Sel: ''Firmate l'appello a difesa dell'acqua e della democrazia''

Acqua 20/01/2012 -

«I Circoli di Assisi e Bastia Umbra di Sinistra Ecologia Libertà - si legge in una nota congiunta dei due circoli - hanno partecipato lo scorso anno in maniera molto determinata e vincente prima alla raccolta delle firme e poi al coordinamento della campagna elettorale sui due referendum relativi all'acqua pubblica come bene comune.



Insieme a comitati spontanei e anche trasversali rispetto alle specifiche appartenenze politiche, insieme ai tanti cittadini e cittadine del territorio, insieme a pochissimi altri partiti, è stato possibile ottenere anche nei comuni della Valle Umbra Nord una partecipazione e dei risultati eccellenti.

Vogliamo ricordarli ancora una volta questi numeri ad Assisi, Bastia Umbria, Bettona, Cannara: 25.106 votanti, una affluenza del 58% (superiore anche a quella media e già altissima nazionale del 57%), una percentuale di si del 96%.

Vogliamo ricordarli adesso nel momento in cui prima il penultimo governo Berlusconi e oggi anche quello guidato da Mario Monti stanno riproponendo una serie di norme che rimettono in discussione la sostanza del risultato referendario e le scelte largamente maggioraritarie di 26 milioni di cittadini.
Vogliamo ricordarli, senza aggiungere nemmeno una virgola alla presa di posizione del Forum Nazionale dei Movimenti per l'Acqua, invitando tutti a firmare e diffondere on line l'appello "Giù le mani dall'acqua e dalla democrazia!" sul sito internet acquabenecomune.org e localmente su facebook


“Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acquacome bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.
Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.

Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.

A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente Governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.

Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein.
In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.

Noi non ci stiamo. L’acqua non è una merce, ma un bene comune che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato. I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria. Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia: nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.

Chiediamo con determinazione al Governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa.
Chiediamo a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.
Chiediamo alle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.
Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.”


da Sinistra Ecologia Libertà
Circoli di Assisi e  Bastia Umbra





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-01-2012 alle 01:02 sul giornale del 20 gennaio 2012 - 640 letture

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