustosa ‘mascotte’; infine il polpo (in vari stadi di vita: dal giovanissimo guizzante ed energico, sino l’anziano dalla pelle ruvida e bitorzoluta ed oramai quasi completamente privo di tentacoli).

Il docu-film è una quanto mai curiosa, colorita, coreografica e caleidoscopica sfilata di creature sia innocue che (potenzialmente) aggressive, “incontri” con magnifici abitanti del mare immortalati nel loro habitat naturale, particolarmente scenografico.


Foto di testata:
Paguro Bernardo, una delle creature del documentario Mediterraneo Mare di Vita (foto Paradise Entertainment)






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-12-2011 alle 02:35 sul giornale del 16 dicembre 2011 - 1104 letture

In questo articolo si parla di spettacoli, assisi, documentario, teatro metastasio

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