Ospedale, Pettirossi: ''Non condividiamo demagogia e populismo''

Simone Pettirossi 5' di lettura 09/06/2012 - Visto che qualcuno fa finta di non sentire, per l'ennesima volta, ribadiamo che sosteniamo con decisione e convinzione il Documento consiliare prodotto dalla Commissione tecnico-politica, approvato all'unanimità il 15 dicembre 2011.

Non condividiamo, però, la strada demagogica e populistica intrapresa dalla maggioranza, che ha la responsabilità di aver rotto il fronte unitario, visto che dopo l'ultimo incontro ufficiale della Commissione con l'Assessore regionale alla Sanità, senza alcun ulteriore confronto, ha deciso di dare vita ad una protesta del tutto inutile, finalizzata solo ad ottenere visibilità.

I cittadini, pero', hanno compreso, che si tratta di proteste di facciata, utili solo a "distrarre" dai problemi veri dell'ospedale.
L'occupazione del Consiglio regionale e' stata un flop, che ha visto una partecipazione minima di persone, tutte interne al ceto politico, nonostante fosse stato messo a disposizione un bus gratuito (pagato da chi?).
Idem per la marcia del 2 giugno, che ha visto la partecipazione di 20/30 persone, in gran parte espressione del ceto politico vecchio e nuovo.

Sul documento consiliare, pero', sarebbe ora di smetterla di dire cose inesatte.
Al suo interno sono state avanzate molte richieste, tra cui il punto nascita, che non e' però né l'unico aspetto, né il più importante.

A nostro avviso, per la nostra città e per il nostro comprensorio ad alta vocazione turistica, le richieste veramente imprescindibili e non trattabili sono queste:
- il potenziamento del Pronto soccorso, con personale, investimenti, macchinari e un'Osservazione Breve Intensiva efficiente di 24/48h;
- la realizzazione di un "centro regionale" legato ad una chirurgia specialistica (pediatrica, ortopedica o oculistica), con un reparto e specialisti, che faccia lavorare a regime le due sale operatorie praticamente nuove e che dia una "mission" all'ospedale;
- il mantenimento, almeno parziale, della chirurgia d'urgenza, anche in deroga a quanto previsto per gli ospedali di comunità;
- la definizione di un collegamento certo e privilegiato con l'Ospedale di Perugia per lo smistamento delle urgenze che necessitano di alte specialistiche;
- il rafforzamento della piattaforma ambulatoriale, mantenendo gli esistenti (pediatra, ginecologo, urologo, ecc.) e aggiungendone altri (oculista, ortopedico);
- la valorizzazione e il rafforzamento della già buona radiodiagnostica;
- la riqualificazione delle strutture dell'ospedale.

Il PDL di Assisi, invece di fare carnevalate, se vuole dare veramente una mano a trovare una soluzione, smetta di giocare a scaricabarile e chieda invece conto ai propri rappresentanti in Parlamento e ai propri dirigenti e rappresentanti regionali su quello che hanno fatto in questi anni e che stanno facendo oggi per l'ospedale di Assisi.

Va ricordato, infatti, per correttezza, che se oggi discutiamo della chiusura di punti nascita e della razionalizzazione dei servizi sanitari e' perché il governo Berlusconi ha tagliato 140 milioni di euro alla sanità umbra.
Sempre il Governo Berlusconi ha introdotto il tetto di 1.000 parti all'anno come standard di appropriatezza e di sicurezza per i punti nascita.

Di fatto il PDL fa il gioco delle tre carte:
- a livello nazionale chiede razionalizzazione e tagli alla spesa sanitaria;
- a livello regionale sostiene l'opportunità di un dialogo costruttivo sulla riforma sanitaria regionale, discutendo "nel merito delle questioni";
- a livello locale si dedica a proteste demagogiche del tutto "sterili".

La partita dei punti nascita e' ancora aperta, ma e' chiaro che si giocherà, oltre che sul dato numerico, anche su questioni geografiche. Non a caso, infatti, sulla stampa si da per certa la chiusura del punto nascita di Narni, che conta ben 556 parti, mentre non si parla affatto dell'eventuale chiusura di Spoleto (penultimo, con 353 parti).

Quello che e' certo, invece, e' che, nei prossimi mesi e anni, visti gli ulteriori tagli alla spesa pubblica che si profilano all'orizzonte, lo scenario più probabile sarà questo:
- alcuni ospedali umbri vedranno tagliati alcuni servizi: chi il pronto soccorso, chi la chirurgia, chi il punto nascita;
- altri saranno trasformati in Residenze Sanitarie Protette;
- altri ancora (alcuni di quelli sotto i 120 posti letto) potrebbero essere addirittura chiusi.

Ad Assisi non possiamo limitarci ad una battaglia di retroguardia.
A noi sta a cuore la partita dell'ospedale nel suo insieme.
Per questo stiamo portando avanti un'azione decisa, con numerosi incontri, su tutti i tavoli possibili, per ottenere che Assisi sia finalmente degnata di attenzione e abbia un trattamento "speciale".
Vogliamo, infatti, che si inverta il progressivo depotenziamento dell'ospedale, avvenuto in questi anni.



Come abbiamo sempre detto, pero', non accetteremo che sia tagliato nulla, senza che la Regione abbia messo sul piatto, nero su bianco, un progetto di valorizzazione concreto e convincente per il nostro ospedale, che preveda tempi, finanziamenti, personale, macchinari e l'individuazione di una missione ambiziosa, che dia prospettiva e certezza alla struttura, al personale, ai cittadini.
Quello che interessa alle persone normali, infatti, e' che l'ospedale, nei prossimi anni, viva, funzioni bene e offra servizi sanitari migliori di oggi.
Proprio per questo, riteniamo che le eventuali risorse risparmiate, attraverso la razionalizzazione di alcuni servizi della nostra struttura, dovranno essere reinvestite sempre ad Assisi, per migliorare e rafforzare i servizi che saranno considerati strategici per il potenziamento dell'ospedale.

da Simone Pettirossi
Capogruppo consiliare Pd Assisi




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-06-2012 alle 03:40 sul giornale del 09 giugno 2012 - 721 letture

In questo articolo si parla di attualità, ospedale, partito democratico, assisi, simone pettirossi, pd assisi, punto nascita

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/Abm