Assisi dice addio al giudice di pace

Sentenza, ordinanza, giudice 3' di lettura 13/01/2012 -

In Umbria ne resteranno solo quattro su sedici. Una riduzione drastica che non fa sconti a nessuno e mantiene attivi solo quattro presidi giudiziari principali: Orvieto, Perugia, Spoleto e Terni. Si tratta delle sedi dei giudici di pace, che presto subiranno un significativo ridimensionamento.



Questo è quanto prospettato ieri dalla redazione de Il Sole 24 Ore, sulla base dello schema di decreto legislativo sulla magistratura ordinaria approvato prima di Natale. Secondo gli accorpamenti riportati dal quotidiano, l’Umbria subirebbe il taglio di ben tre quarti dei giudici di pace distribuiti sul territorio regionale, lasciando attivi solo quattro uffici principali che accorperanno le funzioni degli altri, secondo questo schema: la sede di Orvieto accoglierà quella di Città della Pieve; Perugia accorperà Assisi, Castiglione del Lago, Città di Castello, Foligno, Gualdo Tadino, Gubbio e Todi; le sedi di Montefalco e Norcia si uniranno a Spoleto, mentre Terni assorbirà Amelia e Narni.

“Nessuna preclusione sull’accorpamento, purché sia funzionale” è il commento di Franco Libori, presidente della camera penale di Perugia. La disposizione, tuttavia, rischia di sollevare non poche proteste da parte di chi non intende dire addio agli uffici giudiziari presenti nel proprio comune di appartenenza.

La mobilitazione del centrodestra - Già ad ottobre, infatti, nel contesto locale si era assistito a una mobilitazione compatta di tutte le forze politiche di centrodestra per il mantenimento nel territorio assisano degli uffici giudiziari (giudice di pace e tribunale), dopo la soppressione dei due presidi prevista dalla legge finanziaria. Una circostanza la quale, secondo il sindaco Claudio Ricci, avrebbe comportato “un grave disagio non solo per i cittadini del nostro territorio ma anche per i cittadini dei comuni limitrofi”. Posizione sostenuta anche dai capigruppo consiliari Rino Freddii (Pdl), Luigi Tardioli (Lista Ricci) e Luigi Marini (Uniti per Assisi) i quali, attraverso una mozione urgente, si dicevano “preoccupati per le sorti delle due sezioni giudiziarie fistaccae”, chiedendo all’amministrazione di “promuovere tutte quelle azioni atte alla loro salvaguardia e mantenimento”. Sulla questione si era espresso anche il consigliere indipendente Claudia Travicelli, secondo cui la razionalizzazione allora prevista dalla manovra finanziaria avrebbe prodotto “maggiori costi, non maggiore efficienza, creando enormi disagi all’intero sistema economico e sociale”.

Qualche numero - Una nota del Comitato per la giustizia di prossimità di Assisi, costituitosi in difesa dei presidi assisani, conteneva un’interessante analisi sui numeri della giustizia a livello locale. Secondo il comitato, negli ultimi cinque anni il nostro comprensorio ha visto produrre 9.813 procedimenti civili che hanno prodotto 726 sentenze e 1.283 processi penali da cui sono conseguite 1.448 sentenze.
Il giudice di pace, invece, ha visto giungere 1.064 cause civili ordinarie, 6.477 procedimenti speciali e 2.380 procedimenti di opposizione a sanzioni amministrative: complessivamente 9.921 procedimenti nel settore civile, con 3.393 provvedimenti emessi, che si aggiungono ai 359 procedimenti in sede penale, con 275 sentenze emesse.
Alla luce dell’accorpamento che interesserà il nostro territorio, nel quale il giudice di pace di Perugia assorbirà le sedi di Assisi, Castiglione del Lago, Città di Castello, Foligno, Gualdo Tadino, Gubbio e Todi, verrebbe quasi spontaneo avallare i timori manifestati dal comitato, secondo cui “è agevole pensare che il trasferimento in sede centrale provocherebbe la paralisi di una macchina dove le risposte di giustizia sono molto più dilatate nel tempo e dove mancano anche gli spazi fisici per rendere dignitoso il servizio giustizia”.






Questo è un articolo pubblicato il 13-01-2012 alle 10:58 sul giornale del 13 gennaio 2012 - 2118 letture

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