Bonghi/Marco Polo: fusione inevitabile. E intanto scoppia il caso politico

Claudio Ricci e Francesco Mignani 25/01/2012 - Docenti contrari, amministrazione prima favorevole poi contraria, giunta spaccata e contorno polemico: ci sono tutti gli ingredienti per fare dell’accorpamento tra gli istituti superiori Ruggero Bonghi e Marco Polo un vero e proprio caso politico. Al di là di questo, tuttavia, la fusione resta un obbligo di legge.

I fatti - L’accorpamento dei due istituti è stato deciso lo scorso 10 gennaio durante la conferenza provinciale di organizzazion della rete scolastica, presieduta dall’assessore provinciale all’istruzione Donatella Porzi. All’incontro era presente anche l’assessore comunale Francesco Mignani, che a nome dell’amministrazione comunale ha dato parere favorevole (un contributo meramente consultivo, senza alcuna valenza decisionale) unendosi ai pareri favorevoli di tutti i convenuti.

La protesta - All’indomani della conferenza i docenti e il personale dell’istituto tecnico commerciale e per geometri Ruggero Bonghi si sono rivolti alla stampa per manifestare il proprio dissenso rispetto alla decisione della Provincia, convinti che la fusione non apporterà miglioramenti all’offerta scolastica (creando classi pollaio e aumentando il rischio di una riduzione delle prime classi) e, al contempo, porterà alla contrazione dell’organico del personale.
Il vertice in Comune - Alla luce della vibrante protesta nata in seno al Bonghi e di una seduta di giunta che ha deliberato la contrarietà all’accorpamento, sconfessando il parere favorevole precedentemente manifestato da Mignani, l’amministrazione comunale ha deciso di incontrare le parti. Allo scopo è stato perciò promosso un incontro, che si è svolto lo scorso sabato 20 gennaio, al quale hanno preso parte il sindaco, i rappresentanti dei due istituti e della Provincia. Assente l’assessore Mignani, intervenuto alla concomitante inaugurazione della Settimana della Memoria.
La soddisfazione del Bonghi - Positiva la reazione da parte dei docenti e del personale dell’istituto Bonghi, che all’indomani dell’incontro in Comune hanno diffuso una nota per esprimere la propria “soddisfazione per la posizione presa dal sindaco Ricci e dalla giunta comunale in favore del mantenimento quali entità autonome dello stesso “Bonghi” e dell’Istituto d’Istruzione superiore “Marco Polo”. Pur consci dell’impossibilità di cambiare le carte in tavola (visto il carattere tardivo del provvedimento di giunta, posteriore all’approvazione dell’accorpamento in giunta regionale), docenti e personale hanno comunque manifestato entusiasmo per aver trovato ascolto e, soprattutto, per il sostegno della giunta, “che conforta e che restituisce un poco della fiducia che gli studenti e il personale del Bonghi avevano perduto, sentendosi del tutto scavalcati dalle istituzioni”.
La delusione di Mignani - Visto il successo dell’incontro, in una nota ufficiale il sindaco conferma che la giunta ha sentito la “necessità di verificare, per quanto possibile e in relazione alle norme, la possibilità di mantenere l'autonomia dei due istituti scolastici” perché “il buon senso, senza entrare in nessuna polemica, consiglia sempre di verificare ogni possibilità prima di decidere”.
Dal canto suo l’assessore Mignani, raggiunto telefonicamente, non commenta esplicitamente il dietrofront della giunta ma cela a fatica la delusione in merito. Alla richiesta di un commento, da buon diplomatico Mignani si limita a dichiarare: “da uomo di squadra mi attengo alle decisioni della coalizione”. “Non si può essere sempre d’accordo su tutto - spiega l’assessore -, del resto su ogni vicenda ciascuno matura le proprie considerazioni personali. In definitiva - aggiunge - ho manifestato le mie opinioni personali in giunta, ma alla fine conta ciò che decide l’amministrazione, che si esprime con parere maggioritario”.


Foto di testata:
il sindaco Claudio Ricci e l’assessore Francesco Mignani





Questo è un articolo pubblicato il 25-01-2012 alle 11:35 sul giornale del 25 gennaio 2012 - 1053 letture

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