La protesta di Ricci in Regione: ''Pronti a difendere fisicamente il nostro ospedale''

Manifestazione di protesta in difesa del punto nascita di Assisi 3' di lettura 28/05/2012 - Lunedì mattina, alle ore 9.30 presso la sede della Regione Umbria di piazza Italia, il Sindaco della Città di Assisi Claudio Ricci ha dato inizio all’occupazione simbolica della Regione Umbria per la difesa del punto nascita e dell’ospedale di Assisi, esibendo striscione, magliette e volantini con lo slogan “NO alla chiusura del punto nascita di Assisi!”.

Alla mobilitazione hanno preso parte il Presidente del Consiglio Comunale Patrizia Buini, la Giunta Comunale, numerosi Consiglieri Comunali, esponenti sanitari dell’ospedale di Assisi, rappresentanti di associazioni del comprensorio assisano, il Consigliere Regionale Massimo Mantovani e il Vice Sindaco di Bastia Umbra Rosella Aristei.

Alle ore 10.00, come da programma, è seguita la relativa conferenza stampa, alla presenza del Senatore Franco Asciutti, degli Onorevoli Luciano Rossi, Rocco Girlanda, del Vice Presidente del Consiglio Regionale Andrea Lignani Marchesani, dei Consiglieri Regionali Massimo Monni, Rocco Valentino, del Consigliere Provinciale Evian Morani, del Sindaco Stefano Ansideri e dell’Assessore Francesco Fratellini di Bastia Umbra.

“Il punto nascita non si tocca” ha dichiarato il Sindaco Ricci “l’Amministrazione Comunale di Assisi lo difenderà in tutti i modi possibili e consentiti; anche fisicamente. Un punto sanitario che esiste dal 1295 è un patrimonio storico che non si può mettere in discussione. Gli amministrazioni negli anni si avvicendano, ma nessuno può mettere le mani sulla storia della città che ha dato i natali a Francesco e Chiara, testimoni dell’Umbria in tutto il mondo. Difendere il punto nascita di Assisi non è un gesto campanilista; piuttosto è sbagliata la decisione di volerlo chiudere.

Il punto nascita di Assisi è noto fra le partorienti per la qualità dei servizi offerti e il clima di grande familiarità, caratteristiche che hanno fatto si che lo stesso continuasse a mantenere, nonostante la mancata reintegrazione del primario del reparto di ostetricia e ginecologia, il numero di 400 parti all’anno. Quindi, ci sono tutti i presupposti per mantenere aperto il punto nascita di Assisi, anche perché ce ne sono molti altri in Umbria che contano un numero inferiore di parti e un primario potrebbe anche condividere più di una sede.

Tagliare le spese senza eliminare i servizi per la cittadinanza è possibile; se c’è riuscita l’Amministrazione Comunale di Assisi, che in un solo anno ha accumulato il 6,5% di spesa corrente in meno, non aumentando le tasse e mantenendo i servizi, e che è un ente assolutamente perfettibile, vuol dire che un’alternativa è possibile. I piccoli ospedali devono essere pensati e riqualificati per essere funzionali ai grandi centri sanitari, alleggerendo le lunghe liste d’attesa e sviluppando centri di ricerca sanitaria d’interesse regionale.

La Città di Assisi non è un palcoscenico che si usa per avere visibilità. L’Amministrazione Comunale che rappresento ha già dimostrato di essere disponibile alla costruzione di rapporti collaborativi (“PerugiAssisi 2019”, Puc 2, Aeroporto Internazionale “San Francesco”, etc.)”.

A seguito della conferenza stampa sono seguiti l’ingresso e l’occupazione del Consiglio Regionale da parte del gruppo che ha dato luogo alla manifestazione, che è proseguita fino alle 19 circa. A margine della protesta, il consigliere comunale e già assessore Franco Brunozzi, che da anni sta sollecitando una attenzione per l'ospedale di Assisi, ha voluto ricordare che "un ospedale in una città santuario, con 6 milioni di turisti all'anno, può avere un ruolo molto importante, di rilievo nazionale e internazionale, anche per quanto attiene alla umanizzazione della cura e il clima di accoglienza del malato".


Nelle foto: l’occupazione simbolica della Regione








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-05-2012 alle 16:40 sul giornale del 29 maggio 2012 - 770 letture

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