Museo del pugilato e cementificazione: Sciamanna non ci sta

Santa Maria degli Angeli 20/08/2012 - Riceviamo e pubblichiamo il seguente articolo a firma del prof. Enrico Sciamanna, avvio - come spiega l’autore - di un “percorso critico, con proposte, sullo stato della città”, frutto di “ripetute sollecitazioni di molti cittadini, anche di varie estrazioni politiche”. In allegato una fotogallery con gli scatti di M. Francalancia.

“La recente polemica sui tempi di realizzazione del museo dello sport e del pugilato mi invita a fare delle considerazioni sulla gestione della cosa pubblica, sulle distorsioni, sulle incongruenze e a dare, in maniera sommessa, dei pareri (non richiesti) da cittadino.

Nel contempo, ritengo un dovere civico mettere in luce alcuni abusi perpetrati, verso cui la critica è aspra da più parti, soprattutto da voci indipendenti, per quanto cemento è stato sparso e si sta ancora spargendo sul territorio della seraphica civitas, sito UNESCO con il suo hinterland e candidata capitale europea della cultura, critica che non proviene semplicemente da un’irritazione estetica.

Si discute tra maggioranza e opposizione sui finanziamenti al museo del pugilato, se i lavori proseguano, se si farà una preinaugurazione (una preinaugurazione!) il 21 settembre, se i finanziamenti ci sono o sono millantati. Come se questo fosse il reale problema. Io credo invece che sarebbe più urgente un’opportuna riflessione sullo stato delle attrezzature sportive, (tralasciando per il momento, altre aree di degrado necessitose d’intervento) cioè dei luoghi in cui lo sport è realmente praticato dai cittadini, o praticabile da essi.

Il complesso sportivo di fossa Caroncia consta di una piscina antica come concezione e dispendiosa per la manutenzione, con spogliatoi sovradimensionati e trascurati, che potrebbe essere riadattata per un uso meno costoso nel tempo per la cittadinanza, di un campo di calcio, unico oggetto di interesse meticoloso e infine un residuo irriconoscibile degli spazi predisposti per l’atletica, che sono stati sacrificati alle ragioni del foot – ball; una pletora tale di orinatoi (non funzionanti) che neanche in una birreria bavarese: decine e decine.
Mi sentirei di proporre di lasciar perdere il museo e indirizzare i fondi alla bonifica e riattazione delle piste, rendendole disponibili per un’attività nobile quale l’atletica di cui la società attuale, se mai c’è necessità di sport, ne ha più bisogno del calcio, inguaribilmente esposto, così com’è, alla corruzione e spesso facilitatore d’ignoranza, il cui impatto con l’etica dovrebbe modificarsi, con il rispetto dovuto verso le persone che lo amano e lo praticano.

Viene data invece priorità all’esaltazione della boxe, una disciplina che, se da un lato richiede ai pugilisti dedizione e grande spirito di sacrificio e in cui, per altro, proprio gli atleti che insistono sul nostro territorio, si sono distinti per lusinghieri risultati, dall’altro ha implicita e inseparabile nella sua filosofia l’aggressione, rappresentando più di tanti altri sport un succedaneo del combattimento, della guerra, talvolta, purtroppo, con gli stessi risultati.
Può trovare una tale attività una collocazione congruente con il tanto sbandierato “spirito di Assisi”, sede “naturale” della pace, fino ad esservi museificata? Quale tradizione pugilistica locale motiverebbe un museo del pugilato? Mi verrebbe da aggiungere che si approda alla realizzazione del museo perché, come molto spesso è successo in questi ultimi anni, essendoci dei soldi da spendere per un recupero, prima si è effettuato sull’immobile un intervento purchessia, poi si è aspettato che qualcuno proponesse un utilizzo dell’impianto, un uso qualsiasi, così da adattarlo a quell’uso, con un indiscutibile penalizzazione economica. Tutto ciò malcela un fatto politicamente più grave: gli amministratori sono in debito di idee e chiunque gli propone qualcosa è benvenuto, specie se è disposto a farsene espropriare a loro vantaggio.

Per quanto attiene invece la cementificazione del PUC angelano non c’è correttivo se non lo spianamento di quanto è stato innalzato come, per fortuna, è già accaduto in prospettive ambientali meno nobili, come a Punta Perotti a Bari, o sulla costiera amalfitana. Quell’ignobile cortina che incombe sui monumenti occulta la città sfregiandola e deprime il territorio, non solo perché c’è, ma anche per come è, seppure il giudizio estetico appartiene ad un ambito di opinabilità, sebbene nel mondo ci siano esempi che relegano tali scelte oltre i confini del gusto. Come ulteriore beffa, la strada che costeggia l’obbrobrio è stata intitolata a due benemeriti dell’urbanistica che non possono protestare: Giovanni Astengo e Gisberto Martelli (a quest’ultimo è stata dedicata una pubblicazione a firma Alessandro Cianetti recante per sottotitolo Geloso custode del patrimonio artistico, paesaggistico e ambientale, con involontario sarcasmo nella presentazione di A. Lunghi si esalta l’attenzione del benemerito alla difesa della “buffer zone” zona di salvaguardia).

Sulla sua opportunità e linearità sul piano economico per i gestori dirà la storia, ma è facile avanzare sospetti di fronte a fenomeni come questo. Stiamo raccogliendo delle testimonianze visive che, grazie alle moderne tecnologie circoleranno per tutto il mondo e verranno amplificate, non distorte né enfatizzate, non è necessario, la realtà parla chiaro, da coloro che hanno la capacità e l’interesse a farlo, quelli a cui la città, da troppo tempo verso il declino, sta veramente a cuore”.


Nelle foto: alcune strutture sportive assisane e le foto di alcuni edifici e prospettive, tra cui quello in cui dovrebbe collocarsi il museo del pugilato.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-08-2012 alle 03:08 sul giornale del 20 agosto 2012 - 2145 letture

In questo articolo si parla di attualità, assisi, santa maria degli angeli, cementificazione, enrico sciamanna, museo dello sport e del pugilato

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Caro professore ha pienamente ragione. Ci vorrebbero più dibattiti - e più partecipanti - su questi temi.

marina marini

20 agosto, 13:40
non ho parole ... l'articolo intelligente e profondo di Sciamanna mi trova d'accordo su tutto! non deve sembrare agi amministratori di Assisi che le persone criticano solo perchè sono di altro colore politico! rispetto al territorio di Assisi, al suo paesaggio da tutelare all'amore per la propria città e la storia non c'è colore politico, c'è solo la voglia di ribellarsi ogni qualvolta qualcuno si dimentica del passato e mina il futuro di questa città " serafica " che tanto serafica non lo è più.
I benpensanti ...e ce ne sono tanti...non facciano critiche a cappannella nelle piazze di Assisi parlando sottovoce quasi fosse proibita la critica esplicita e si abbia paura di dire qualcosa contro...la città è di tutti e il territorio anche.
Sciamanna ha trovato il coraggio di esporsi ...quanti lo seguiranno ?

Finalmente un vero ed efficace oppositore dell'attuale maggioranza. Riesce con il linguaggio ed argomenti appropriati ad esprimere un senso diffuso che consiglieri comunali e segretari di partiti di opposizione non riescono ad interpretare. Come mai un personaggio così autorevole non trova spazio in politica?

argomentazioni vere e motivate; alcune un pò tirate un per i capelli (la boxe sport violento non in linea con i valori di assisi?!?!).
Le foto, invece, cosa dovrebbero testimoniare?