La protesta dei docenti dell'istituto Bonghi: ''No alla fusione col Marco Polo''

Scuola generico 12/01/2012 -

I docenti e il personale ATA dell’istituto tecnico “Ruggero Bonghi” esprimono in modo chiaro la loro contrarietà alla fusione di questa antica, gloriosa scuola di Assisi con l’istituto d’istruzione secondaria “Marco Polo”.



La scelta dell’accorpamento è stata fatta, martedì 10 gennaio, dalla Conferenza provinciale di Organizzazione della Rete scolastica presieduta dall’assessore della Provincia di Perugia all’Istruzione e alle Politiche giovanili Donatella Porzi, dopo proposta del dirigente scolastico dell’istituto “Marco Polo” Carlo Menichini. Lo stesso assessore Porzi, alla riunione del 15 dicembre dell’organo da lei presieduto, confermava che la Provincia di Perugia aveva fatto proprio – e citiamo dal verbale della riunione – “un atteggiamento di prudenza nel proporre i tagli [degli istituti scolastici], peraltro da nessuno imposti e tali da determinare un saldo dal quale poi sarebbe impossibile tornare indietro”. Sullo specifico caso del “Bonghi” diceva ancora che la richiesta pervenuta dal preside del “Marco Polo” non poteva essere presa in considerazione finché “non supportata dalle delibere dei rispettivi Consigli d’Istituti coinvolti”, espressione che faceva ben sperare che, con spirito democratico, il parere dei diretti interessati fosse un elemento fondamentale ai fini della scelta.
Ebbene non è stato così. Il Consiglio d’Istituto del “Ruggero Bonghi” si è espresso per il no alla fusione con netta maggioranza: 10 pareri contrari contro due soli favorevoli, di cui uno dello stesso proponente l’operazione, il preside Menichini che al “Bonghi” esercita le funzioni di dirigente reggente in assenza di un titolare. Nonostante questo la Conferenza provinciale per l’organizzazione scolastica, mutando radicalmente l’orientamento “prudente” solo alcuni giorni prima sbandierato, senza il sopravvenire di alcun nuovo motivo logistico o economico, ha detto che “Bonghi” e “Marco Polo” devono diventare una scuola unica.

Di fronte a questa decisione inattesa e precipitosamente prospettatasi, i docenti e il personale ATA del “Bonghi” evidenziano innanzitutto che l’accorpamento forzerebbe la realtà (“Bonghi” e “Marco Polo” sono istituti sicuramente amici ma con storie e tradizioni diverse) e diminuirebbe l’ampiezza e la qualità dell’offerta formativa del territorio; la concorrenza nella stessa istituzione scolastica di tre diversi indirizzi tecnici (Elettronica ed elettrotecnica, Costruzioni-Ambiente-Territorio, Amministrazione-Finanza-Marketing) contiene il rischio concreto di una riduzione delle prime classi, calcolate non più su indirizzi separati ma in un unico insieme; ciò toglierebbe la possibilità di scelta agli studenti delle scuole medie o li spingerebbe verso scuole superiori di altri territori; senza contare l’aumento considerevole del numero di alunni per classe, con la creazione di “classi pollaio” didatticamente inefficaci.

Sarebbe inevitabile, inoltre, la contrazione dell’organico del personale docente ATA, contrazione in cui di fatto risiede la ragione dei famosi “tagli” al numero degli istituti. Si è proprio certi, da parte della Provincia, di voler perdere posti di lavoro quando nessuno, più in alto, lo chiede? Fino a pochissimo tempo fa – si ribadisce – nessun organo di governo scolastico aveva pensato, per il nostro territorio, a mutare numero e configurazione delle scuole superiori. E d’altronde l’I.T.C.G. “Bonghi”, situato in un Comune classificato “montano”, presenta un numero di iscritti di poco inferiore ai 500, una cifra che in base alla normativa attuale permette di avere autonomia dirigenziale e amministrativa; inoltre, l’istituto ha mantenuto in questi anni un trend positivo di iscrizioni.

Il personale del “Bonghi”, inoltre, manifesta disappunto per la falsa notizia apparsa sul Messaggero del 6 gennaio, secondo la quale il Consiglio di Istituto avrebbe espresso parere favorevole all’accorpamento; come dianzi spiegato, il Consiglio d’Istituto ha espresso invece un evidente diniego, che ha trovato d’accordo l’intera componente genitori, l’intera componente studenti e 4 docenti su 5.

Il personale del “Bonghi”, infine, non si dà per vinto e proseguirà la battaglia per il mantenimento dell’istituto nel solco della sua identità e di una tradizione che ha abbondantemente superato il secolo: la scuola risulta compiutamente organizzata fin dal 1893, su un nucleo di istituzione educativa voluta in Assisi direttamente da Ruggero Bonghi, ministro dell’Istruzione del Regno dal 1874 al 1876.
Stupisce, anzi, che l’amministrazione comunale non abbia pensato essa per prima alla difesa di questa identità – nonché del numero delle scuole superiori in Assisi – ed abbia anzi avallato la scelta della Conferenza provinciale, organo alle cui riunioni gli amministratori locali partecipano.
Assisi capitale europea della cultura nel 2019? Forse, ma con meno scuole, una “politica giovanile” un poco compromessa e di certo minore scelta per le nuove generazioni.


dai Docenti e personale ATA
Istituto tecnico commerciale e per geometri “Ruggero Bonghi”





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-01-2012 alle 01:51 sul giornale del 12 gennaio 2012 - 2605 letture

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