Ospedale, Freddii scrive alla Marini: ''Finora solo promesse disattese''

Rino Freddii 3' di lettura 01/06/2012 - Ill.ma presidente della Regione Umbria, dott.ssa Catiuscia Marini, ho deciso di scriverle questa lettera aperta dopo aver letto le sue dichiarazioni in merito alle iniziative del sindaco Ricci in difesa del punto nascita di Assisi.

Non nascondo che certe mie considerazioni possono essere “viziate” dall’appartenere alla maggioranza di Assisi, che come è noto non è la stessa che sostiene lei, ma cercherò di essere il più obiettivo possibile nell’argomentare il mio punto di vista.
Non so a quali tavoli saremmo stati invitati e non siamo venuti, ma so di certo che le uniche riunioni con il già assessore Rosi (anche un consiglio comunale aperto) e con l’attuale assessore alla sanità Tomassoni sono state promosse da noi e le assicuro che hanno originato solo promesse disattese e risposte evasive sul futuro dell’ospedale di Assisi.
Rilevo invece che solo negli ultimi giorni lei, Presidente, ha iniziato ad esternare pubblicamente il suo pensiero sulla sanità umbra, non partendo da un’autocritica come doveroso e necessario fare per migliorare, ma attaccando il sindaco Ricci che con le proprie azioni cerca di difendere un servizio essenziale ed irrinunciabile non solo per i suoi concittadini, ma anche per i residenti delle zone limitrofe e per milioni di turisti.
Tutti siamo a conoscenza della difficoltà economica che stiamo attraversando come paese, tutti siamo consapevoli di dover contribuire alla riduzione dei costi ed è proprio per questo che il consiglio comunale di Assisi ha approvato all’unanimità un documento/progetto per la valorizzazione e rilancio dell’ospedale nel quale responsabilmente vengono individuati, e quindi richiesti, solo quei servizi di base e quelle specializzazioni funzionali alla nostra città e, credo, all’intero sistema sanitario della regione.
So che lei ha letto questo progetto, come credo quelli degli altri comuni sedi di ospedali, e mi sembra perlomeno strano che non abbia sentito la necessità di convocare tutti i sindaci per conoscere il loro punto di vista prima di deliberare come giunta regionale.
Converrà con me che la mancata nomina da oltre cinque anni del primario di ostetricia può indurre anche i meno maliziosi a pensare che sia stato un atto premeditato per ridurre il numero dei parti e costruirsi così l’alibi e la giustificazione ad un’eventuale chiusura del reparto. Personalmente credo che gli attuali 400 nati in Assisi rappresentino un numero eccezionale, considerata proprio la mancanza di un primario.
Sono certo che per la sua sensibilità di donna e per l’indiscussa esperienza amministrativa maturata in anni di impegno politico non vorrà essere ricordata come la presidente che ha impedito di scrivere nei documenti “nato/a in Assisi”. Nel salutarla e nell’augurarle buon lavoro esprimo l’auspicio che si riesca con la dovuta calma e responsabilità ad individuare insieme le scelte più idonee per garantire i servizi essenziali riducendo allo stesso tempo i costi.


da Rino Freddii
Gruppo consiliare Popolo della Libertà





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-06-2012 alle 01:59 sul giornale del 01 giugno 2012 - 930 letture

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