Bastia: le officine Franchi chiudono i battenti

Officine Franchi 2' di lettura 07/01/2012 -

Con la liquidazione volontaria decisa dall’azienda Franchi, per la città di Bastia Umbra si chiude un capitolo di storia lungo più di un secolo. Effetto della crisi, la cui scure si è abbattuta anche sulle officine che, per molti anni, sono state il cuore pulsante della città.



A dare l’annuncio è il dott. Odorico Franchi, che in qualità di liquidatore nominato comunica che la messa in liquidazione volontaria è stata deliberata lo scorso 28 dicembre.
Un 2012 dall’esordio assai poco fausto per la città di Bastia, colpita al cuore dalla perdita di uno dei suoi simboli storici, ma soprattutto per i dipendenti dell’azienda, per i quali ora si prospetta un futuro più che mai incerto.

Un epilogo forse prevedibile, visto l’incalzare del dissesto finanziario che ha investito un numero sempre crescente di aziende, che si è tentato di scongiurare attraverso le operazioni di trasferimento del sito contestualmente all’attuazione del piano urbanistico di riqualificazione dell’area delle officine Franchi.
Una corsa contro il tempo che, tuttavia, non è servita. “La Franchi spa - si legge infatti nella nota affidata alla stampa - non è rimasta indenne da una crisi economica e finanziaria che la colpisce nel momento in cui era finalmente in atto un processo di delocalizzazione e rilancio delle attività”.

E mentre molti già si interrogano sulle conseguenze che tale circostanza porterà ai progetti per lo sviluppo urbanistico dell’area delle officine, vincolata allo smantellamento delle stesse previa delocalizzazione (che ora, evidentemente, non verrà più attuata), non mancano le polemiche. “Solo l’ultima amministrazione - commenta Odorico Franchi - ha dato un forte impulso alla iniziativa Franchi ma, purtroppo, comunque troppo tardi. L’aggravamento della crisi industriale legata alla oramai quasi inesistente richiesta di opere infrastrutturali pubbliche e private, unita ad una rinnovata solerzia di Equitalia indirizzata alla riscossione dei crediti tributari e previdenziali ha bloccato l’operatività finanziaria della società, fermando di fatto l’operatività ordinaria”.

Foto di testata:
le officine Franchi a Bastia Umbra






Questo è un articolo pubblicato il 07-01-2012 alle 02:10 sul giornale del 07 gennaio 2012 - 3410 letture

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Fabio Broccatelli

Il problema non è solo la crisi, ma anche l'amministrazione comunale, la regione e tutti gli altri che mangiano sulle spalle di chi lavora portandosi il peso dell'incertezza del lavoro proprio e dei suoi dipendenti.
Ormai non ci si può preoccupare solo di produrre bene e di vendere, ma anche di stare in continuazione dietro alle nuove norme e vincoli (a volte giustificati altre volte assurdi) impostici da coloro che, dietro una scrivania e con qualche segretaria, ci amministrano e dicono di farlo pure bene.
Occorrerebbe un poco più di onestà, di amore e di rispetto per il proprio paese, che non è fatto solo di opere d'arte, di mostre e di posti statali, ma anche di persone che con il proprio lavoro e la propria responsabilità assicurano il benessere non solo a se stessi ma anche ad altre famiglie della stessa comunità. Perchè quindi disinteressarsi?
Perchè firmare ordinanze del sindaco che arrecano problemi e incertezze ai lavoratori del Paese?
Sembra proprio che chi stà ad amministrarci voglia trasformare il Paese in un grosso centro turistico, o paese della cuccagna, dove chi ci abita si sfama dei soldi dello Stato oppure dei sorrisi di qualche turista.