Cannara: ospitate al museo della città le opere di Gino Sabatini Odoardi

Gino Sabatini Odoardi, III Contrordine 08/08/2012 - Grandi emozioni al vernissage della personale di Gino Sabatini Odoardi al Museo città di Cannara. All’evento, particolarmente atteso, oltre all’artista sono intervenuti l’Assessore Regionale Fernanda Cecchini, Il Sindaco Giovanna Petrini e l’Assessore alla Cultura Federica Trombettoni, gli assessori Roberto Ortolani e Fiorello Turrioni, oltre che una serie di galleristi e collezionisti provenienti da tutta Italia.

La mostra, curata da Martina Cavallarin, è organizzata dal Comune di Cannara e dalla Regione Umbria in collaborazione con l’associazione di promozione sociale Scatola Bianca e rimarrà aperta al pubblico fino al 4 novembre.

In agosto e settembre il sabato e la domenica dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle 15.00 alle 20.00, in ottobre e novembre sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 18.00; la mostra è inoltre visitabile su prenotazione rivolgendosi all’ufficio cultura del Comune di Cannara (tributi@comune.cannara.pg.it / segreteria@comune.cannara.pg.it).

Per questa esposizione dal titolo “III Contrordine” Sabatini Odoardi ha creato una serie di opere inedite tra cui un’installazione in stretto dialogo con il Mosaico delle Terme, il ciclo provocatorio degli Offertori che prendono spunto dalla vicina città di Assisi, due video, l’opera presentata all’ultima Biennale di Venezia dal titolo “Senza titolo+cubo con rumore segreto”, una grande installazione a pavimento con giostra nera rotante, l’opera dei 12 inginocchiatoi con gamepad “senza titolo in wireless”, le lapidi senza titolo 2007 e poi il suo famoso bicchiere: tutte opere trattate attraverso la tecnica principale dell’artista ovvero la termoformatura in polistirene.

Gino Sabatini Odoardi è, a detta di molti, una delle grandi rivelazioni della giovane arte contemporanea in Italia, è l’uomo che che plastifica gli oggetti, il congelatore dell’esistente, colui che iberna in un momento eterno la quotidianità astraendola dal contesto in cui siamo abituati a vederla.
La necessità dell’artista è insinuare il dubbio, squadernare la realtà, rompere gli equilibri su cui poggia la nostra cultura,scardinando le nostre sicurezze, in un gioco di specchi infiniti e un continuo rimando senza risposta: bersaglio della sua opera è il pensiero tradizionale, il modo di porsi dell’uomo - il suo continuo bisogno di conferme –di fronte all’inconoscibilità del mondo.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-08-2012 alle 03:45 sul giornale del 08 agosto 2012 - 1777 letture

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