Gestione rifiuti: ''In alcune zone Assisi non ha nulla da invidiare a Napoli''

Rifiuti ad Assisi 30/08/2012 - Dopo un primo intervento su cementificazione e degrado ambientale, il professore Enrico Sciamanna torna a recepire i malumori di alcuni cittadini di Assisi sulla gestione dei rifiuti, affidando alla stampa la seguente nota nella cui premessa Sciamanna rivolge un ringraziamento nei confronti di “coloro che hanno condiviso, corretto o criticato le posizioni da noi espresse, dimostrando senso civico, interesse per la qualità della vita e attaccamento alla città, unici fini da noi perseguiti”.

“Un calcolo piuttosto preciso ci indica che ciascuno dei 7 miliardi di abitanti del mondo ha a disposizione per le sue necessità abitative e di approvvigionamenti, escludendo gli oceani e le zone montuose e desertiche, circa mezzo ettaro di Terra mediamente, più o meno un campo di calcio. Senza sposare le tesi dei catastrofisti – che potrebbero avere comunque ragione – l’incertezza del nostro futuro è strettamente connessa con l’etica dei comportamenti rivolti al pianeta, specie da parte dei residenti nell’area dell’opulenza. Un comportamento etico a cui tutti dobbiamo essere ispirati è legato al rapporto con i rifiuti, fin dal momento delle scelte di acquisto. I cittadini sono i soggetti responsabili principali dell’ingombro malefico che gli scarti producono sullo spazio risicato che condividiamo con il resto dell’umanità, quel fazzoletto in cui si coltivano le piante, si allevano gli animali, sgorga l’acqua per ciascuno di noi. Perciò tutti si deve stare bene attenti a quello che si fa.
Compito di chi ci governa però, a cui certe specifiche responsabilità sono demandate, è amministrare nel migliore dei modi i residui, educando prima, anche con la repressione, gestendo lo smaltimento poi. Motivando fortemente attraverso un’organizzazione efficiente a seguire determinati comportamenti, facendo comprendere che a comportamenti corretti corrispondono benefici, sanzionando ovviamente quelli sbagliati.

Riciclo, raccolta differenziata, porta a porta, debbono essere termini di comune dominio e pratiche dei singoli e della collettività.

Invece, soprattutto nel capoluogo del nostro comune, pare non essere così, di nuovo a contraddire quel san Francesco di cui ci si serve sempre per apparire migliori di coloro che non dispongono di un santo altrettanto valente. Oggi, credo, che amare le creature voglia dire rispettare l’habitat: l’aria, l’acqua, la terra, l’erba e così via. Non essere superficiali, se non addirittura complici attivi del degrado, tramite una cattiva gestione, improntata al risparmio o peggio alle ragioni elettoralistiche o ad una politica di ripiego o alla mancanza di controlli.
Oggi è inaccettabile rivendicare di non aver aumentato le tasse “la TARSU (tariffa sui rifiuti) applicata per la Città di Assisi è la più bassa che esiste nell’intera Regione Umbria (1,14 euro al metro quadrato) e rimarrà tale” e contemporaneamente ridimensionare quei servizi, indispensabili per la perpetuazione del vivere civile, raggiungendo soltanto un 20% di raccolta differenziata, grazie esclusivamente alla buona volontà delle famiglie.

Ci sono alcuni momenti in cui certe zone della città nulla hanno da invidiare alla Napoli dei giorni migliori. E il senso di frustrazione dei più coscienziosi che hanno dedicato ai rifiuti tempo, attenzione, sacrificio e spazi domestici è esplosivo, perché non trova riscontri nella gestione dell’immondizia.

Il porta a porta, applicato in ambiti ristretti è rimasto allo stesso punto di qualche anno fa – lo stesso sindaco precedente, poco incline ad ammettere errori, non negò le carenze in un dibattito televisivo – anche se proprio oggi si promette che verrà esteso. Ma nel capoluogo il conferimento avviene ancora in volgari contenitori, nemmeno più “abbelliti” da quelle decorazioni minacciate tempo addietro e mai messe in atto, che stazionano davanti ai monumenti e rigurgitano dell’indifferenza al problema manifestato dalla popolazione o ineducata o esasperata.
Nulla per di più si fa per mettere nelle migliori condizioni i cittadini: cassonetti mal dislocati, recipienti scomodi e traboccanti, alcuni materiali riciclabili non hanno una destinazione e si sprecano nell’indifferenziato. Questa cattiva pratica è dannosa e quando qualche volenteroso la evidenzia alle autorità, queste sembrano quasi infastidite per essere state messe a conoscenza del problema, perché ormai che lo sanno dovrebbero intervenire, ma non trovano tuttavia spazi nelle loro scelte amministrative. E tranquillamente non fanno alcunché.

La nostra città, bon gré mal gré, parla al mondo e noi, che ci facciamo un merito di esserne abitanti, ci dobbiamo assumere tutte le responsabilità.”


Nelle foto: alcuni cassonetti collocati ad Assisi








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-08-2012 alle 18:00 sul giornale del 31 agosto 2012 - 1393 letture

In questo articolo si parla di attualità, rifiuti, raccolta differenziata, assisi, enrico sciamanna

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Mi piace questa nuova veste del professor Sciamanna. Il grande saggio che tranquillo tranquillo guarda, medita e ...scrive.

Allora professore è proprio vero. Sta assumendo un ruolo politico di critica,proposta e opposizione a questa Giunta, visto che chi dovrebbe svolgere questo ruolo sembra lontano dal proposito. Un prossimo buon candidato Sindaco.

ah tutto qui? il grande professore (sic!, chiedere ai suoi ex alunni) fa questi interventi non per il bene di assisi ma per candidarsi a sindaco con skizzo e mordicchio suoi tirapiedi!?! operazione degna del minculpop!

Egregio Moicano (Ultimo dei ...)Le volevo dire che non sono tirapiede di nessuno (anche se appartengo alla tribù dei Piedi Neri.