Olimpiadi di Londra, le 'pagelle' di Francesco Mignani

Francesco Mignani 4' di lettura 14/08/2012 - Nella seguente nota l’assessore allo sport Francesco Mignani offre la sua “versione condensata” del recente viaggio di rappresentanza insieme al sindaco Claudio Ricci per visitare la delegazione pugilistica nazionale durante le Olimpiadi di Londra.

“L, come Londra, città cosmopolita che in relazione ai giochi prova a dare il meglio di se stessa.
Vuoi per l’impiantistica sportiva, per l’efficienza e meticolosità dei servizi, vuoi per la gentilezza di tutto il personale addetto. Per l’impiego dello stesso non si è guardato a differenze di razza o di genere, in linea con lo spirito di uguaglianza e partecipazione olimpica.

L, come linea olimpica, coraggiosa arteria stradale, creata per privilegiare lo scorrimento del traffico di servizio agli atleti e alle federazioni. Ha fatto arrabbiare buona parte dei londinesi e non vi dico dei tassisti. Come a dire, paese che vai problemi di traffico che trovi. Voto 9, perché non sempre tutto scorre.

Oooo, come lo stupore di ciascuno degli ottantamila presenti, percepito entrando nello stadio olimpico. Un’ opera bella ed essenziale, in cui un’ abile regia ha saputo coniugare spettacolarità e organizzazione. Immagini ed emozioni che rimarranno nella memoria di tutti i presenti. Pubblico che era lì ovviamente per costituire lo spettacolo nello spettacolo.
Competenza, fair play, cortesia, sportività hanno costituito un grande valore aggiunto. Voto 10.

Ma O anche come oro, agognato dischetto di metallo che non passa mai di moda a dispetto dello spread, capace di mettere a dura prova le dentiere degli atleti e gioia dei dentisti. Voto 8, perché non è tutto oro ciò che luccica.

N, come nazionale italiana olimpica, ma anche N, come tutte le nazionali presenti. Fatte di donne e uomini sportivi, atleti, che compiono salti, corse, lanci, pugni. Esaltazione di fisicità, delusione, rabbia, pianto, sconforto, entusiasmo, gioia, dolore. Colori di bandiere e di divise che dimostrano sino in fondo al traguardo una provenienza, un senso di appartenenza, una differenza MA solo per un attimo, solo per gioco, proprio perché è il gioco olimpico.Voto 9, perché si auspica sempre che siano gare e vittorie vere, ma non sempre è così e in Italia lo sappiamo bene.

D, come le olimpiadi Diverse. Una donna musulmana che gareggia per la prima volta senza veli. Non ricordo se abbia vinto o meno, ciò che conta è il forte messaggio che ne è uscito, nel segno di una sfida all’anacronistico integralismo. Diverse, perché è la prima volta di una gara di non diversamente abile ammesso ad una competizione di “ugualmente” abili. Questa volta non c’entra la menomazione fisica, conta il tempo, Pistorius ne è consapevole, per questo corre forte. Diverse, perché nessuno è stato mai com’è Bolt. Nessuno lo sarà mai. Nero e vincente. D come Donato, triplista del salto in lungo, saltatore che corona a 36 anni con il bronzo, il sogno di una vita. Un onore averlo conosciuto. Voto 10 e lode.

R, come Ricci Claudio. Colpisce anche questa volta. Come un affondo di fioretto, un gancio ben assestato, una punizione che va in goal. Sua è l’immagine alle spalle della segretaria dell’A.I.B.A. Che si tratti di una fan è certo, ma vista l’età quasi settantenne nutro seri dubbi su chance matrimoniali. Il sindaco riporta a casa l’oro per la città. Conclude assieme al presidente della federazione pugilistica italiana Franco Falcinelli, un importante accordo con i responsabili dell’associazione di boxe internazionale (A.I.B.A.) per istituire dal 2014, l’accademia di boxe europea presso il palazzetto Nervi-Morandi, a completamento della struttura che prevede l’ultimazione del Palaeventi e il Museo nazionale del pugilato e dello sport. Ricci, perché con la sua presenza porta bene ai pugili che vincono ben tre importanti medaglie. Poi R come ricordi non solo per le immagini dell’olimpiade che porteremo sempre nel cuore, ma anche per i gadget della stessa. Sempre uguali, estremamente inutili e costosi, ma sempre pronti a riempire le nostre valige e svuotare le nostre tasche. Voto 9, perché si può sempre migliorare.

A, come atleti e per i loro sacrifici, A come allenamento, duro, estenuante, condizionante.
A, come attenzione, senza la quale qualsiasi sforzo risulterebbe vano.
A, come amore, per lo sport, per la propria disciplina, per se stessi e per la propria bandiera, A, come agonismo, perché non dobbiamo aspettare le olimpiadi per sapere che esiste, A come arbitri e arbitraggio. Non sempre all’altezza della situazione come nel caso Cammarelle.
A, come Assisi.
Perché in tema di eventi e di internazionalità ci siamo sempre e non siamo secondi a nessuno.
A, come arrivederci alle olimpiadi brasiliane del 2016. Dove naturalmente faremo in modo di essere presenti, anche questa volta. Voto libero.


da Francesco Mignani
Assessore Pubblica istruzione Comune di Assisi





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-08-2012 alle 03:30 sul giornale del 14 agosto 2012 - 1307 letture

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