Tordandrea, Brufani: ''Gli ennesimi schiaffi alla frazione''

Tordandrea 4' di lettura 13/05/2012 - Dopo la mancata costruzione del parcheggio atteso da oltre 10 anni - afferma in una nota Paolo Brufani -, la frazione viene privata dell’annunciato percorso ciclabile Spoleto-Assisi è stato dirottato su “altri lidi”.

La giunta comunale di Assisi con delibera n. 42 del 17 febbraio 2012 ha espresso “assenso” al progetto preliminare della pista ciclabile SPOLETO-ASSISI – tratto riguardante il territorio del comune di Assisi” . Fra pochi giorni, la carovana del giro d’Italia arriverà ad Assisi.

Due avvenimenti importanti che avrebbero dovuto vedere protagonista ed interessata la laboriosa frazione di Tordandrea che ha ed ha avuto una grande tradizione ciclistica, sia a livello dilettantistico che professionistico, nonché amatoriale e giovanissimi. Proprio di Tordandrea è l’unico corridore professionista del comune di Assisi che ha disputato ben 6 giri d’Italia (dal 1987 al 1992). Stiamo parlando di Edoardo Rocchi, che oltre aver disputato i 6 giri d’Italia di ciclismo, ha vinto l’ultimo giro dell’Umbria professionisti nel 1991, e tante corse da dilettante tra cui il famoso “Giro del Casentino” una vera classica per dilettanti che nel 1939 fu di Fausto Coppi, il “G. Premio Industria del cuoio e delle pelli” a Firenze (la corsa di Fiorenzo Magni), la crono staffetta di San Benedetto ad Assisi (circuito dei Santuari) nell’anno 1986, e tante altre corse. Ma di Tordandrea è anche il campione Italiano cicloamatori categoria allievi conquistato a Bordighera da Roberto Ruti nel 1979. Ed il forte dilettante Giampiero Castellani vincitore di numerose corse.

Invece sono arrivati due schiaffi alla frazione. Alla sensibilità degli abitanti, al rispetto delle tradizioni e di chi ha dato tanto a questo sport.
Siamo alla vigilia dell’arrivo in Assisi del giro d’Italia, sono passati ben 17 anni da quando Tony Rominger vinse la cronometro individuale Foligno-Assisi strappando la maglia rosa a Cipollini e portandola per 21 tappe sino all’arrivo di Milano.

Assisi era stata arrivo di tappa già nel 1978 (Terni-Assisi) vinse Zanoni, il giro lo vinse Johan De Muynck, maglia rosa già ad Assisi per 17 tappe sino a Milano) e nel 1982 (cronometro individuale Perugia-Assisi, vinse Bernard Hinault, maglia rosa ad Assisi e vincitore finale del giro – dopo aver ceduto la magia per 5 tappe a Francesco Moser e una a Silvano Contini). nel 1994, dalla piazza inferiore di S. Francesco ci fu anche la partenza di una tappa della “TIRRENO-ADRIATICO” da Assisi a Montemonaco. Dunque dal 1978 al 1995 (17 anni) tre arrivi con partenze del giro d’Italia a tante altre corse. C’è da essere contenti che dopo un periodo così lungo gli appassionati di questo magnifico sport e la città tutta possano godere di nuovo di questo spettacolo da troppo tempo atteso.

Ma quello che non va giù è il fatto che di questi avvenimenti e di una infrastruttura importante come la pista ciclabile Spoleto Assisi la frazione di Tordandrea rimane privata di ogni beneficio. Viene esclusa da ogni discussione a vantaggio di gruppi di pressione portatori di interessi locali e non generali. Una frazione espropriata di una infrastruttura già assegnata e nel complesso un comune vedrà interessato il proprio territorio da pochissimi chilometri della pista Spoleto-Assisi, quindi una occasione persa per valorizzare il proprio territorio e che riceverà il giro d’Italia come un corpo estraneo. In un contesto privo di piste ciclabili o di infrastrutture che favoriscano l’uso della bicicletta in un contesto di rotatorie “fuori asse stradale” che sicuramente sono pericolose per i ciclisti e che gli esperti del mondo della bici vedranno per la prima volta in assoluta mondiale essendo una caratteristica unica più che rara del nostro territorio. Ma chi era al seguito dell’ultimo giro arrivato ad Assisi e ritornerà il 15 ed il 16 maggio non potrà non notare la cementificazione di questi ultimi anni e l’assoluta mancanza di un minimo di infrastrutture al servizio dei ciclisti, in poche parole che “NIENTE” è stato fatto per favorire questo tipo di mobilità per la “salvezza” dei ciclisti.»






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-05-2012 alle 19:32 sul giornale del 14 maggio 2012 - 968 letture

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