Il 'mea culpa' di Mario Monti ad Assisi

Mario Monti ad Assisi 7' di lettura 17/12/2012 - “Speriamo che il 2013 sia per tutti migliore di come, soprattutto per colpa mia, è stato il 2012”. Lo ha detto sorridendo il presidente del Consiglio Mario Monti al termine della cena francescana nel refettorio del Sacro convento di Assisi. Il premier è giunto sabato scorso nella città serafica in occasione del concerto di Natale in basilica.

Alla vigilia del concerto, il presidente aveva rilasciato un’intervista a sanfrancesco.org pronunciando parole di speranza. “L’Italia - aveva dichiarato - ha conquistato credibilità e fiducia in Europa e nel mondo per le capacità dei suoi concittadini di impegnarsi con determinazione e coesione per il bene comune. Il peggio è passato e oggi il dovere di tutti è non far tornare indietro l’Italia, non sprecare il sacrificio degli italiani. I sacrifici fatti hanno dimostrato la serietà degli italiani e oggi gli italiani sono rispettati. L’Italia non è deragliata e ce la farà”.
Il presidente Monti si è fatto attendere arrivando con qualche minuto di ritardo rispetto all’orario di inizio previsto per la registrazione del concerto, che sarà trasmesso in eurovisione su Rai Uno la mattina di Natale dopo il messaggio “Urbi et orbi” di papa Benedetto XVI.
Al suo arrivo, accompagnato dalla moglie Elsa, ha eluso la calca di giornalisti - presente anche una troupe di Servizio Pubblico - pronti con domande sull’eventuale discesa in campo alle politiche di febbraio dopo l’annuncio delle prossime dimissioni da guida del governo. Il presidente, tuttavia, non ha sciolto le riserve e, accolto dall’abbraccio del custode del Sacro convento padre Giuseppe Piemontese, ha fatto il suo ingresso in basilica per il concerto diretto da un maestro d’eccezione, il premio oscar alla carriera Ennio Morricone.
In prima fila, seduto accanto al premier, anche il presidente del Senato Renato Schifani, che al suo arrivo si è avvicinato alla stampa concedendo una dichiarazione telegrafica. “Quello da Assisi, il centro della riflessione e della speranza, è un messaggio di speranza e di fede”. “Dobbiamo credere in questa grande Italia”, ha chiosato.
Seduti nelle prime file numerosi esponenti di spicco delle istituzioni e del mondo ecclesiale: il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, il presidente della Corte costituzionale Alfonso Quaranta, il presidente della Rai Anna Maria Tarantola, il cardinale Gianfranco Ravasi in qualità di presidente del Consiglio pontificio per la cultura, il nunzio apostolico in Italia monsignor Adriano Bernardini e altre personalità del mondo diplomatico e politico. A rappresentare l’Umbria e la città serafica c’erano la governatrice della regione Catiuscia Marini e il sindaco di Assisi Claudio Ricci.
Forfait dei ministri Vittorio Grilli e Paola Severino.
Il tradizionale concerto, accolto nella suggestiva e solenne cornice della basilica di San Francesco, ha visto esibirsi in un ricco e selezionatissimo repertorio il coro dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia diretto dal maestro Ciro Visco, accompagnato dall’Orchestra sinfonica nazionale della Rai diretta da Morricone. Fra i solisti anche un mirabile Massimo Ranieri nell’interpretazione di “Quanno nascette Ninno”. Il concerto si è concluso sulle note del tema “Mission” che, alla vigilia del concerto, Morricone aveva definito come la sua musica ideale per “accompagnare la vita, la testimonianza e la storia di Francesco”.



Preghiera per il Poverello e panettone francescano
Al termine del concerto, sotto uno scroscio di pioggia il presidente Monti è uscito eludendo nuovamente la calca di giornalisti assiepati dietro le transenne e facendo il suo ingresso nella cripta che custodisce le spoglie del Santo di Assisi. Dopo aver acceso una candela e pregato sulla tomba del Poverello, il premier è stato accompagnato in refettorio per la cena francescana insieme alla comunità dei frati. La cena si è svolta in un clima di cordialità e all’insegna della tradizione, anticipando il Natale con zampone e lenticchie e l’immancabile panettone, avvolto per l’occasione in un nastro tricolore.
Al termine della cena con i frati del Sacro convento e le altre autorità Monti è stato invitato a tagliare il panettone (foto in basso). Nella convivialità del momento il presidente ha concesso una telegrafica dichiarazione con umorismo british. “Speriamo che il 2013 sia per tutti migliore di come, soprattutto per colpa mia, è stato il 2012”.

Prima volta ad Assisi da premier
La visita di Monti ad Assisi in occasione del concerto di Natale di sabato è stata la prima da presidente del Consiglio. Monti è il settimo presidente che fa visita alla città serafica. Il primo, nel 1962, fu Amintore Fanfani. Nel 1977 arrivò Giulio Andreotti e nel 1987 bettino Craxi. Nel 1997, in occasione del sisma che fece crollare le volte della basilica, accorse Romano Prodi che tornò anche un anno dopo, nel 1998, anno in cui fece visita anche il suo successore Massimo D’Alema. Nel 2002 toccò a Silvio Berlusconi, mentre nel 2007 Romani Prodi tornò ad Assisi per la sua terza visita in qualità di presidente del Consiglio.


Il vescovo Sorrentino: “La politica di Monti dia speranza”
A poche ore dall’arrivo del premier, il vescovo della diocesi di Assisi, Nocera Umbra e Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, ha affidato alla stampa un suo messaggio definendo Monti come “un uomo che sta facendo un lavoro non facile per la nostra nazione” e che, per questo, “merita tutta la nostra deferenza”.
“Auspico che la sua venuta ad Assisi, nel luogo della profezia di San Francesco - prosegue Sorrentino -, aiuti anche la politica a riflettere sulle sue responsabilità alla luce di grandi valori e dimenticando i calcoli elettorali. Il Presidente sarà nella grande basilica affrescata da Giotto, dove, per circostanze come queste, si raduna un bel po’ di personalità di alto livello. Anche attraverso questi raduni e queste attività a forte risonanza mediatica possono passare dei buoni pensieri.
Mi piacerebbe tuttavia che l’incontro con Assisi andasse oltre, prendendo spunto anche da quell’altra Assisi che, con minor clamore, cerca di esprimere, nella sua vita ecclesiale e nel suo volto francescano, quel servizio agli ultimi che Francesco enunciò come il segreto della sua conversione.
Il presidente Monti passerà, salendo a San Francesco, accanto all’Istituto Serafico, fondato dal beato francescano Ludovico da Casoria, dedicato alla riabilitazione di gravi pluriminorati, i cui familiari qualche giorno fa mi confidavano tutta la loro angoscia nel dover prendere atto, pur nella consapevolezza dell’attuale congiuntura, del taglio dei fondi alla sanità. Si ritroverà con un’ Assisi che proprio ieri, in una relazione della nostra Caritas, ha mostrato quanto le fasce di povertà si allarghino e la vita si faccia sempre più, per tanti poveri, disoccupati e immigrati, insostenibile. Incontrerà una Assisi in cui, nel vasto territorio diocesano che la porta fino a Nocera e a Gualdo, migliaia di persone sono in situazione di angoscia per la crisi dell’azienda Antonio Merloni ed altre aziende, e chiedono anche al Vescovo di farsi portavoce della loro disperazione. Io so che, stringendo la mano a Monti, la stringerò ad un uomo che, pur nel dovere di far quadrare i conti, lo fa con la sensibilità che egli stesso ebbe ad esprimere con le parole di un economista ora beato, Giuseppe Toniolo: “Chi più può, più deve; chi meno può, più riceve”.
Non so se Monti scenderà o non scenderà in campo nella prossima legislatura. Di questo non possiamo occuparci come Chiesa. Ci è lecito auspicare tuttavia che la classe politica, insieme con la Chiesa e l’intera società civile, si lasci coinvolgere dalle istanze evangeliche che il Poverello incarna per una politica che dia speranza e un programma che sia caldo di solidarietà”.


Nelle foto:
la visita del presidente Mario Monti ad Assisi (da Rivista San Francesco, foto Mauro Berti)








Questo è un articolo pubblicato il 17-12-2012 alle 03:46 sul giornale del 17 dicembre 2012 - 6020 letture

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