Quote rosa, Fiorucci: ''Parità di genere è obbligo di legge''

Partito Democratico 3' di lettura 16/07/2012 - Assisi, città della pace e dei diritti, luogo di cultura e sensibilità, terra di incontro e di inclusione, amministrata da un esecutivo di soli uomini. La notizia rimbalza, ormai da giorni, sulle pagine dei quotidiani e si è guadagnata, oltre alle attenzioni dei tribunali, le luci della ribalta nazionale.

Stupisce, infatti, che in una terra di così avanzate conquiste sociali e valoriali la politica inciampi, prigioniera di logiche di coalizione, su una questione così spinosa come la parità di genere. Escludere le donne dalla giunta adducendo come pretesto lo scarso numero di preferenze o peggio ancora l’inadeguatezza del popolo femminile assisano (questo e' proprio di cattivo gusto), è un atto insolito per un uomo di riconosciuta sensibilità e di esperienza come il sindaco Ricci. Ancora più insolita la caparbietà dimostrata nel voler difendere questa scelta, riconfermando una giunta ritenuta illegittima dal Tar e assumendo a pretesto la presenza di donne in altri ruoli, non certamente attinenti al governo della città. Appare, poi, paradossale, la polemica che si è voluta imbastire intorno alla vicenda, tentando di allontanare l’opinione pubblica dal cuore del problema ubriacandola di parole. La presenza delle donne negli esecutivi di governo è per le Democratiche un presupposto irrinunciabile per il buon governo delle nostre città, perché quando le donne mettono al servizio della comunità i propri saperi, idee e competenze, le città sono più accoglienti e vivibili per tutti. Si tratta di una battaglia culturale che il Pd, l’unico partito ad aver previsto per Statuto la presenza paritaria di uomini e donne negli organismi, porta avanti da tempo, nella speranza che l’Italia si allinei al resto d’Europa in tema di diritti civili, cittadinanza e rappresentanza. Ma è utile ricordare che la parità di genere costituisce un obbligo di legge. Lo dicono la Costituzione (articolo 51), ben due decreti legislativi, non ultimo lo Statuto del Comune di Assisi. Come Democratiche non siamo mai state appassionate alla discussione intorno alle quote rosa: non ci sentiamo una categoria da protegge né una razza in via di estinzione; ma di certo riteniamo che la presenza delle donne nel lavoro, nella società, nei posti di comando debba essere il fine ultimo di un’evoluzione culturale e della coscienza civica di cui il nostro Paese ha disperatamente bisogno per rimettersi in marcia. Perché più donne nei posti di comando e più parità sul lavoro, in famiglia, nella società, significa più crescita, uno sviluppo più solido, più democrazia. Ecco perché riteniamo che perseverare nell’errore di escludere le donne dall’amministrazione della città ferisca non solo la dignità delle donne, ma anche e soprattutto la dignità delle istituzioni e della società. Chiediamo, perciò, al sindaco Ricci di liberarsi dalle logiche di coalizione, dalla sterilità dei numeri e dal maschilismo culturale di chi non mostra interesse per un tema tanto delicato per il futuro del Paese e di nominare una donna nella sua giunta. Sarà sicuramente una giunta più equa, più dinamica, efficace ed efficiente.


da Stefania Fiorucci
Democratiche della Provincia di Perugia




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-07-2012 alle 03:44 sul giornale del 16 luglio 2012 - 571 letture

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