Studente trovato morto nell'auto del padre. Viveva in centro terapeutico ad Assisi

Ambulanza 1' di lettura 30/08/2012 - Si sarebbe presto trasferito a Santa Maria degli Angeli lo studente 31enne originario di Chieti ospitato in un centro terapeutico nei pressi di Assisi, trovato morto di notte sul sedile del passeggero nell’auto del padre in via XX Settembre, a Perugia, con un accendino in bocca. Una morte avvolta dal mistero su cui indaga la polizia.

L’auto era posteggiata nei pressi del parco della Verbanella, una zona malfamata frequentata da tossicodipendenti dove è facile morire di overdose.
Lo studente chietino, però, non è morto per droga. Almeno stando ai primi rilievi della squadra mobile di Perugia diretta da Marco Chiacchiera, che nell’auto e indosso non ha trovato stupefacenti, siringhe né altri elementi che possano ricondurre il decesso a un’overdose.

Pur non abbandonando del tutto quella pista, perciò, le indagini si muovono soprattutto su altri fronti. Il giovane, infatti, soffriva di alcuni disagi psicologici per i quali viveva in un centro terapeutico. Ed è proprio questa circostanza, insieme a elementi quali l’accendino in bocca e una lettera non contenente volontà suicide, che sta guidando gli inquirenti alla ricerca della verità su una morte dalle troppe incognite, in attesa dell’autopsia.

Una morte misteriosa che si lega tragicamente a un’altra morte, quella del giovane operaio campano residente a Petrignano, trovato morto dalla compagna incinta nel letto che fino all’ultima notte avevano condiviso insieme.






Questo è un articolo pubblicato il 30-08-2012 alle 13:34 sul giornale del 31 agosto 2012 - 2505 letture

In questo articolo si parla di cronaca, polizia, ambulanza, perugia, morte, assisi, sara caponi, decesso

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Gentile lettore,
una breve ricerca ci conferma che entrambe le forme vengono accettate (http://www.comuni-italiani.it/069/022 e http://dizionari.hoepli.it/Dizionario_Italiano/parola/chietino.aspx?idD=1&Query=chietino sono solo un paio di esempi).
Chiaramente la forma più nota e diffusa per definire chi è nato o abita a Chieti è "teatino", ma, anche se più raro, "chietino" risulta comunque accettato, purché non generi confusione con la diversa accezione dell’aggettivo che, nel tempo, ha assunto significato dispregiativo (riferito - secondo quanto chiarito dall'Accademia della Crusca - ad "autorità religiose che hanno assunto accezioni spregiative").

Segnalazione più che benvenuta poiché ci ha dato spunto per un interessante approfondimento.